(TEMPOITALIA.IT) Il meteo di queste festività pasquali sta finalmente regalando agli italiani un volto più gradevole e primaverile, con condizioni stabili e temperature decisamente miti su gran parte della Penisola. Il merito è di una rimonta anticiclonica ben strutturata sul Mediterraneo, alimentata da contributi subtropicali di matrice africana che hanno riportato sole e clima più dolce dopo settimane tutt’altro che in linea con il periodo.
Perché fa bello: l’incastro barico che ha protetto l’Italia
Questa configurazione non nasce per caso. In Atlantico è presente una profonda ondulazione ciclonica che ha favorito la risalita dell’alta pressione verso il nostro bacino. Contestualmente, questa stessa ondulazione tenderà a isolare un vortice ciclonico tra la Penisola Iberica e le coste del Marocco, contribuendo a mantenere attiva la spinta calda verso il Mediterraneo centrale. Un equilibrio che, almeno inizialmente, garantisce protezione e stabilità atmosferica sull’Italia.
La fase anticiclonica appare destinata a durare fino al 10 Aprile circa, senza particolari scossoni. Tuttavia, osservando con attenzione le dinamiche in quota, si intravedono già i primi segnali di cambiamento. L’alta pressione, pur presente, inizierà a mostrare qualche cedimento lungo il suo bordo orientale, lasciando scivolare infiltrazioni di aria più fresca in discesa dal nord Europa. Sarà proprio questo il primo campanello: il ritorno di una maggiore instabilità, con piogge e temporali sparsi e un generale calo delle temperature.
Il Ponte anticiclonico: la chiave della svolta
Il vero punto di svolta potrebbe però arrivare subito dopo. Le simulazioni evidenziano una possibile riorganizzazione della circolazione atmosferica su scala europea, con la formazione di un anticiclone tra la Fennoscandia e la Russia settentrionale, qualcosa di simile a un Ponte di Voejkov. Si tratta di una configurazione che favorisce movimenti retrogradi delle masse d’aria, permettendo a correnti più fredde di origine russa di muoversi verso ovest puntando direttamente il nostro Paese. Questa linea previsionale è portata avanti soprattutto dal modello europeo ECMWF.
Se questo scenario venisse confermato, assisteremo a un deciso cambio di registro, con condizioni più tipiche della fine dell’inverno che della primavera inoltrata. Le regioni maggiormente esposte sarebbero quelle adriatiche e il Sud, dove il maltempo potrebbe risultare più insistente. Il calo termico sarebbe sensibile, con valori di temperatura che si porterebbero nettamente al di sotto delle medie stagionali, e non si esclude il ritorno della neve lungo la dorsale appenninica, localmente anche sotto i 1000 metri di quota.
Visioni divergenti tra modelli
Tuttavia, l’altro principale modello meteorologico globale, l’americano GFS, da almeno un paio di giorni ha iniziato a smorzare i toni di questo raffreddamento, sposando la linea previsionale che vede l’aria fredda russa affondare decisamente verso la zona ellenica e sfiorare soltanto le nostre regioni adriatiche e il Sud Italia. La parte occidentale d’Italia rimarrebbe invece esposta alla risalita di aria calda dal Nord Africa.
La soluzione potrebbe essere intermedia: il gobbo africano è difficile che abbia la forza di elevarsi fin verso l’Italia, più probabilmente potrebbe rimanere confinato tra Spagna orientale e sud-ovest francese; mentre l’aria fredda russo-balcanica forse non penetrerà con così tanta decisione come prevede attualmente ECMWF ma siamo convinti che porterà un deciso cambiamento meteo nei pressi del prossimo weekend. Si tratta, in pratica, di un risultato a metà strada tra quello proposto da ECMWF e quello supposto da GFS.
Il meteo dei prossimi giorni, insomma, non va letto solo nella sua fase stabile attuale, ma soprattutto nella sua evoluzione dinamica. Dopo una parentesi mite e soleggiata, l’atmosfera sembra già pronta a rimescolare le carte, riportando scenari decisamente più movimentati e, per certi versi, sorprendenti. Ci ritorneremo.






