Il quadro di partenza è l’afa, ma le prime scintille dei fulmini si sono già viste domenica 9
Quasi tutta l’Italia è avvolta da un caldo afoso e fastidioso, con qualche piccola eccezione soprattutto sul Piemonte occidentale e parte della Valle d’Aosta, dove sono arrivati domenica pomeriggio alcuni temporali, con locali nubifragi, altri con grandine generalmente di grosse dimensioni, che hanno fatto scendere momentaneamente le temperature. Un evento accolto con sollievo dopo così tante giornate roventi, e ancora una volta mal intercettato dai modelli matematici di previsione. Ve l’ho ribadisco, questi temporali sono difficilmente individuabili in ambito previsionale, pertanto, se fate escursioni in montagna, specie al Nord Italia, ma anche in Appennino, munitevi di una buona connessione internet, buone App con Radar meteo, scrutate più di una previsione meteo locale, e valutate dove eventualmente c’è un rifugio in caso di temporale.
Il resto d’Italia domenica, e anche oggi, lunedì, rimane alle prese con sole e calura anomala, e così sarà ancora per parecchi giorni. L’ho segnalato, ieri domenica, e l’apice della calura non c’era ancora stata, si sono raggiunti come niente fosse, valori di 38°C-39°C in varie località della Valle Padana in stazioni meteo certificate WMO, ovvero che rilevano la temperatura secondo quelle che sono le caratteristiche definite a norma.
La persistenza di questa condizione di caldo ci sta mettendo a dura prova ed è così dall’inizio della stagione, con la successione finora di svariate ondate di calore, con varie pulsazioni, ovvero diversi periodi di picco. Onda di calore che non si è mai interrotta da fine maggio. Si tratta di uno schema che si ripete da qualche anno, ma che in questo 2026 perdura ormai da molti mesi.
Nel frattempo, le correnti perturbate affondano in pieno Oceano Atlantico, e inevitabilmente la cresta dell’Anticiclone Subtropicale viene incentivata a risalire sul Mediterraneo e su parte dell’Europa. Il quadro è quello già descritto nell’analisi sul caldo africano che punta a Ferragosto con picchi fino a 42°C.
Martedì 11 agosto, temporali in aumento su molte regioni, eppure ci sarà l’alta pressione
Nel corso di martedì 11 agosto ci sarà un’altra improvvisa sfuriata temporalesca su diverse regioni, sempre legata ai classici temporali pomeridiani e serali. Le cause sono due e agiscono insieme: il troppo caldo, con l’enorme quantità di energia accumulata nei bassi strati dell’atmosfera, e le infiltrazioni fresche in alta quota provenienti dall’Atlantico, anche se sarebbe più corretto definirle semplicemente meno calde. Lo scontro termico tra alte e basse quote permetterà lo sviluppo di turbolenze che sfoceranno in rovesci e temporali sparsi.
Va messo bene in chiaro un punto: non parliamo di perturbazioni organizzate, quindi non avremo a che fare con piogge estese né con rinfrescate diffuse in grado di abbattere l’afa subtropicale. È la stessa dinamica già raccontata quando i temporali violenti si erano allargati a partire dal 7 agosto, con l’alta pressione che si incrina senza mai cedere davvero. Insomma, a prevalere saranno il bel tempo ed il caldo diffuso come già descritto nel bollettino meteo odierno.
Le zone coinvolte e il rischio di grandinate
Nella giornata di martedì, e soprattutto in serata, i temporali si presenteranno a macchia di leopardo tra Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia, zone interne della Liguria, Trentino-Alto Adige, alto Veneto e Friuli. Molto probabilmente saranno interessate anche le aree interne del Centro Italia e la catena appenninica.
Si tratterà di fenomeni isolati ma potenzialmente molto forti, capaci di sfociare in grandinate con chicchi di medie o grosse dimensioni. Chi si trova nelle grandi città della pianura farà bene a controllare l’evoluzione ora per ora, dal capoluogo lombardo alle piazze emiliane: le previsioni aggiornate per Milano, Torino e Bologna restituiscono bene il contrasto tra sole rovente e improvvisi rovesci serali. Il facile innesco dei temporali è del resto una diretta conseguenza di tutto questo accumulo di calore: dopo settimane di temperature così elevate basta poco per scatenare un autentico putiferio, come già evidenziato nel punto sulla grandine e sui temporali dentro un anticiclone in rinforzo.
Cali termici anche oltre 7-8°C, ma è solo un’illusione
Dove arriveranno gli acquazzoni temporaleschi più forti la colonnina di mercurio precipiterà anche di oltre 7-8°C, dando una parvenza di refrigerio. Sarà però una sensazione momentanea, legata per l’appunto al singolo rovescio: nulla di fresco, nulla di duraturo. Il caldo afoso resterà sempre dietro l’angolo, pronto a ricoprire le zone colpite dai temporali già dopo poche ore.
Perché l’afa non se ne va: mare caldo e subsidenza
Nella nuova settimana ci attende infatti un ulteriore rinforzo dell’anticiclone, sostenuto da un costante afflusso d’aria calda subtropicale. La maggiore forza della struttura comporta una maggiore subsidenza, cioè uno schiacciamento dell’aria verso il basso e quindi un riscaldamento più marcato degli strati prossimi al suolo.
A questo scenario di egemonia anticiclonica si somma un mare estremamente caldo, con valori superficiali estremi fin sopra i 30°C su alcuni settori e punte fino a 33°C sulle Baleari, i 31°C ormai anche nei Mari italiani.
Il surplus termico marino fornisce all’atmosfera maggior vapore acqueo e non fa altro che accentuare le condizioni di caldo afoso, oltre ad alimentare i sistemi temporaleschi che si formano sull’acqua, un aspetto già approfondito parlando della prima vera rottura dell’Estate 2026.
Il cuore del mese accentuerà la fornace di calura
Non sono attese novità importanti nemmeno nel periodo centrale del mese, se non un’accentuazione del dominio anticiclonico e la calura. Una minore compattezza della struttura in quota potrà favorire giusto qualche temporale di calore in più, ma senza particolari riflessi sulle temperature. Le perturbazioni resteranno alla larga, relegate verso nord, e la circolazione non presenterà scossoni degni di nota fino ai giorni 16-17 agosto. Insomma, questa previsione meteo, delinata da ben oltre una settimana continua ad essere affidabile, questo succede in certe circostanze che si possano avere previsioni meteo affidabili anche con validità due settimane.
Nonostante l’alta pressione, è molto probabile che altri temporali di calore arrivino nel corso della settimana di Ferragosto, ma al momento non si prevedono vere rinfrescate capaci di spazzare via una volta per tutte l’afa subtropicale, né un ricambio d’aria in grado di eliminare l’umidità che si accumula giorno dopo giorno all’interno del Mediterraneo.
Questa situazione tende ad alimentare condizoni bioclimatiche pessime, diffusamente.
I primi segnali di cedimento dell’alta pressione dopo il 18 Agosto, ma sono necessarie conferme
Qualcosa potrebbe cambiare subito dopo, dal 18-19 del mese, anche se restiamo nel campo delle ipotesi. Però, su questo desidero fare un appunto: ormai ripetutamente i super elaboratori stanno prospettando un cambiamento, o una riduzione di forza dell’alta pressione. Ma attenzione, sulla rinfrescata, invece, non ci metterei molta affidabilità, perché semmai, farà temporaneamente meno caldo, e ci sarà forse meno umidità. Quindi, condizioni bioclimatiche meno aggressive.
Gli elaboratori prospettano una bassa pressione in approfondimento sul nord Europa che tendenzialmente si estenderebbe verso latitudini più basse, piegando il proprio asse verso la Francia e la Penisola Iberica, con la possibilità di allungarsi ulteriormente in parte dell’Italia.
Questa dinamica comporterebbe una parziale erosione dell’anticiclone africano, con un cambiamento del tempo probabilmente al Nord Italia, mentre al Centro-Sud il caldo potrebbe resistere più a lungo. Non sembra profilarsi una brusca rottura dell’estate, ma entro il 20 o comunque nella terza decade potrebbe aprirsi la porta per un generale ricambio d’aria, al prezzo però di forti temporali. Non sarebbe poco, dopo tutto il caldo che ci assedia da settimane.
Terza decade d’agosto, la porta per il ricambio d’aria, forse
L’unica certezza, ora, è che si resta nella fornace fino a Ferragosto e forse anche nei giorni immediatamente successivi. Bisognerà capire se il refrigerio, a suon di temporali, si limiterà al Nord Italia oppure riuscirà a spezzare lo strapotere della bolla africana su tutta la penisola. Mancano ancora molti giorni e questa tendenza subirà probabili aggiustamenti, come ricordato anche nel bilancio sul caldo che rilancia fino a 42°C con temporali isolati.
La sensazione è quella di un’unica, interminabile ondata di caldo che si protrae ormai da fine maggio. L’Estate 2026 si sta rivelando un vero incubo e, di questo passo, si rischia di battere il primato storico del 2003, qualora la calura non si spezzi nemmeno nell’ultima parte del mese.
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