(TEMPOITALIA.IT) Le giornate di questo weekend sono da manuale anticiclonico: pressione alta, isobare larghe, vento debole, cieli sereni o poco nuvolosi. Le temperature massime salgono in molte zone fino a 3-5°C sopra la media stagionale con i picchi sulla Pianura Padana e sull’arco alpino. Un quadro idilliaco, in apparenza. Ma dura poco.
Dal 4 al 6 Maggio: la saccatura atlantica entra nel vivo
Tra Lunedì 4 e Mercoledì 6 Maggio una saccatura atlantica abbastanza pronunciata scivola verso il Mediterraneo, con un minimo depressionario che ECMWF colloca sul Mar Tirreno intorno a 1010 hPa. Il tempo al Nord cambia radicalmente. Rovesci diffusi, temporali organizzati, neve oltre i 1700-1800 metri sull’arco alpino occidentale. I cumulati pluviometrici stimati dal modello europeo indicano accumuli di 30, 50, fino a 80 millimetri in 48 ore sulla fascia prealpina lombarda e piemontese e su parte della Liguria. Numeri che i modelli tendono a sottostimare localmente, perché i temporali concentrano spesso quantità ben superiori in aree circoscritte. L’aria entra da nord-ovest, la temperatura a 850 hPa scende sotto i +2°C sulle Alpi: l’inverno torna in alta montagna per qualche giorno, ma è soprattutto per i ghiacciai alpini una buona notizia.
Dall’8 al 12 Maggio: l’Italia schiacciata in mezzo
Da Venerdì 8 Maggio la dinamica si fa più articolata e, per certi versi, più intensa. Un cut-off depressionario si isola al largo del Portogallo, mentre un robusto Anticiclone delle Azzorre si allunga verso le Isole Britanniche. L’Italia finisce schiacciata nel mezzo: il Sud investito da richiami caldi subtropicali, il Nord ancora esposto a infiltrazioni instabili da nord-ovest. Una configurazione obliqua che ECMWF segnala con notevole consistenza in più emissioni successive.
Al Nord tra Venerdì 8 e Lunedì 11 ci saranno schiarite alternate ad addensamenti e qualche rovescio temporalesco pomeridiano, con massime tra 19°C e 23°C in pianura. Al Centro, Roma, Firenze e Pescara vivranno giornate prevalentemente soleggiate con qualche temporale di calore sull’Appennino e temperature che salgono progressivamente verso i 27-28°C sulle aree interne.
Al Sud il copione è completamente diverso. L’isoterma a 850 hPa schizza verso valori prossimi a +18°C su Sicilia e Calabria già attorno a Lunedì 11 Maggio: lo scirocco soffia con persistenza dal sudovest, l’aria africana guadagna terreno.
Il picco: tra il 12 e il 14 Maggio si toccano i 35°C
Tra Martedì 12 e Giovedì 14 Maggio ECMWF mette il timbro su un picco di calore quasi estivo al Sud. Le proiezioni indicano massime tra 30°C e 34°C su Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, con possibili sforamenti dei 35°C nelle zone interne ragusane e nelle valli appenniniche meridionali. Aria di matrice africana incanalata da uno scirocco persistente, senza interruzioni significative. Nello stesso momento, il Nord sta ancora digerendo la fase instabile: i cumulati totali stimati sull’arco di quindici giorni superano i 100 millimetri su Alto Adige, Valle d’Aosta occidentale e parte della Liguria. Acqua preziosa per gli invasi, dopo mesi avari di precipitazioni organizzate.
Il rischio supercelle nella fascia di confine
Aria fredda e umida da un lato, aria africana rovente dall’altro. Quando queste due masse si trovano a contatto, la fascia centrale della penisola diventa il campo di battaglia più pericoloso. I temporali che nascono in queste condizioni non sono acquazzoni pomeridiani: sono sistemi organizzati, con un mesociclone interno che li fa ruotare su se stessi e li tiene in piedi per ore. Le supercelle della Pianura Padana hanno questa firma, e tra Maggio e Settembre questa pianura è tra le zone più esposte d’Europa a questi fenomeni. Grandine grossa, raffiche di Downburst improvvise, qualche tornado di piccola scala: non eventualità remote, ma conseguenze già viste in passato quando il Wind Shear è sufficiente e l’energia nei bassi strati è abbondante. In questo momento lo sono entrambi.
ECMWF indica un’anomalia termica media di +1,5°C sul bacino Mediterraneo per l’intero periodo in esame. I prossimi aggiornamenti aggiungeranno dettagli, ma il quadro complessivo è già leggibile: due settimane con meteo radicalmente diverso a seconda della latitudine, e una fascia centrale che vale la pena seguire giorno per giorno.









