Le perturbazioni atlantiche non concedono tregua
L’offensiva dei fronti instabili non accenna a diminuire, e la conferma arriverà puntuale nel corso dei prossimi sette giorni. Il treno di perturbazioni, alimentato dall’Oceano Atlantico e diretto verso il bacino del Mediterraneo, non subirà alcun rallentamento almeno fino al 13 Febbraio. In seguito a questa fase, la circolazione atmosferica inizierà a presentare una leggera ondulazione, un movimento che potrebbe finalmente spalancare le porte all’ingresso del freddo di origine Artica. Attualmente, questo flusso carico di umidità risulta estremamente teso, paragonabile a una lama che fende il cuore del Mediterraneo, ma la situazione muterà drasticamente a ridosso del prossimo fine settimana, con effetti che diverranno molto evidenti su tutto il territorio della Penisola.
Un maltempo senza sosta che prelude al freddo
Cosa dobbiamo aspettarci, in termini pratici, da questa evoluzione? Sul fronte delle precipitazioni cambierà ben poco, poiché l’Italia resterà verosimilmente bersaglio di nuovi cicloni per almeno altre due settimane. La vera variazione riguarderà invece l’aspetto termico, nel momento in cui la corrente a getto sul Nord Atlantico inizierà a curvarsi, faciliterà la discesa di masse d’aria gelida verso l’Europa Centrale e, successivamente, verso le nostre latitudini. Questo raffreddamento colpirà il Mediterraneo con precisione tra il 14 e il 15 Febbraio, innescando non solo una nuova fase di maltempo, ma anche un brusco crollo delle temperature e un abbassamento significativo della quota delle nevicate.
Il ritorno della neve a quote più basse
Proprio la neve rappresenta la notizia più rilevante di questa analisi meteorologica, data la lunga assenza dei fiocchi dalle zone pianeggianti, se si escludono le brevi apparizioni registrate in Piemonte all’inizio di febbraio. Con l’ingresso dell’aria Artica, si tingeranno di bianco non solo le vette del Centro e del Nord, ma anche le quote collinari dell’Appennino Settentrionale, della Dorsale Centrale e l’intero arco delle Alpi. Si tratterà di un sospiro di sollievo fondamentale per questa seconda parte dell’inverno, stagione in cui, finora, la neve ha privilegiato quasi esclusivamente le creste appenniniche e le medie altitudini alpine.
Le tappe dell’instabilità prima dell’impulso artico
Prima di assistere a questa svolta invernale, attesa tra la serata di Venerdì 13 e la giornata di Domenica 15 Febbraio, dovremo confrontarci con il passaggio di almeno altre tre perturbazioni. Questi sistemi seguiranno traiettorie simili ai fronti precedenti, portando con sé molta umidità, venti di scirocco sostenuti e temperature che, specialmente al Sud Italia, si manterranno temporaneamente superiori alle medie stagionali.
Focus su Mercoledì 11 e Giovedì 12 Febbraio
Non bisogna assolutamente sottovalutare i due impulsi instabili previsti tra Mercoledì 11 e Giovedì 12 Febbraio. Si tratterà di fenomeni veloci ma molto insidiosi, capaci di provocare un marcato deterioramento delle condizioni atmosferiche soprattutto lungo il versante tirrenico. Durante la giornata di Mercoledì 11, si prevedono circa dodici ore di maltempo intenso che colpirà la Toscana, il Lazio, la Campania, l’Umbria, la Basilicata, la Sardegna e la Calabria tirrenica. In queste aree, gli accumuli di pioggia potrebbero attestarsi tra i 30 e i 40 millimetri, con i valori più elevati a ridosso dei rilievi montuosi.
Un nuovo vortice ciclonico sul mar tirreno
Nella giornata di Giovedì 12, un nuovo vortice ciclonico si posizionerà sul Mar Tirreno, agendo come battistrada per la profonda depressione attesa nel weekend. Questo sistema trasporterà nel Mediterraneo aria molto fredda, causando un crollo dei termometri su tutto lo stivale nell’arco di sole 48 ore. Il vortice di giovedì manterrà una forte instabilità su gran parte del Centro e del Sud, insistendo ancora una volta sulle regioni bagnate dal Tirreno, dove si registreranno i fenomeni piovosi più abbondanti. Questa parentesi dal sapore autunnale, insomma, non mostra ancora segnali di chiusura definitiva.
Credits:
NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
NCEI – National Centers for Environmental Information