
(TEMPOITALIA.IT) Cari lettori, a due passi da noi sta accadendo qualcosa di incredibile. Una vera e propria ondata di gelo tardiva sta stravolgendo il meteo dei Balcani. L’Europa orientale e vaste aree della Russia si sono improvvisamente ritrovate catapultate indietro nel tempo, ripiombando in un clima di pieno e severo rigore invernale. Davvero eccezionale quello che sta accadendo, anche se da noi arriverà solo una piccola parte di questo freddo.
Il moto retrogrado
Dal punto di vista sinottico, la causa scatenante è da ricercarsi nella formazione di un imponente blocco anticiclonico. Si tratta di una massiccia area di alta pressione, posizionatasi in modo anomalo e persistente tra la Penisola Scandinava e la Russia europea, che sta agendo come barriera nei confronti del flusso delle perturbazioni e del normale moto dei fronti.
Di conseguenza, le masse d’aria gelida sono state costrette a incanalarsi lungo il bordo orientale e meridionale dell’anticiclone, muovendosi con un raro e insidioso moto retrogrado, ovvero scorrendo da est verso ovest. Questa inesorabile lingua di aria fredda ha finito per investire in pieno, senza incontrare ostacoli orografici significativi, nazioni intere: Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina, Bielorussia, Ungheria e Romania. Parliamo di valori anche 10-12°C al di sotto delle medie. Ed è davvero vicino a casa nostra.
Vero e proprio crollo termico
L’aspetto più eclatante di questa ondata di freddo tardiva è il fortissimo crollo termico, reso ancora più evidente – e dannoso per l’agricoltura – dalle condizioni meteo-climatiche piuttosto miti che avevano caratterizzato i giorni immediatamente precedenti. Tra la fine di Marzo e i primissimi giorni di Aprile, le stesse regioni avevano vissuto una fase climaticamente opposta, con valori davvero elevati.
Le temperature diurne si erano spinte fino a toccare punte di 20-26°C, facendo registrare anomalie termiche positive impressionanti, con scarti compresi tra i 6 e i 10°C al di sopra delle medie stagionali, in un clima di stampo quasi estivo.
Poi, però, ecco il ribaltone meteorologico, se possibile ancora più traumatico. Si è assistito a un crollo termico vertiginoso, spesso superiore ai 10-15°C in poche decine di ore, che ha brutalmente riportato i termometri a valori prossimi allo zero. Situazioni di questo tipo si ripetono ormai con una certa frequenza da anni.
Neve a quote bassissime
Le conseguenze di questo repentino raffreddamento non si sono limitate ai termometri in picchiata. Le precipitazioni nevose hanno fatto la loro ricomparsa in modo diffuso, continuo e localmente abbondante. I fiocchi di neve si sono spinti fino a quote collinari e, in moltissimi casi, hanno imbiancato anche le aree di pianura.
Le estese pianure polacche e quelle ucraine, insieme all’intero vasto bacino carpatico-danubiano, hanno registrato accumuli al suolo sorprendenti per il mese di Aprile – qualcosa di assoluto rilievo, soprattutto se paragonato al calore precoce dei giorni precedenti.

Un’Europa spaccata in due
Il quadro generale che emerge da questa situazione barica ci restituisce l’immagine di un continente europeo letteralmente diviso a metà. Da un lato troviamo un’Europa occidentale baciata da un clima molto mite, dall’altro un’Europa centro-orientale nella morsa del freddo, senza alcuna possibilità di miglioramento a breve.
I modelli meteorologici indicano la concreta possibilità di ulteriori impulsi di aria artica durante tutta la seconda metà del mese, almeno fino al 20 Aprile. Si tratta dell’ennesima prova di estremizzazione meteoclimatica: non solo tra le stagioni, ma all’interno dello stesso schema barico. Da un lato un clima troppo mite, dall’altro decisamente troppo freddo.

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