In questo periodo, considerando che stiamo appena uscendo da un intero trimestre segnato da temperature letteralmente roventi, parlare di freddo o addirittura di gelo e neve potrebbe sembrare un paradosso. In realtà stiamo ormai per entrare in autunno, ragion per cui il prossimo inverno inizia già a palesarsi all’orizzonte. Un inverno, quello del 2026-2027, che sarà caratterizzato, come ben sappiamo, da un evento di El Niño da record.
Non sappiamo quanto questo pattern possa incidere a livello climatico alle nostre latitudini. Sappiamo però che in altre parti del mondo le sue influenze sono ampiamente documentate e certificate. Ma al di là di quello che potrebbe essere l’esito di El Niño, quello che vorremmo evidenziare in questo articolo è che non necessariamente il prossimo sarà un inverno mite o addirittura caldo, come sostengono alcuni.
In primis, per sostenere certe tesi bisognerebbe proporre qualcosa di concreto, a partire ad esempio dalle autorevoli proiezioni stagionali. In secondo luogo, spesso e volentieri ci si lascia prendere la mano per il semplice gusto di catturare l’attenzione dei lettori.
Dal canto nostro, quello che possiamo dirvi è che attualmente non è assolutamente possibile sapere se sarà un inverno più caldo del solito o più mite, oppure se ci sarà spazio per un ritorno in grande stile degli inverni old style.
Ricordiamoci infatti che, in presenza di El Niño, il vortice polare, ovviamente in connubio con altri pattern climatici invernali, può andare letteralmente in crisi nel cuore della stagione, diciamo tra fine dicembre e fine gennaio, il periodo durante il quale eventuali fenomeni di split, apertura o rottura del vortice stesso diventano certamente molto più probabili.
Nel corso degli ultimi inverni è capitato spesso e volentieri di parlare di questo fenomeno perché effettivamente si sono verificati riscaldamenti stratosferici importanti. Non è un caso, ad esempio, che in alcune zone dell’emisfero settentrionale lo scorso inverno sia stato eccezionale dal punto di vista delle nevicate.
È successo in Canada, è successo sugli Stati Uniti orientali, è successo in Russia, è successo in diverse zone dell’Asia. Capite bene quindi che il grande gelo potrebbe ripresentarsi anche alle nostre latitudini. Ciò non toglie comunque che il trend climatico degli ultimi decenni sia evidentemente orientato verso un crescente e costante riscaldamento anche della stagione fredda.
Tuttavia, ricordiamoci che la natura, spesso e volentieri, è in grado di mettere in atto meccanismi di reazione capaci di ribaltare col tempo ciò che oggi sembrerebbe scontato.