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Un botto di NEVE verso gli Appennini

Antonio Romano di Antonio Romano
02 Mar 2026 - 17:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Bisogna prestare molta attenzione al mese di Marzo, perché potrebbe riservare delle sorprese davvero rilevanti. È da diverso tempo che segnaliamo come il quadro meteo climatico possa complicarsi in modo significativo, portando scenari che molti credevano ormai archiviati con la fine dell’inverno solare.

 

L’eredità di un Febbraio dinamico

Il nostro sguardo è rivolto a Marzo ormai da settimane, non perché Febbraio sia stato avaro di spunti, al contrario. Il mese scorso ha proposto inizialmente il maltempo atlantico, capace di regalare accumuli di neve abbondanti sull’arco delle Alpi, per poi lasciare spazio a un dominio temporaneo dell’alta pressione. Tuttavia, quel capitolo è ormai concluso e sta lasciando in dote un nuovo e importante cambiamento della circolazione atmosferica. Questa volta l’impulso arriva da ovest, una traiettoria destinata a riportare piogge e precipitazioni consistenti su numerose aree dell’Italia.

In questo scenario non è mancato quasi nulla, ma per completare il puzzle manca ancora un tassello fondamentale, il freddo. Non abbiamo ancora sperimentato tutte le possibili varianti meteorologiche della stagione e mancano ancora alcuni elementi affinché Marzo possa confermare appieno la sua storica identità di periodo estremamente volubile. In realtà, più che i tasselli, manca la definitiva conferma da parte dei modelli matematici di previsione.

 

Il ruolo del Vortice Polare

Si attende la conferma che le dinamiche legate al Vortice Polare possano innescare ondate di gelo tardive, configurazioni tipicamente invernali che potrebbero tradursi in nevicate molto generose. Queste colpirebbero sicuramente la montagna, ma a tratti potrebbero spingersi persino verso la bassa quota.

Siamo convinti che nelle prossime settimane ne vedremo delle belle e che Marzo possa finalmente portare la dama bianca in modo abbondante anche lungo tutta la dorsale degli Appennini. Potrebbe sembrare un evento insolito per il periodo primaverile, ma non lo è affatto. Chiunque abbia memoria della storia meteorologica del nostro paese sa bene che in passato si sono verificati mesi di marzo estremamente rigidi e caratterizzati da bufere di neve memorabili.

 

Cambiamenti climatici e la persistenza degli eventi estremi

Non si deve commettere l’errore di pensare che simili eventi non possano più verificarsi a causa del riscaldamento globale o dei cambiamenti climatici. Siamo perfettamente consapevoli di vivere in un’era climatica differente rispetto al passato, ma ciò non esclude affatto la possibilità che si manifestino episodi di freddo intenso. Al contrario, l’energia in gioco nel sistema può talvolta estremizzare questi scambi meridiani. Se dovessimo rinunciare a questa eventualità, verrebbe meno la dinamicità stessa dell’atmosfera, con buona pace di ogni previsione statistica.

Resta quindi necessario attendere ancora qualche giorno per ottenere risposte definitive che possano confermare o smentire questa tesi. In questo preciso istante non possiamo fare altro che monitorare costantemente le mappe, poiché Marzo è appena iniziato e ha tutte le intenzioni di farsi ricordare.

 

Credit e fonti autorevoli (TEMPOITALIA.IT)

  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • WMO – World Meteorological Organization
  • Met Office – UK National Weather Service
  • Severe Weather Europe
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Tags: freddo tardivoinverno 2026meteo marzoneve appenninineve pianuraperturbazione atlanticaprevisioni meteovortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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