Un blocco a Omega sull’Europa
La settimana appena iniziata è dominata dall’alta pressione, saldamente posizionata sul Mediterraneo centrale e sull’Italia. Allargando lo sguardo allo scacchiere euro-atlantico, la configurazione assume la classica forma a Omega: al centro l’anticiclone, che protegge la nostra Penisola e si estende all’Europa centro-orientale, ai lati due aree di bassa pressione. La prima staziona sull’Atlantico, la seconda sull’Europa sud-orientale, tra la Turchia, il settore Egeo e il Mediterraneo orientale.
Nei prossimi giorni la depressione atlantica avanzerà progressivamente verso est, portando piogge e temporali su Spagna, Francia e localmente sull’Europa centrale. Sull’Italia, invece, l’anticiclone resterà a lungo in posizione di guardia, concedendo solo qualche infiltrazione umida da ovest, con precipitazioni deboli e sporadiche, e un certo richiamo di aria più fresca di matrice orientale sull’estremo Sud.
Perché l’anticiclone fatica a cedere
Quando una configurazione barica, in gergo tecnico “pattern atmosferico”, si radica su un’area geografica, smantellarla diventa complicato. Il Riscaldamento Globale peggiora il quadro su due fronti: da un lato gonfia a dismisura gli anticicloni, dall’altro ostacola sempre più il flusso della corrente a getto in ingresso da ovest sull’Europa, il motore che dovrebbe garantire la tipica variabilità delle medie latitudini.
Questa alternanza si è ormai persa da tempo. I pattern atmosferici, una volta insediati, resistono per settimane o addirittura mesi e l’atmosfera deve spendere un’enorme quantità di energia per scardinarli. La prima parte di questo autunno ne è una chiara dimostrazione, come già evidenziato nell’analisi sul caldo fuori stagione che rinvia l’Autunno.
Rispetto ai giorni scorsi c’è però una novità incoraggiante: l’alta pressione non è più collegata alla fascia tropicale attraverso la cosiddetta “radice iberica”, presente fino alla settimana passata. È il primo segnale di indebolimento della struttura.
Bel tempo fino a domenica 4 ottobre, qualche pioggia su Alpi e Sardegna
La giornata di oggi, lunedì 28 settembre, ha i connotati tipici di settembre: sole prevalente ovunque, dal Nord Italia al Sud, con qualche nube irregolare lungo le coste centro-meridionali e sui rilievi nelle ore più calde. Le temperature sono gradevoli, con massime mediamente comprese tra 22°C e 25°C e punte di 27-28°C in pianura, più probabili sulle aree pianeggianti tirreniche.
Il copione non cambierà in modo sostanziale nei prossimi 5-6 giorni, fino a tutta domenica 4 ottobre. L’alta pressione resterà piuttosto stazionaria, con tempo soleggiato prevalente, mentre sui settori alpini occidentali aumenteranno gradualmente le nubi e arriverà qualche pioggia debole. Da metà settimana i fenomeni si estenderanno, sempre in forma leggera, alle aree alpine centro-orientali più settentrionali. Nello stesso periodo sono attese più nubi e locali piogge nelle zone interne della Sardegna e, occasionalmente, sui rilievi della Calabria e della Sicilia centro-meridionale.
Anche dal punto di vista termico non sono previste grandi variazioni. Al Centro–Nord i valori resteranno gradevoli e in qualche caso leggermente sopra la norma. Sul medio e basso Adriatico e al Sud le giornate saranno comunque piacevoli, ma sere, notti e mattine risulteranno più frizzanti per effetto delle correnti orientali, che manterranno le temperature nella norma o poco al di sotto.
Da lunedì 5 ottobre l’alta pressione cede: piogge anche insistenti al Centro-Sud
Secondo le elaborazioni attuali, con l’inizio della prossima settimana, da lunedì 5 ottobre, dovrebbe affacciarsi un flusso d’aria più instabile. Il condizionale resta d’obbligo, ma il segnale è sempre più coerente. L’anticiclone comincerebbe a perdere terreno, lasciando spazio a nubi più compatte e a locali rovesci, soprattutto sulle regioni tirreniche centro-settentrionali, dalla Liguria alla Campania. Qualche pioggia raggiungerebbe anche il nord-est della Sardegna e, in forma sparsa, il Nord, la Calabria meridionale e la Sicilia.
Perché il cambiamento si concretizzi servono due condizioni: l’indebolimento parziale dell’alta pressione, già in atto, e un rinforzo delle correnti atlantiche capace di spingere i sistemi perturbati verso il Mediterraneo e di traslare l’anticiclone più a est. Il modello matematico GFS, nella media dei suoi scenari, individua per mercoledì 7 ottobre un aumento della probabilità di pioggia sul bacino del Mediterraneo e sull’Italia. Il modello matematico ECMWF indica da giorni, con buona costanza, precipitazioni superiori alla media sul Mediterraneo e sulla nostra Penisola tra il 5 e l’11 ottobre, in linea con le proiezioni per un ottobre molto perturbato.
Nel corso della settimana potrebbe svilupparsi una fase instabile estesa a buona parte del Paese, alimentata prima da correnti orientali e poi da flussi nord-occidentali, con piogge via via più frequenti. Sulle aree tirreniche, su quelle ioniche e sulla Sicilia meridionale le precipitazioni potrebbero risultare persistenti, con possibili criticità locali.
Piogge sopra media al Centro-Sud, deficit ancora al Nord
Il bilancio complessivo della prossima settimana vede piogge nella norma al Centro Italia e al Sud, spesso anche sopra la media. Al Nord le precipitazioni ci saranno, ma meno frequenti e in genere inferiori alla norma, con un deficit più marcato sul centro-nord del Piemonte e della Lombardia e, più in generale, sulle aree alpine e prealpine.
Sul fronte termico il Sud resterà più fresco, con valori comunque nella norma, mentre al Centro–Nord le temperature si manterranno appena più miti, di qualche decimo di grado e al massimo di 1°C sopra la media. È la fotografia di un autunno pronto a entrare nel vivo con le grandi piogge di ottobre, anche se serviranno ulteriori conferme da parte dell’intero panorama dei modelli matematici prima di definire con precisione tempi, intensità e distribuzione dei fenomeni.
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