
Il momento tanto atteso è ormai alle porte, si preannuncia un radicale ribaltone meteo. Dopo un periodo prolungato in cui l’Europa è stata dominata da un’area di stabilità assoluta, quella barriera protettiva che ci ha garantito cieli sereni sta finalmente cedendo sotto la spinta di correnti decisamente più instabili. Ci stiamo avvicinando a una fase dell’anno caratterizzata da repentini cambiamenti di scenario, ed è fondamentale analizzare i dettagli di questa imminente trasformazione atmosferica.
Venerdì 13 marzo è la data della svolta
Questa giornata segna il congedo definitivo dall’alta pressione che ha influenzato il clima della nostra Penisola per oltre diciotto giorni. Una perturbazione organizzata sta puntando con decisione verso l’Italia, individuando nel Nord-Ovest il suo primo obiettivo sensibile. Già in queste ore si registrano piogge sparse e fenomeni temporaleschi localizzati, che interessano principalmente la Liguria, il Piemonte, le aree occidentali della Lombardia e la Toscana. Non sono più presenti gli scudi protettivi che hanno deviato le perturbazioni nelle scorse settimane.
Quello che sta accadendo nell’alta atmosfera è molto chiaro, una massa d’aria fredda di notevoli dimensioni è riuscita a farsi strada sopra la Francia, per poi gettarsi con impeto nel bacino del Mediterraneo. Questo movimento sta favorendo la nascita di un vortice di bassa pressione, piccolo nelle dimensioni ma capace di arrecare insidie meteorologiche non trascurabili.
L’evoluzione del maltempo verso il centro e il sud
La struttura ciclonica non è destinata a restare statica, anzi, si muoverà con rapidità attraversando il Mar Tirreno nel giro di sole ventiquattr’ore. Dopo aver portato precipitazioni consistenti sul Nord-Ovest durante la giornata di sabato, il fulcro del maltempo scivolerà inevitabilmente verso le regioni centrali e meridionali. Tra la notte di sabato e la giornata di domenica, l’instabilità si concentrerà con forza su Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria. In queste zone la pioggia cadrà con intensità moderata, accompagnata occasionalmente da manifestazioni temporalesche.
Siamo di fronte a una saccatura profonda associata a un ciclone in quota, elementi che renderanno questo fine settimana particolarmente perturbato. Tuttavia, le sorprese non sembrano esaurirsi con il passaggio di questo fronte.
Un possibile rigurgito invernale dopo metà mese
Nonostante la fine della settimana si preannunci difficile, la tendenza successiva per l’Italia rimane avvolta da una forte incertezza. La lacuna barica lasciata da questo peggioramento potrebbe essere molto marcata, al punto da attirare, a partire da mercoledì 18 marzo, nuove correnti gelide provenienti da oriente. Se questa ipotesi venisse confermata, si verificherebbero giornate di maltempo intenso soprattutto lungo le coste adriatiche e nelle regioni orientali, che risultano maggiormente esposte a tali flussi d’aria.
Nelle restanti zone del Paese il sole potrebbe fare la sua comparsa, ma il clima resterebbe comunque pungente. Le ore notturne saranno quelle più a rischio, poiché non si escludono gelate tardive capaci di colpire anche le pianure. Durante il giorno le colonnine di mercurio potrebbero attestarsi tra i 12°C e i 14°C, ma la sensazione di tepore primaverile vissuta recentemente diventerà soltanto un ricordo lontano.
Tra il 18 marzo e il 20 marzo potremmo dunque assistere a un vero e proprio ritorno dell’inverno. Anche laddove le precipitazioni risulteranno meno frequenti, sarà il freddo il protagonista assoluto, manifestandosi sia durante le piogge diurne sia nelle notti serene attraverso un calo termico significativo.
Crediti
- World Meteorological Organization (WMO)
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- Met Office (UK)
- Nature Climate Change
