
Rischio di fase fredda nelle prossime due settimane
I rischi di una fase fredda nelle prossime due settimane: cerchiamo di capire anche perché, negli scorsi giorni, abbiamo visto una poderosa alta pressione sulla Russia. Questa ha poi spinto attraverso il Baltico un corpo di aria fredda che ha raggiunto l’Italia, dove abbiamo avuto anche nevicate in Appennino, scese persino sotto la quota di 1000 metri sul livello del mare. Una situazione atmosferica inusuale negli ultimi anni, che si è comunque verificata dopo la caldissima stagione estiva 2026, ormai quasi alle nostre spalle: ce ne stiamo quasi dimenticando, anche se ogni volta che si parla di estate il pensiero corre subito al grande caldo patito.
Stavolta, però, parliamo di freddo, quello che potrebbe arrivare, essendo novembre, sia dall’Artico, evento più favorevole e solitamente più probabile, sia dalla Russia, visto e considerato che quella parte del continente continua a mostrare espansioni di aria fredda.
Cosa vede il Centro meteorologico europeo
Vediamo innanzitutto cosa dice il Centro meteorologico europeo (ECMWF). Secondo l’ultima emissione, il modello matematico non vede espandersi aria fredda verso l’Europa, nonostante la spaccatura del Vortice Polare, che potrebbe poi avere conseguenze nella troposfera, cioè nella bassa atmosfera, dove si verificano i fenomeni atmosferici. Quindi niente freddo.
Successivamente vede soprattutto aria fredda di origine artica che si spinge verso il Canada, poi verso l’Atlantico, cercando di spostarsi verso le Isole Britanniche e l’Europa centrale. Con l’isoterma di 0°C a 850 hPa, cioè a circa 1500 metri sul livello del mare, non tocca però neanche l’arco alpino, e tantomeno l’Italia, che viene invece interessata da un’onda di calore: una nuova sciroccata a inizio della prossima settimana, richiamata da una bassa pressione oceanica, che avrà però una durata breve.
Scirocco al Centro-Sud, Nord protetto dall’aria fresca
Questa sciroccata si sentirà soprattutto sul Centro-Sud Italia, in Sardegna e in Sicilia, spingendosi anche a nord delle Alpi, mentre il Nord rimarrà, per così dire, protetto dentro una sacca di aria fresca. Niente freddo, dunque, anche se il fresco si sente: quando si esce di casa la temperatura è ormai scesa e gli indumenti devono essere adeguati. Ci sono tentativi di discesa di aria fredda, ma non si concretizzeranno nell’arco delle due settimane.
Fronti instabili alimentati dal Mediterraneo
Per quanto riguarda le precipitazioni, vediamo invece un viavai di fronti che andranno a colpire anche l’Italia, soprattutto da inizio della prossima settimana. Questi fronti non sembrano estremamente organizzati: appaiono più che altro come aree di instabilità atmosferica, tra l’altro accentuate dalla presenza delle calde acque del Mar Mediterraneo. Le perturbazioni più organizzate che andrebbero a interessare la Penisola, una volta giunte sul continente europeo, sembrano spaccarsi in due.
Dopo metà mese una perturbazione più intensa
Una in particolare, sul meteo a lungo termine, ci porta addirittura oltre metà mese: dovrebbe interessare l’Italia con un’intensità maggiore rispetto alle precedenti, con nevicate sulle Alpi, piogge abbondanti al Nord e poi anche sul resto del Paese, temporali sulle aree tirreniche, sui mari della Sardegna e sulla Sicilia. Una bella perturbazione, teoricamente, perché è tutta da confermare, e non di carattere freddo: arriverà da ovest, con il minimo di bassa pressione sul Golfo Ligure, che favorirebbe le piogge sul Nord Italia.
Modello europeo e americano a confronto
Andando a vedere il Centro meteorologico europeo, abbiamo un’evoluzione tutto sommato abbastanza simile, ma i tempi di evoluzione dei fronti perturbati sono diversi, soprattutto dopo il quinto giorno di previsione: sappiamo molto bene che le tendenze dei due modelli matematici solitamente differiscono, eccetto in alcune situazioni.
E qui torniamo al freddo, che il Centro meteorologico europeo vede più accentuato rispetto al modello matematico americano (GFS della NOAA), ma soprattutto sul Nord-Est dell’Europa, Scandinavia compresa. Sul lungo e poi sul lunghissimo termine, un freddo di origine artica andrebbe a interessare quasi tutta l’Europa, entrando in parte sui Balcani e sull’arco alpino con l’isoterma di 0°C a 850 hPa. Siamo però su una previsione addirittura al 22 novembre, quindi tutto può cambiare completamente: qui parliamo di tendenza, non di previsioni meteorologiche puntuali.
Insomma, l’autunno in realtà è questo: povero di pioggia, e bisogna rimarcarlo ancora.
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