La svolta meteo del prossimo fine settimana
(TEMPOITALIA.IT) Si profila all’orizzonte un potenziale mutamento dello scenario atmosferico, con segnali che meritano un’osservazione attenta da parte degli esperti del settore. Chi attende con ansia il ritorno delle precipitazioni potrebbe trovare motivo di ottimismo nelle ultime simulazioni, le quali mostrano una figura ciclonica in fase di rafforzamento tra la Francia e la Spagna. Questa struttura barica sembra possedere una notevole energia, con una tendenza a spostarsi verso levante molto più marcata rispetto a quanto ipotizzato nelle elaborazioni precedenti. Tale movimento verso le regioni orientali risulta un fattore assolutamente imprescindibile per consentire l’arrivo di piogge diffuse sul territorio dell’Italia.
Gli effetti del peggioramento in arrivo
Qualora questa proiezione dovesse concretizzarsi, il guasto delle condizioni del tempo punterebbe dritto verso il nostro Paese. Le perturbazioni di origine atlantica, collegate al Vortice Polare, riuscirebbero ad attraversare l’Italia con maggiore incisività, portando accumuli pluviometrici significativi soprattutto per le regioni del Settentrione e i settori occidentali. Oltre alla pioggia, si prospetta una rilevante quantità di neve per le Alpi, con imbiancate consistenti specialmente a quote medie e alte. Il centro di calcolo europeo manifesta una certa fiducia in questa evoluzione, tuttavia è bene non lasciarsi andare a entusiasmi prematuri, poiché il quadro d’insieme necessita di ulteriori e approfondite conferme.
Anticiclone ancora ostacolo alle perturbazioni
Nonostante l’attrattiva di uno scenario caratterizzato dal maltempo rigeneratore, occorre valutare con prudenza la resistenza delle alte pressioni. La media complessiva delle proiezioni non appare ancora del tutto convinta di questa configurazione, in quanto una parte non trascurabile delle simulazioni continua a collocare il nucleo della bassa pressione in una posizione troppo defilata. Se la depressione dovesse restare incagliata tra la Spagna e l’Atlantico orientale, l’arrivo del maltempo risulterebbe decisamente più timido e marginale. In questo caso, le piogge potrebbero limitarsi alla Sardegna e lambire appena le regioni del Nord, lasciando invece all’asciutto il Triveneto e l’intero versante del Mar Adriatico.
Le discrepanze tra i modelli GFS ed ECMWF
Attualmente si osserva una divergenza di vedute tra i principali modelli matematici. Mentre la visione del centro europeo ipotizza una corposa razione d’acqua per buona parte delle regioni settentrionali e tirreniche, il modello americano GFS propone una soluzione differente, prevedendo accumuli importanti solo al Settentrione e sulle aree dell’alta Toscana. Risulta dunque evidente come l’incertezza regni ancora sovrana, rendendo indispensabili nuovi approfondimenti per definire la reale traiettoria delle correnti umide. La situazione rimane estremamente dinamica e in bilico, con le masse d’aria oceaniche che potrebbero inizialmente prediligere la Penisola Iberica prima di interessare, forse solo parzialmente, la Sardegna e la Sicilia, portando comunque precipitazioni dal carattere irregolare e non necessariamente distribuite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
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