Stiamo vivendo condizioni meteo marcatamente anomale per quanto riguarda la fine di settembre e, in generale, la prima parte della stagione autunnale. Se da un lato è vero che le grandi depressioni di solito arrivano tra ottobre e novembre, dall’altro è chiaro a tutti che questo tipo di pattern così ostinatamente soleggiato e abbastanza mite non è normale. O meglio, non lo era un tempo, perché ultimamente è sempre più frequente.
Le novità non sono granché confortanti
Da un lato potremmo avere un’insidiosa goccia fredda che tra venerdì 25 e lunedì 28 potrebbe scaricare molta acqua sulle zone ioniche. Dall’altro, però, le precipitazioni altrove sarebbero pressoché inesistenti. È vero che in diverse aree del nord è piovuto abbastanza in questo mese di settembre, ma sono state piogge violente e concentrate. La situazione idrica è migliorata, su questo non c’è dubbio, ma servirebbero precipitazioni estese e durature per poter arrivare fino in falda e non finire dritte nei fiumi e nei laghi.
Che cosa emerge per i primissimi giorni di ottobre
Brutte notizie, inutile girarci intorno. Fino all’incirca al 5 ottobre il segnale anticiclonico è destinato a mantenersi ben presente sull’Europa centro-occidentale e sul Mediterraneo. Anche l’Italia sarebbe quindi coinvolta in pieno, con condizioni meteo di grande stabilità e, manco a dirlo, temperature costantemente al di sopra della media del periodo e soleggiamento generoso.
Il rafforzamento dell’alta pressione e la maggiore stabilità atmosferica potrebbero favorire un aumento dei valori termici, con temperature che potrebbero portarsi su livelli ben superiori rispetto alla norma, soprattutto nelle ore pomeridiane, quando la soglia dei 20°C sarà superata in maniera molto diffusa. Ricordiamo che, soprattutto in Valle Padana, fino al secolo scorso superare 20°C in ottobre era piuttosto occasionale: capitavano annate in cui non si toccava neanche un giorno e solo di tanto in tanto era possibile avere una settimana piuttosto mite, che aveva preso il nome di Ottobrata.
Ci sono novità solo nel lungo periodo
Qualcosa potrebbe cambiare solo lentamente: a cominciare dalla seconda decade di ottobre il segnale anticiclonico sull’Europa sembra invece destinato ad attenuarsi gradualmente. Questo potrebbe rappresentare un primo passo verso un cambiamento del pattern meteo a livello continentale, con il graduale ritorno di correnti atlantiche più umide e instabili.
Questo vuol dire che le correnti occidentali potrebbero tornare a interessare più frequentemente il continente europeo occidentale, con la possibilità che alcune perturbazioni riescano successivamente a raggiungere anche il Mediterraneo e magari scaricare una buona quantità di acqua a livello nazionale. Stiamo però parlando di scenari meteo a lunga gittata, che andranno confermati. Quello che è sicuro è che settembre chiuderà con una configurazione meteorologica di nuovo marcatamente anomala, con anticicloni spesso presenti sulle regioni occidentali e settentrionali e solo un’insidiosa goccia fredda in quelle meridionali. Si tratterà quindi di piogge molto forti, localizzate e non utili a recuperare la siccità nei bassi strati, mentre sono elevati i rischi di frane e smottamenti, proprio per i terreni secchi e per la grande quantità di acqua che potrebbe cadere in poco tempo.
Credit
- ECMWF – Seasonal forecasts
- Copernicus Climate Change Service – Seasonal forecasts
- Copernicus C3S – ECMWF precipitation 1-month charts
- EU Drought Observatory (JRC) – Current drought situation in Europe
- NOAA Climate Prediction Center – North Atlantic Oscillation