Dopo settimane passate a vivere sotto l’anticiclone, la tendenza – anche se ad oggi fa diffusamente caldo – cambierà parecchio. Le elaborazioni del modello matematico ICON, aggiornate con il run di lunedì 7 settembre, disegnano una sequenza piuttosto chiara: due giorni ancora tranquilli, poi l’ingresso di aria atlantica da ovest e un peggioramento che attraversa la Penisola in obliquo, dal Nord-Ovest verso l’Adriatico e il Sud. Non un temporale isolato di fine estate. Una vera perturbazione, con accumuli che in qualche zona superano i 100 millimetri in cinque giorni. Va detto che potrebbero esserci delle supercelle, ed in questa circostanza, gli accumuli in un solo giorno, potrebbero essere anche molto superiori.
Che qualcosa bollisse in pentola lo scriviamo da giorni, quando i primi segnali parlavano di caldo africano in cedimento proprio attorno al 9 settembre. Ora le carte delle precipitazioni confermano quell’impostazione e, soprattutto, permettono di capire dove pioverà sul serio e dove invece cadranno quattro gocce.
Martedì 8 settembre
La giornata di martedì 8 settembre sarà di attesa. Le precipitazioni previste si limitano a un velo sul settore alpino, tra Piemonte settentrionale, Valle d’Aosta, alta Lombardia e i rilievi dell’Alto Adige, con qualche isolato rovescio lungo la dorsale appenninica centrale. Parliamo di quantitativi minimi, spesso sotto i 5 millimetri, il classico contorno di una circolazione che si sta ancora organizzando a nord delle Alpi.
Sulle pianure, sulle coste, sulle Isole Maggiori non cade nulla. Cielo in prevalenza soleggiato, temperature ancora estive, l’aria che continua a farsi meno pesante ore serali. È la calma prima del cambiamento.
Mercoledì, il fronte perturbato entra dalla porta di ponente
Il quadro si muove con mercoledì 9 settembre. Il fronte atlantico scavalca il crinale alpino occidentale e le precipitazioni si concentrano tra la Francia sud-orientale, l’arco alpino di confine e il settore delle Alpi Marittime, con accumuli giornalieri che localmente arrivano a 20-30 millimetri lungo i rilievi. Sulla pianura del Nord Italia le piogge restano invece deboli e discontinue, mentre il resto della Penisola prosegue all’asciutto.
Attenzione al dettaglio: le carte segnalano attività convettiva già ben evidente a ovest della Sardegna, sul mare aperto. Un mare che, dopo un’estate lunga, resta caldo e continua a fornire vapore acqueo. È questo il carburante che nelle ore successive alimenterà i fenomeni più forti.
Giovedì e venerdì, il cuore del peggioramento
Qui si concentra il momento clou: Giovedì 10 settembre le precipitazioni coprono buona parte del Nord Italia, con i massimi lungo la fascia che dalla Liguria di levante risale verso l’alta Toscana, dove il modello matematico stima punte di 30-40 millimetri in ventiquattro ore. Piove anche sulle Alpi centro-orientali, sulla Sardegna occidentale e su un ampio corridoio di mare tirrenico. Le linee tratteggiate della convezione, quelle che indicano rovesci e temporali organizzati, si allargano su tutto il settore nord-occidentale. Le stime delle piogge sono da considerare approssimative, c’è il rischio che localmente ci siano nubifragi ed anche grandinate.
Venerdì 11 settembre la perturbazione ruota e si spacca in due tronconi. Il primo insiste sul Nord-Est, in particolare su Friuli-Venezia Giulia e Veneto settentrionale, dove gli accumuli tornano elevati. Il secondo scivola lungo il versante tirrenico e appenninico, interessando Toscana, Umbria, Lazio, poi Campania e Calabria, con nuclei considerevoli sui rilievi interni. Il Centro Italia entra così nel vivo del maltempo, e anche Firenze e Roma fanno i conti con rovesci di una certa consistenza.
Nel fine settimana il maltempo scivola verso l’Adriatico
Sabato 12 settembre il baricentro delle piogge si sposta a est. Il Nord-Ovest si libera rapidamente, mentre i fenomeni si dispongono lungo l’Adriatico, sulle regioni meridionali e sui Balcani, con nuclei intensi tra Calabria ionica e Sicilia orientale. Buona parte della Pianura Padana resta ai margini.
Domenica 13 e lunedì 14 settembre la coda del sistema si allontana. Le carte, elaborate a risoluzione più larga per via della distanza temporale, mostrano precipitazioni residue soprattutto sul medio-basso Adriatico, sull’estremo Sud e sui rilievi dell’entroterra siciliano, mentre il Nord e gran parte del Centro tornano stabili. Attenzione però: a queste scadenze l’affidabilità cala, e non sarebbe la prima volta che una goccia fredda decide di attardarsi sul basso Tirreno.
Una previone con dati più affidabili
La mappa degli accumuli complessivi fino a sabato 12 settembre racconta tutto in un colpo d’occhio. Il massimo assoluto sull’Italia si colloca sulle Alpi Giulie e sul confine orientale, dove il modello matematico arriva a stimare 100-150 millimetri, con qualche punta ancora superiore appena oltre frontiera, tra Slovenia e Croazia.
Scendendo di quota e di latitudine, i numeri si ridimensionano. Sulle Alpi occidentali e in Lombardia si viaggia tra 40 e 80 millimetri stimati, ma potrebbe piovere ben di più, sulla Liguria e sull’alta Toscana tra 30 e 50, sulla Pianura Padana tra 20 e 40 mm, ma si sa che qui è sufficiente una supercella, un forte temporale per raddoppiare questi numeri in un pomeriggio. Il Centro Italia raccoglie mediamente ottime piogge, con i massimi sull’Appennino. Poi il crollo: sul Sud peninsulare vede piogge sparse, meno regolari, con quindi accumuli molto variabili, e sulle Isole Maggiori le quantità sono ancora inferiori, con la Sicilia che vedrà soltanto la parte finale dell’episodio.
Uno squilibrio evidente, insomma, e per nulla nuovo per un primo peggioramento del tempo. Le perturbazioni atlantiche che entrano da ovest scaricano gran parte dell’acqua sulla catena alpina e sul versante tirrenico settentrionale, lasciando le regioni meridionali con le briciole.
Il transito del fronte porta con sé un calo termico sensibile, con valori massimi che al Nord possono perdere anche 8-10°C rispetto ai 32-34°C (ma abbiamo raggiunto anche i 38°C) di questi giorni, assestandosi attorno ai 23-25°C. Al Sud il calo arriverà più tardi e sarà più contenuto. Il passo verso la stagione che cambia è ancora lungo, ma la direzione è questa.
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