Caldo africano verso i 40°C in varie città in Italia: ma ci sono cenni di cambiamento meteo
Lo avrete letto un po’ dappertutto, in questi giorni: si parla di temporali, e non soltanto in vista di luglio. Anche adesso, sì. In effetti qualche rovescio c’è già stato, e mica solo sulle zone interne, perché in diverse località i fenomeni hanno raggiunto pure le fasce pre-costiere. La causa è presto detta – un cedimento in quota dell’anticiclone -, ma è roba passeggera. Una parentesi. Il copione vero, quello che pesa sull’estate, racconta un’altra storia.
Un anticiclone “maledetto” sull’Europa occidentale
Questa ondata di calore si sta propagando con una vigoria fuori dal comune verso Francia e Penisola Iberica, e ora allunga le sue grinfie anche sul sud dell’Inghilterra. Un anticiclone maledetto, verrebbe da chiamarlo, e non per esagerare. Sta infrangendo record storici a raffica, e non parliamo soltanto di primati per il mese di giugno: in parecchie località sono caduti veri e propri record assoluti.
Prendete la giornata di lunedì 22 giugno. La Francia occidentale ha superato diffusamente i 40°C, con oltre 450 record battuti o eguagliati in un colpo solo, in una giornata che con una media nazionale di 29,2°C è risultata la terza più calda mai registrata. Nel dipartimento dello Cher il termometro è arrivato fino a 43,3°C, mentre città come Rennes hanno toccato i 40,6°C, Bordeaux i 41,9°C e Saintes addirittura i 42°C. E la capitale? Parigi ha già polverizzato il proprio record mensile con 38,4°C, e a metà settimana il termometro potrebbe spingersi oltre i 40°C. Immaginate qualcosa del genere sull’intero Nord Italia, montagne comprese… roba da non crederci. Per fortuna molte di quelle aree francesi non sono popolate come, che so, l’area metropolitana di Parigi, che però stavolta rischia davvero parecchio.
E Londra? Nella tarda serata di lunedì una linea temporalesca ha attraversato la zona, con rovesci a tratti intensi e qualche colpo di tuono in transito verso est nel corso della sera. Un assaggio, nient’altro. Perché il Met Office ha già diramato l’allerta rossa per caldo estremo su mercoledì e giovedì, quando il record assoluto giornaliero di giugno rischia di saltare. Diciamolo: roba che da quelle latitudini, fino a poco tempo fa, sembrava impensabile.
Notti tropicali e città roventi: l’emergenza è reale
E da noi? Attenzione, perché verso il finire della settimana le cose si metteranno male anche in Italia. Stavolta sul serio, e in pieno – nelle aree urbane densamente abitate del Centro e del Nord -. Un caldo cattivo, esagerato. E soprattutto persistente: è cominciato svariati giorni fa e non molla la presa nemmeno con il buio.
Il punto è proprio la notte. Nelle città l’isola di calore fa il resto del lavoro – il cemento trattiene quello che ha incassato di giorno e lo rilascia con lentezza fastidiosa -, così le minime restano alte, mediamente vicine ai 30°C. Altro che semplice notte tropicale: qui andiamo addirittura 7-8°C sopra la soglia che la definisce. Insomma, non c’è pace.
Bisogna trovare il modo di reggere, ovviamente, e dove manca un climatizzatore le soluzioni non sono molte. Qualcosa, però, si muove. Le amministrazioni cominciano ad attrezzarsi con aree di refrigerio: a Milano, ad esempio, è stata presentata una mozione per installare sistemi di nebulizzazione e raffrescamento sulle banchine della metropolitana e per realizzare vere e proprie aree fresche accessibili vicino alle stazioni più frequentate, mentre in città funziona già una rete di oltre 50 case dell’acqua che erogano gratuitamente acqua fresca, liscia o gassata.
E qui lasciatemelo dire, una volta per tutte. Questa è un’emergenza meteorologica, c’è poco da girarci intorno. E no, non è fare allarmismo: l’allarmismo è un’altra cosa. Chi liquida tutto con un “ma è normale, è estate, fa caldo” non ha capito granché di clima: i dati meteo, in questi giorni, parlano chiaro.
Temporali sì, ma restano una parentesi
Torniamo allora ai temporali che vedremo nei prossimi giorni, perché vanno inquadrati bene. Si tratta di una dinamica piuttosto tipica dell’estate mediterranea. Quando il sole picchia al massimo e il terreno accumula calore per ore, l’aria tende a salire in fretta verso l’alto e favorisce la nascita di imponenti nubi temporalesche. Questi sistemi – i cumulonembi – si sviluppano soprattutto a ridosso delle zone montuose, dove l’orografia dà una mano al sollevamento dell’aria. Localmente possono risultare intensi, con rovesci forti, grandinate e raffiche di vento. Ma gli effetti, alla fine, restano circoscritti e temporanei.
Le aree più esposte all’instabilità
Le regioni più coinvolte continueranno a essere quelle alpine e prealpine, insieme a buona parte della dorsale appenninica. Nel pomeriggio l’instabilità potrà rinvigorirsi, con celle capaci di sconfinare localmente verso le pianure vicine. Occhio in particolare ad alcuni settori del Nord-Est, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove i fenomeni rischiano di farsi più frequenti.
Anche qualche tratto del versante tirrenico potrà vedere nuvolosità in aumento e brevi temporali nelle ore più calde. La distribuzione, però, sarà capricciosa: una località prende un acquazzone violento in pochi minuti, quella a una manciata di chilometri resta all’asciutto. Per chi vuole muoversi con cognizione di causa, il consiglio è sempre lo stesso, controllare i bollettini ufficiali e gli eventuali avvisi sul portale della Protezione Civile. Questo scenario ci accompagnerà ancora per qualche giorno, con instabilità diffusa più o meno fino a metà settimana. Poi i temporali si diraderanno, lasciando il posto a un’atmosfera sempre più stabile.
La nuova fiammata africana verso i 40°C
La svolta, quella seria, arriva nella seconda parte della settimana. L’anticiclone subtropicale rinforzerà la propria presa sul bacino del Mediterraneo e, dopo aver messo in ginocchio l’Europa centro-occidentale, sposterà il suo nucleo più caldo proprio sull’Italia.
Cosa significa, in pratica? Cieli spesso sereni, un netto calo dell’attività temporalesca pomeridiana e temperature di nuovo in salita, ben oltre le medie del periodo. Le aree interne del Centro-Sud e le grandi pianure potranno registrare punte elevate, mentre nelle metropoli saranno proprio le notti tropicali a togliere il sonno, sempre più difficili da reggere.
Tra la fine del weekend e l’avvio della prossima settimana i termometri potrebbero avvicinarsi ai 40°C in diverse zone della Penisola, con picchi localmente superiori dove arrivano in pieno le correnti calde dal Nord Africa. Si profila una fase impegnativa sul piano del disagio fisico, aggravata da umidità elevata e da una ventilazione spesso fiacca. I temporali dei prossimi giorni, in fondo, sono soltanto un intermezzo: il caldo è pronto a mostrare il volto più severo, e all’orizzonte – almeno per ora – non si intravede nulla capace di riportare aria davvero respirabile su tutto il Paese.
Credit
- Dati e bilancio dei record francesi del 22 giugno secondo Météo-France
- Allerta rossa per caldo estremo nel Regno Unito a cura del Met Office
- Analisi sull’andamento climatico europeo del Copernicus Climate Change Service
- Contesto globale sulle ondate di calore dalla World Meteorological Organization
- Allerte e bollettini per la Penisola Iberica dell’AEMET