(TEMPOITALIA.IT) Il flusso atlantico mantiene saldamente il controllo della situazione meteorologica sul bacino del Mediterraneo, tuttavia le nuove perturbazioni previste per l’imminente fine settimana avranno un riflesso più marcato sulle aree del Centro e del Sud Italia. Al contrario, il Settentrione rimarrà in una posizione più marginale rispetto al maltempo, con fenomeni che risulteranno piuttosto contenuti e deboli.
Oggi, Sabato 7 febbraio, le precipitazioni bagneranno la Liguria e una parte del Nord-Est in forma intermittente, mentre sul resto delle regioni settentrionali il tempo si manterrà più asciutto. Non si prevedono nuove nevicate di rilievo sulle Alpi, determinando un quadro atmosferico decisamente favorevole per l’inizio delle Olimpiadi di Milano e Cortina 2026.
Pochi fenomeni al Nord per i primi giorni della settimana
Lo scenario appare persino migliore per la giornata di Domenica 8, quando una seconda perturbazione scivolerà verso le regioni meridionali, lasciando spazio solo a qualche debole pioviggine su parte del Nord-Ovest, con particolare riferimento alla Liguria e al Basso Piemonte. Qualche fiocco di neve potrà fare la sua comparsa al di sotto dei 1000 metri sui settori alpini occidentali.
Non si attendono variazioni significative nemmeno per l’esordio della nuova settimana, che sarà caratterizzato da una spiccata variabilità ma con piogge soltanto saltuarie, perlopiù di debole o moderata intensità. Dopo le abbondanti precipitazioni che hanno segnato le scorse settimane, vivremo dunque una breve fase in cui le perturbazioni allenteranno la morsa sulle regioni del Nord.
Svolta invernale nella seconda metà di febbraio
La pressione delle correnti provenienti dall’Atlantico tornerà a farsi sentire con vigore intorno alla metà della prossima settimana, specificamente tra l’11 e il 12 febbraio. In questo frangente, le piogge potrebbero tornare a farsi abbondanti e la neve potrebbe imbiancare nuovamente la montagna fino a quote medie, sebbene molto dipenderà dall’esatta traiettoria che assumerà il nucleo perturbato, dettaglio che richiede ancora qualche giorno per essere definito con precisione.
In linea generale, la tendenza a lungo termine non subisce scossoni. Ci stiamo avvicinando alla seconda decade di febbraio, un periodo che risulterà decisivo per le sorti di questa stagione fredda, che finora non ha regalato grandi soddisfazioni per quanto riguarda la neve in pianura al Nord Italia. Un discorso differente va fatto per le Alpi, che hanno accumulato un ottimo manto bianco grazie ai recenti passaggi perturbati.
Le ultime proiezioni dei modelli matematici non indicano una imminente e gelida svolta invernale, ma segnalano comunque un cambio della circolazione atmosferica verso metà mese. Una discesa di aria artica potrebbe infatti puntare verso l’Italia, e occorrerà monitorare se si verificheranno le condizioni necessarie per assistere a nevicate fino a quote molto basse.
La carenza di episodi nevosi rilevanti nelle zone pianeggianti negli ultimi anni è imputabile allo spostamento verso latitudini più settentrionali del flusso oceanico e ai limitati apporti di freddo provenienti da est. Durante questa stagione, nonostante in Europa vi fossero premesse più favorevoli, l’Italia è stata spesso solo sfiorata dai nuclei più freddi, vedendo sfumare le occasioni per eventi nevosi estesi a quote di pianura.
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