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Dobbiamo mettere da parte, almeno per un certo periodo, quel tepore fuori stagione che ha caratterizzato le scorse giornate. Le analisi previsionali per i prossimi dieci giorni mostrano un quadro inequivocabile, poiché l’alta pressione non sembra intenzionata a stabilizzarsi in modo duraturo sulla nostra Penisola. Al contrario, occorre prepararsi a una fase caratterizzata da una forte instabilità atmosferica che ci accompagnerà per diverso tempo.

Il quadro meteorologico diventerà decisamente capriccioso e, in questa cornice, assisteremo a una progressiva diminuzione delle temperature. Non si tratterà di un evento estremo, sia chiaro, ma i termometri registreranno valori molto più freschi rispetto alla mitezza eccessiva che abbiamo percepito recentemente.

 

La configurazione europea e il blocco sulla Scandinavia

Osservando le mappe a livello del Continente Europeo, emerge una struttura barica piuttosto peculiare. Da una parte notiamo un imponente promontorio anticiclonico che, partendo dalla Penisola Iberica, si distende lentamente verso le latitudini settentrionali fino a raggiungere la Scandinavia.

Proprio al di sotto di questa barriera di alta pressione, nel bacino del Mediterraneo, prenderà corpo una circolazione ciclonica molto insistente. Con il passare delle ore, questo vortice instabile verrà alimentato da flussi d’aria progressivamente più freddi, che scivoleranno lungo il fianco orientale dell’anticiclone. Ci attendono, dunque, nuovi cambiamenti improvvisi nel cielo sopra le nostre teste.

 

Cronaca della settimana tra piogge al Sud e freddo orientale

Dopo un fine settimana che ha visto il Settentrione colpito da forti perturbazioni, il cuore del ciclone si sta ora accanendo soprattutto sulle regioni meridionali. Le incertezze non mancheranno, ma il vero punto di svolta è atteso per martedì 17 marzo.

Sarà in quella data che le correnti fredde provenienti da nord-est faranno il loro ingresso nel territorio italiano. Questo richiamo d’aria rinvigorirà il maltempo lungo le zone che si affacciano sul medio e basso Adriatico e su gran parte del Meridione, innescando un crollo termico piuttosto evidente se paragonato alle medie delle ultime settimane.

Un esempio lampante di questo clima rigido lo avremo nella giornata di mercoledì 18 marzo, quando per circa 36 o 48 ore le temperature potrebbero restare abbondantemente sotto le medie stagionali, in particolar modo sui versanti orientali dell’Italia.

 

Uno sguardo alle proiezioni a lungo termine

Tra giovedì 19 e venerdì 20 marzo si potrebbe aprire un piccolo spiraglio per una rapida fase instabile al Nord, ma si tratterà di fenomeni di poco conto. Paradossalmente, l’equinozio di primavera potrebbe trascorrere con un tempo tutto sommato tranquillo, tuttavia è bene non farsi troppe illusioni sulla durata di questa tregua.

Il weekend successivo sembra già promettere nuove turbolenze. Tra sabato 21 e domenica 22 marzo si delinea infatti l’arrivo di una possibile nuova perturbazione in risalita da sud-ovest. Il risultato sarebbe un aumento della nuvolosità su quasi tutto il Paese con piogge diffuse. Poiché mancano ancora diversi giorni, saranno necessari ulteriori approfondimenti, ma appare ormai certo che la stabilità atmosferica della prima metà di marzo sia solo un ricordo.

 

Crediti

 

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