(TEMPOITALIA.IT) Cari lettori, le tendenze meteo sono piuttosto curiose. Si profila una possibile, clamorosa svolta proprio sul finire del mese. Analizzando i più recenti e autorevoli aggiornamenti forniti dai principali centri di calcolo – ovvero GFS ed ECMWF, l’eccellenza mondiale – emerge uno scenario piuttosto inaspettato: l’arrivo di una veloce ma intensa ondata di freddo fuori stagione. Andiamo a scoprire i dettagli.
Nessun allarme
Per evitare allarmismi ingiustificati, è bene fare subito una doverosa precisazione: non stiamo affatto parlando del ritorno del gelo siderale tipico dei mesi di Gennaio o Febbraio. Impossibile ormai avere nebbie intense, galaverne o nevicate in pianura. Ciò però non toglie che la massa d’aria in arrivo sarà sufficientemente fredda a tutte le quote atmosferiche, con un crollo termico decisamente marcato al suo interno. Bisogna però fare un ulteriore distinguo: non è affatto detto che la colata gelida colpisca in pieno l’Italia. Il suo cuore, infatti, potrebbe essere un po’ più spostato a est, sui Balcani.

Cosa emerge dal modello GFS
Le ultime mappe in nostro possesso mettono in forte evidenza un netto calo termico che dovrebbe concretizzarsi nell’arco temporale compreso tra il 27 e il 30 Aprile. La causa scatenante di questo brusco ribaltone meteo è da ricercarsi in un massiccio afflusso di correnti d’aria fredda di estrazione continentale. Si andrebbe a formare un anticiclone di blocco scandinavo e, come risposta, una colata fredda colpirebbe le basse latitudini – anche se bisognerà essere più precisi quando si avvicinerà ai dintorni dell’Italia.
Le conseguenze per noi
Non aspettiamoci i valori da cuore dell’inverno. Da un lato, il forte irraggiamento solare tipico dell’imminente mese di Maggio riuscirà ancora a garantire dei pomeriggi relativamente gradevoli, con massime tra 15°C e 18°C – ben lontane dagli attuali 24-25°C. Dall’altro, però, la combinazione tra aria secca, cieli sereni – che favoriscono la dispersione del calore verso lo spazio – e la potenziale assenza di ventilazione esalterà il fenomeno del raffreddamento notturno. Occhio, quindi, a possibili gelate tardive isolate.

Cosa rischieremmo
Si tratta di un problema di proporzioni rilevanti, già visto in più occasioni anche di recente. In questa fase dell’anno, la vegetazione è già in uno stadio avanzato di sviluppo: troviamo alberi da frutto in piena fioritura, vigneti che mostrano i primi delicati germogli e numerose colture orticole in campo aperto. Un’esposizione prolungata a temperature sotto lo zero – bastano una o due notti – potrebbe letteralmente compromettere i raccolti. Ecco perché si tratta di uno scenario da monitorare con attenzione nei prossimi aggiornamenti meteo.
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