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Alcuni articoli che circolano in rete indicano che avremo un mese di Novembre da record. Una sorta di passaggio meteo davvero eccezionale. Da una parte il Vortice Polare, che potrebbe subire un indebolimento senza precedenti per questo periodo dell’anno. Dall’altra, nel Pacifico equatoriale, El Niño continua a intensificarsi e potrebbe raggiungere una delle massime intensità mai osservate nella storia climatologica recente. Ma allora, è davvero così? Stiamo per vivere settimane estreme? In questo articolo facciamo chiarezza e cerchiamo di capire perché non è opportuno fare tanto allarmismo.

Un’introduzione tecnica

L’abbiamo già scritto in altri nostri approfondimenti, ma repetita iuvant. Il Vortice Polare è una vasta struttura caratterizzata da venti molto intensi, che si sviluppa, in questo periodo dell’anno, nella stratosfera, a circa 30-40 chilometri di altitudine sopra l’Artico (non è quindi una struttura al suolo!). Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, possiamo semplificare la sua funzione dicendo che mantiene l’aria fredda confinata alle alte latitudini. In linea generale, con l’avanzare dell’autunno e l’aumento delle ore di buio sul Polo Nord, per motivi termodinamici quest’area gelida rimane sempre più intrappolata in quella regione.

Ma quest’anno c’è qualcosa di anomalo. Secondo le ultime elaborazioni (si veda la mappa che vi alleghiamo), i venti stratosferici potrebbero indebolirsi rapidamente fino ad arrivare a una completa inversione. Un fatto estremamente raro per essere a inizio Novembre, più tipico del periodo dicembrino e, a maggior ragione, di quello tra Gennaio e Febbraio.

Stratwarming

In queste circostanze la temperatura della stratosfera polare (alle alte quote, quindi!) può aumentare anche di decine di gradi in pochi giorni, originando il famoso riscaldamento stratosferico improvviso. È un processo molto complicato, ma possiamo semplificarlo così. Le onde planetarie che risalgono dalla troposfera trasportano energia e calore verso l’alto, ma quando questo meccanismo si inceppa sussiste la possibilità che il vortice si divida in due grandi lobi, uno diretto verso la Siberia e l’altro verso il Nord America. Come vedete, non ho parlato di Italia. Le due masse di gelo potrebbero scendere molto di latitudine in zone che non coinvolgerebbero l’Europa. Ecco perché ho subito smontato l’equazione Stratwarming = gelo in Italia. Sarebbe qualcosa di fin troppo semplice ed elementare…

fortissima anomalia
Fortissima anomalia dei venti zonali stratosferici in sede polare: fonte https://charts.ecmwf.int/

El Niño a livelli record

C’è poi un altro fenomeno, completamente diverso e distantissimo da noi: nell’Oceano Pacifico si sta sviluppando un evento di grande rilevanza climatica, El Niño. In un comunicato stampa della NOAA, le temperature superficiali del mare al largo del Perù hanno registrato un’anomalia positiva di 4,6°C nelle ultime quattro settimane, un valore mai raggiunto dal 1950 a oggi e, con ogni probabilità, destinato ancora ad aumentare fino a metà Dicembre.

E per l’Italia?

Anche qui è facile capire che, essendo due fenomeni che producono conseguenze lontane da noi, il coinvolgimento dello Stivale non è così scontato. Lo scenario rimane particolarmente incerto e soggetto a variazioni anche piuttosto sostanziali. Facciamo una sorta di semplificazione. Un Vortice Polare debole può aumentare la probabilità di una maggiore discesa delle perturbazioni verso il Mediterraneo, moltiplicando le occasioni di precipitazioni e nevicate su Alpi e Appennini, ma parliamo sempre di eventualità e non di certezze. El Niño potrebbe inoltre contribuire a un inverno più piovoso del normale, grazie ai flussi perturbati atlantici, ma anche qui non è detto che coinvolgano totalmente l’Italia; si tratterebbe comunque di un flusso umido e mite, non certo di un’ondata di gelo eccezionale.

Ricordiamo che per avere temperature molto basse sulla nostra nazione servono infatti configurazioni meteo del tutto particolari, con masse d’aria retrograde capaci di convogliare aria continentale o artica direttamente verso la nostra Penisola. E questo punto è importante, perché non possiamo dire adesso come sarà nei prossimi mesi.

Per il momento siamo nel campo delle ipotesi meteo-climatiche: non è possibile parlare di un inverno gelido (estremamente improbabile) o di uno molto mite (nettamente più probabile). Nulla ci vieta di avere un periodo freddo, ma in linea generale possiamo aspettarci l’ennesima stagione piuttosto calda per il periodo. Ciò non toglie che, qualora le correnti fossero favorevoli, potremmo avere numerose fasi perturbate e, come è auspicabile, una buona dose di neve sulle nostre montagne.

Credit

NOAA Climate Prediction Center – ENSO Diagnostic Discussion
NOAA Climate Prediction Center – El Niño Advisory, giugno 2026
Met Office – What is a Sudden Stratospheric Warming?
The Weather Channel – Polar vortex will be weird soon. What super El Niño says about it

 

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