Dopo il passaggio instabile che caratterizzerà il corso di questa settimana, anche con l’avvento di una circolazione piuttosto fredda settentrionale e un crollo termico su molte regioni, l’evoluzione sul più lungo termine e verso fine mese prospetta una nuova ripresa dell’alta pressione subtropicale verso il Mediterraneo centrale e anche verso l’Italia.
Nella sostanza, i comparti occidentali europei, Penisola Iberica, Francia occidentale e Golfo di Biscaglia, settori che nei prossimi giorni vedrebbero un significativo potenziamento anticiclonico con massimi di pressione anche importanti, fino a 595/598 dam a circa 5500 metri, verrebbero progressivamente attaccati da un flusso instabile oceanico in avanzamento dall’Atlantico centrale verso quello orientale. Di conseguenza, il “core” anticiclonico sarebbe costretto a migrare gradualmente verso est, fino a porsi, per di più con asse trasversale sudovest/nordest, tra Algeria e Mediterraneo centrale.
Questa manovra si compirebbe a partire dal 27/28 settembre, con la seconda parte del prossimo weekend, domenica 27, e l’inizio della settimana successiva, lunedì 28, verosimilmente all’insegna del bel tempo prevalente sull’Italia. Fanno eccezione le estreme aree meridionali, specie ioniche, la Calabria e la Sicilia orientale e centro-orientale, dove una residua circolazione orientale arrecherebbe ancora locali rovesci e qualche temporale.
Anche la temperatura, per i giorni indicati tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima, sarebbe destinata ad aumentare su tutta Italia, ancor più al Centro-Nord, dove la mitezza si farebbe sentire già da qualche giorno prima, ma con valori in crescita anche sul medio e basso Adriatico e al Sud. L’impostazione della manovra anticiclonica, così come proposta dai centri di calcolo, potrebbe far presagire anche un certo ritorno, in buona sostanza, di una circolazione più calda nordafricana, compatibilmente, ovviamente, con la fase stagionale, non certo con i valori infuocati di 10/15 giorni fa.
In ogni modo, ciò che traspare dalle simulazioni modellistiche, quand’anche per alcuni giorni si possano vedere valori diffusamente sopra media sull’Italia, è la mancanza di condizioni che permettano una certa persistenza dell’azione protettiva dell’alta. Sui suoi bordi, sia a ovest che a est, agirebbero infatti due figure depressionarie, una atlantica, l’altra ionico-ellenica, che opererebbero una lenta corrosione del cuneo anticiclonico, con la prospettiva, almeno nei forecast attuali, di un’erosione più decisa nel corso della prima settimana di ottobre da parte dell’azione instabile atlantica.
Due giorni di stabilità, poi le prime infiltrazioni umide
Allo stato attuale dei dati, ci sarebbero 2 giorni di stabilità prevalente, eccetto, come rilevato, per l’estremo Sud, e sarebbero le giornate di domenica 27 e lunedì 28. Già per mercoledì 29 e giovedì 30 potrebbero palesarsi le prime infiltrazioni di aria umida occidentale, legate all’azione depressionaria atlantica, con più nubi in via generale sull’Italia, meno sul medio e basso Adriatico, e qualche prima debole pioggia verso il Nordovest e il medio-alto Tirreno. Continuerebbe ancora una subdola azione instabile sull’estremo Sud, tra la Calabria appenninica e ionica e la Sicilia orientale, ancora con rovesci sparsi.
Ottobre: il flusso atlantico diventa più incisivo
Per l’inizio di ottobre, e poi via via di più nel corso della prima settimana del mese, le attuali simulazioni suggerirebbero una maggiore e progressiva incisività del flusso umido atlantico che, in qualche modo, finirebbe con l’appiattire il promontorio anticiclonico, arrecando un’instabilità sempre più determinata, in particolare verso le regioni settentrionali e il medio e alto Tirreno, qui anche sulle relative aree appenniniche.
Sempre per la prima settimana di ottobre potrebbe rimanere viva una certa influenza di correnti orientali verso l’estremo Sud, Calabria appenninica e ionica e Sicilia, specie meridionale e orientale, anche qui con il proseguimento dell’instabilità e altre piogge.
Circa l’instabilità, un dato importante va rilevato in riferimento a questi due settori dell’estremo meridione: potrebbero essere le aree italiane a ricevere più piogge nei prossimi 15 giorni, anche con surplus, ossia con quantitativi complessivi eccedenti la media, specie tra la Calabria ionica meridionale e la Sicilia orientale e sudorientale. Potrebbe andare meglio, relativamente al periodo compreso tra gli ultimi due giorni di settembre e la prima settimana di ottobre, sulle aree del medio e basso Adriatico, dove le precipitazioni risulterebbero magari più irregolari e anche più deboli.
Temperature sopra media da Nord a Sud
Infine, circa il campo termico, l’estrazione meridionale od occidentale delle masse d’aria da fine mese in avanti comporterebbe un generale aumento delle temperature su tutta Italia, con valori di qualche grado sopra media da Nord a Sud: uno scarto più apprezzabile sulle regioni centro-settentrionali, meno sull’estremo Sud.