Il quadro atmosferico delle prossime ore
La lunga parentesi anticiclonica si sta chiudendo. Dopo settimane dominate dall’aria calda di matrice africana, l’atmosfera sopra l’Italia cambia completamente registro e lo fa nel modo più brusco possibile, con un caldo africano in ritirata che lascia spazio a una fase di marcato maltempo. Già oggi il quadro è in movimento, come racconta il tempo di queste ore, ma il cuore del peggioramento arriverà tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre.
Nord-Est nel mirino, accumuli fino a 300 millimetri
Il settore più critico è il Nord-Est. Secondo le ultime elaborazioni dei vari modelli matematici ad altissima risoluzione tra mercoledì 9 e il pomeriggio di giovedì 10 la sommatoria delle precipitazioni potrebbe raggiungere valori eccezionali su una fascia relativamente stretta ma densamente abitata.
In Veneto il fulcro è individuato tra la fascia prealpina e le vallate interne, con quantitativi stimati fino a 150-170 millimetri: le zone tra Vicenza, Verona e Belluno conoscono bene questo tipo di configurazione, e il picco è atteso sul Golfo di Trieste. Il mare molto caldo, come altre circostanze, può dare luogo a eventi meteo estremi per contrasto termico, ed il Golfo di Trieste non è nuovo questi eventi in questi anni.
Sono cifre che, se confermate, portano con sé allagamenti diffusi, rapidi innalzamenti dei corsi d’acqua minori e problemi seri alla circolazione stradale.
Infatti, nel Friuli Venezia Giulia i modelli matematici segnalano un vero e proprio accanimento delle precipitazioni sulla fascia costiera friulana e giuliana: tra Lignano Sabbiadoro, Grado e Monfalcone gli accumuli potrebbero toccare i 300 millimetri entro giovedì 10, con l’area di Trieste anch’essa coinvolta. Attenzione, sono stime, vari modelli matematici indicano accumuli sino a 150 mm, ma l’area è stata frequentata in questi anni, come detto sopra, da nubifragi estremi, per fortuna, con picchi sul mare.
La dinamica che moltiplica il rischio
La ragione di accumuli così elevati sta nella struttura verticale dell’atmosfera. In quota scorrono correnti tese e relativamente fresche da sud-ovest, mentre al suolo si attiva un richiamo sciroccale caldo e carico di umidità da sud-est. È la combinazione che gli addetti ai lavori temono di più, perché favorisce i temporali autorigeneranti: sistemi che si ricostruiscono continuamente sullo stesso punto, scaricando pioggia per ore consecutive invece di traslare. In questa regione abbiamo forti squilibri, con mare caldissimo, monti non molto distanti dalla costa. Insomma, la situazione ideale per eventi meteo estremi. Ne viene colpita anche la vicinissima Slovenia.
Grandine
Le piogge torrenziali non esauriscono l’elenco dei pericoli. Nelle fasi convettive più intense non si esclude la caduta di grandine, localmente di dimensioni rilevanti.
Domenica 13 settembre
Superata la fase acuta, la perturbazione, inserita in un’insidiosa goccia fredda, scivolerà verso latitudini più basse. Alle sue spalle entreranno correnti settentrionali decisamente meno calde, che spazzeranno via il caldo intenso dalla Penisola.
Domenica 13 settembre l’Italia risulterà spaccata in due. Al Nord e su gran parte del Centro tornerà il sereno, mentre al Sud il tempo resterà instabile, con rovesci e temporali anche forti. Il modello matematico ECMWF individua i fenomeni più probabili su Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, con Bari e Potenza tra le aree interessate. Più ai margini restano Campania, Calabria e soprattutto la Sicilia, dove gli acquazzoni riguarderebbero solo i settori orientali. Qualche isolato rovescio non è escluso sul basso Lazio e sulla Sardegna orientale, altrove tempo asciutto.
Modelli matematici a confronto
Sul fine settimana la convergenza previsionale non è ancora totale. Il modello matematico GFS (americano) conferma l’impianto generale ma con precipitazioni più contenute, concentrate essenzialmente su Calabria, Puglia, Basilicata e Molise. Il modello matematico ICON (DWD tedesto) propende invece per un coinvolgimento più ampio del meridione, con piogge che potrebbero spingersi fino alle Marche, mentre il modello matematico UKMO (inglese) comprime tutto sulle estreme regioni meridionali, Sicilia inclusa. Insomma, si tratta comunque di un quadro in evoluzione, che andrà rivisto alla luce dei prossimi aggiornamenti. In questa fase le previsioni più attendibili sono il nowcasting.
Che attendersi nelle prossime 48 ore
Nelle aree a maggior rischio, come sarà probabilmente espresso dalle autorità competenti, osservare scrupolosamente ogni avviso meteo, e possibile allerta. Allerta meteo che siamo in attesa di leggere perché è probabile che venga emessa per molte aree come sempre e puntualmente.
Credit
- ECMWF, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA, Global Forecast System
- ICON – ARPEGE – BOLAM –