(TEMPOITALIA.IT) Tutti i principali centri di calcolo internazionali, ECMWF e GFS compresi, convergono senza esitazioni verso un peggioramento a partire da domenica 12 aprile. Quando i modelli si muovono all’unisono in questa direzione, raramente ci si sbaglia sulla tendenza generale.
Come nasce il ciclone afro-mediterraneo
La dinamica che si sta delineando è quella classica delle perturbazioni più insidiose per la nostra penisola. Una depressione nordatlantica seguirà una traiettoria meridionale, gettandosi prima sul Mediterraneo occidentale, poi scivolando verso Algeria e Tunisia, dove si caricherà di aria molto tiepida di origine subtropicale. Da lì risalirà verso nord puntando i canali di Sardegna e Sicilia, strutturandosi in un vortice afro-mediterraneo destinato a posizionarsi tra le Isole Maggiori e il basso Tirreno.
Non si tratterà di una toccata e fuga. Questo tipo di cicloni nordafricani tende a persistere per diversi giorni consecutivi, condizionando il meteo in modo prolungato. E l’energia in campo è notevole: dopo giorni di anticiclone africano che ha surriscaldato aria e acque del Mediterraneo, il contrasto con le correnti più fresche orientali provenienti dai Balcani creerà condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni intensi.
Centro-sud e isole nel mirino
Il principale bersaglio di questa configurazione sarà il centro-sud Italia. Piogge diffuse e possibili nubifragi si faranno sentire già da domenica 12, con temporali intensi accompagnati da grandinate e raffiche di vento. Le Isole Maggiori, la Sicilia e la Sardegna risulteranno tra le zone più direttamente esposte al vortice. L’Appennino vedrà il ritorno della neve a quote medie, con fiocchi che potrebbero spingersi localmente anche sotto i 1.200 metri nelle fasi più perturbate, quando le precipitazioni intense trascinano l’aria fredda verso i bassi strati abbassando la quota neve ben al di sotto dello zero termico.
Una crisi barica che non si risolverà in fretta
L’aspetto più rilevante di questa evoluzione non è tanto l’evento singolo di domenica 12, quanto la durata complessiva della fase instabile. Le proiezioni indicano un lungo periodo perturbato, con un’alternanza di impulsi perturbati che potrebbe condizionare tutta la seconda decade di aprile. Nel corso della settimana successiva potrebbe strutturarsi un secondo vortice ciclonico afro-mediterraneo, sempre in risposta a ulteriori affondi nordatlantici tra la Penisola Iberica e il Nord Africa. Le temperature si porteranno su valori inferiori alle medie stagionali, frutto dell’interazione tra le correnti atlantiche e gli affondi di aria più fresca dai settori orientali.
Insomma, dopo il terremoto barico di metà marzo gli effetti continuano a farsi sentire e rischiano di condizionare pesantemente anche la seconda metà di aprile. Una primavera tutt’altro che tranquilla, che si conferma come la più turbolenta degli ultimi anni.





