Notte di temporali sulle regioni settentrionali
Nonostante la presenza di una situazione anticiclonica in quota che sta gradualmente migrando verso la Sardegna, le regioni centrali e il Sud Italia, ma ci sono valori barici elevati anche al suolo, saranno soprattutto le regioni settentrionali a fare i conti con il maltempo. Nella notte tra lunedì 24 e martedì 25 è attesa una sfuriata temporalesca particolarmente vigorosa, con il rischio che si verifichino anche nubifragi e soprattutto una intensa tempesta elettrica. Sarà interessata anche la Toscana nord-occidentale, un’area a richio di cui abbiamo parlato anche in altri articoli dedicati alla fase instabile in corso.
La situazione evolverà poi nella giornata di martedì 25, con il rischio di temporali anche sulle regioni tirreniche più settentrionali: rovesci sparsi sono attesi nel Lazio, dunque su Roma, quindi sulle Marche e sull’Umbria. Successivamente si avrà un miglioramento delle condizioni meteo, sempre in riferimento a domani 25.
La bassa pressione atlantica che innesca l’instabilità
Perché sta arrivando questo impulso temporalesco? Innanzitutto da ovest sta agendo un minimo di bassa pressione a ridosso del Portogallo: si tratta di quel ciclone, o meglio di quella depressione, che pareva potesse evolvere in un sistema tropicale senza però che ciò sia accaduto, e che ora sta cominciando a spingere aria instabile verso est. Si intravedono infatti già i temporali in Francia, oltre che in Portogallo e in Spagna. Tra le altre cose, una famiglia di temporali si è formata sul mare attorno alle Isole Baleari e lungo la costa orientale spagnola: il mare è molto caldo e basta uno sbuffo di aria fresca in quota perché si sviluppi il temporale a catena.
Questa è un po’ la linea di tendenza che avremo in questi giorni e, devo dire, nelle prossime settimane, perché c’è molta instabilità atmosferica. C’è molto calore, c’è molta energia: ne abbiamo parlato del Mar Mediterraneo troppo caldo anche con un articolo illustrato in precedenza, che favorisce lo sviluppo di fenomeni di particolare intensità. E’ sufficiente una bolla di aria fresca per innescare questi eventi meteo.
Il caldo africano verso Sardegna, Centro e Sud
Nel frattempo risalirà aria caldissima dall’Algeria, dalla Tunisia e dall’entroterra libico verso le regioni italiane. Saranno coinvolte soprattutto la Sardegna, quindi Cagliari, e la Sicilia, con Palermo, come pure il Centro Italia e il Sud. Questo caldo arriverà in particolare tra mercoledì 26 e giovedì 27, quando, sempre secondo i modelli matematici, sembrerebbe palesarsi un nuovo sistema temporalesco diretto verso le regioni settentrionali.
Al momento, secondo le ultime previsioni, dovrebbe mostrarsi alla fine della giornata di giovedì 27 e colpire il Nord Italia nella giornata di venerdì 28. Sostanzialmente questa settimana avremo un assalto temporalesco con due sistemi ben distinti, che interesseranno anche la Toscana, e probabilmente qualche cella si espanderà verso l’Emilia-Romagna.
Le aree geograficamente più esposte
Per quanto riguarda i temporali non è possibile indicare con esattezza le aree che potrebbero essere interessate; tuttavia ci sono settori che geograficamente sembrano attirarli. Uno di questi è il Golfo Ligure: al momento sembrerebbe che i temporali possano battere soprattutto la costa a est di Genova, città compresa. Poi la zona dei laghi tra Lombardia e Piemonte, con Milano e Torino ai margini, e la parte settentrionale del Piemonte.
Queste sembrano essere le zone maggiormente coinvolte, ma a tergo di tutto questo ci sono anche altre aree, un po’ tutto il Nord vulnerabili ai temporali. Molto meno lo sarà l’Emilia-Romagna. Ricorderei che in passato, pur senza previsioni che davano temporali sull’Emilia-Romagna, questi ci sono stati: sporadici, ma piuttosto violenti.
Perché i fenomeni possono risultare distruttivi
Il punto è proprio questo, la violenza dei fenomeni: ne abbiamo parlato altre volte. Temporali molto intensi perché esiste un contrasto termico notevole, con aria calda che giunge da sud che pompa energia verso i sistemi che si sviluppano sulle regioni settentrionali. Quest’area d’Italia diventa così un punto di decollo di fenomeni meteorologici violenti, quindi c’è il rischio di nubifragi, grandinate e raffiche di vento orizzontale fortissime.
Sono proprio quelle raffiche ad aver procurato danni alle abitazioni, mentre la grandine colpisce l’agricoltura e non solo, con danni molto spesso visibili sulle automobili. In alcune circostanze abbiamo osservato, isolatamente, grandinate capaci di danneggiare anche gli edifici: soprattutto i tetti, i pannelli solari, cioè le parti più fragili ed esposte, come anche le tapparelle delle finestre. Vedremo poi nel dettaglio, questa è l’evoluzione meteo: questo è ciò che indicano le mappe, poi il tempo atmosferico, come sappiamo, in ambito locale ha comportamenti molto più variabili rispetto a come sono stati definiti a grandi linee in questo articolo.
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