Nei prossimi 3 giorni le piogge si areneranno a un passo dall’Italia, senza riuscire a sfondare sul nostro Paese. Pochi cambiamenti in vista anche per il fine settimana: ancora caldo anomalo e fenomeni atmosferici poco probabili. Le carte lo raccontano da giorni, con una coerenza che lascia poco spazio ai dubbi. Orbene, saremo già in ottobre, mese autunnale, e quella che osservamo non è solo un’occasione di un bel fine settimana, ma di un’anomalia meteo rilevante. Ottobre è in crisi, non somiglierà nel suo inizio ad un mese autunnale.
Il muro dell’alta pressione ferma la prima perturbazione d’autunno
Come era nelle attese, il primo attacco delle correnti perturbate occidentali è destinato a fallire sulle nostre regioni. La resistenza dell’alta pressione non consentirà il movimento verso levante di un’intensa perturbazione oceanica, che andrà a scaricare il suo carico di pioggia non troppo distante dalla scena italica, in prossimità del Golfo del Leone. Qui si passerà dal nulla al troppo e, con la grande mole di precipitazioni prevista, ci saranno sicuramente problemi alluvionali o dissesti idrogeologici. Il sud est della Francia è molto vulnerabile a questi fenomeni, e ne terrei conto per un’evoluzione meteo futura per la Liguria, la Versilia soprattutto.
Il Golfo del Leone – il tratto di mare che bagna la costa meridionale della Francia, tra i Pirenei e la Provenza – è uno dei punti più delicati del Mediterraneo in autunno. Il mare ancora caldo cede grandi quantità di vapore acqueo, le correnti umide da sud vengono spinte contro i rilievi del Massiccio Centrale e delle Cévennes, e l’aria, costretta a sollevarsi, si raffredda e condensa. È il meccanismo dei cosiddetti episodi mediterranei, ben noti a Météo-France: piogge torrenziali concentrate in poche ore, capaci di scaricare al suolo quantitativi paragonabili a quelli di più mesi. Un fronte bloccato, in quel settore, fa molti più danni di uno che scorre veloce.
Cosa è cambiato rispetto a una settimana fa
Il pattern atmosferico – la disposizione su larga scala di anticicloni e depressioni – si è modificato rispetto a una settimana fa. È sparita la radice iberica, cioè quell’appendice dell’anticiclone che si allungava sulla Penisola Iberica e sbarrava la strada alle correnti atlantiche già in partenza. Allo stesso tempo l’alta pressione ha spostato a est la sua parte più forte, consolidandosi proprio sopra l’Italia e il Mediterraneo centrale.
Ne esce un corridoio aperto a ovest ma chiuso a est. Questa volta l’Italia la scampa a scapito del Golfo del Leone, ma non è escluso che in un prossimo futuro una situazione simile possa verificarsi anche da noi. Lo abbiamo spiegato nell’approfondimento sulle perturbazioni atlantiche sul Mediterraneo caldo: quando un fronte si incaglia contro un anticiclone e il mare sottostante è ancora caldo, le precipitazioni tendono a concentrarsi sempre sugli stessi versanti.
Giovedì 1° ottobre, la perturbazione si arena sulle Alpi occidentali
Il modello matematico ICON-DWD illistra l’arenamento della perturbazione in prossimità delle Alpi occidentali nelle ore centrali di giovedì 1° ottobre.
Più a levante di così non potrà andare, prima di disintegrarsi completamente contro il muro dell’alta pressione. Il sistema frontale si allunga a ridosso dell’arco alpino occidentale, perde compattezza e si sfilaccia man mano che incontra l’aria stabile e asciutta che domina la nostra penisola.
Gli effetti saranno quindi molto scarsi sul nostro Paese. Sui settori occidentali arriveranno delle nubi, con qualche piovasco più probabile tra mercoledì 30 settembre e giovedì 1° ottobre sulle Alpi occidentali, sulla Corsica, sulla Sardegna e a tratti anche sulla Sicilia. Sul resto d’Italia, al netto di qualche velatura – nubi alte e sottili che rendono il sole un po’ lattiginoso -, l’egemonia del sole e del caldo anomalo non verrà intaccata.
Sabato 3 e domenica 4 ottobre: autunno solo sul calendario
In attesa di un lento cambiamento che dovrebbe palesarsi entro il termine della prima decade di ottobre, il primo fine settimana ottobrino vedrà l’autunno solo sul calendario. Dal punto di vista atmosferico, la stagione sarà ancora completamente assente sul suolo italico. Sotto la cupola anticiclonica l’aria scende lentamente verso il suolo, si comprime e si riscalda: è la subsidenza, che regala cieli tersi e pomeriggi fuori stagione. Ne avevamo parlato nell’analisi sul caldo anomalo più persistente del previsto.
Sul fronte dei fenomeni ci sarà poco da dire, sia per sabato 3 che per domenica 4 ottobre. Qualche rovescio non si esclude sulle due Isole Maggiori e forse all’estremo Sud Italia. Altrove il sole seguiterà a splendere in maniera spietata, aggravando ulteriormente la carenza idrica presente su molte regioni del nostro Paese. E c’è un effetto meno noto: un terreno asciutto non ha acqua da far evaporare, quindi l’energia solare finisce quasi tutta nel riscaldare l’aria.
Le temperature attese nel weekend
Nemmeno sul piano termico cambierà qualcosa. Alle ore 15 di sabato 3 ottobre saranno possibili punte di 30°C sulla Sardegna e di 28°C su alcuni settori della Pianura Padana centrale e orientale, un valore di tutto rispetto per il Nord Italia in pieno autunno. Si toccheranno 28-30°C nelle aree interne di Toscana e Lazio. Altrove punte di 25-28°C abbastanza diffuse, un po’ in tutta Italia, da Nord a Sud.
Copione quasi identico alle ore 15 di domenica 4 ottobre. Ancora 28-30°C sulla Sardegna, su alcune aree della Valpadana e nelle zone interne comprese tra Toscana, Umbria e Lazio, oltre che sul Foggiano, sulla bassa Lucania e sulla Sicilia orientale. Altrove valori di 26-28°C diffusi. Numeri più vicini a fine agosto d’un tempo che a una domenica d’autunno. Chi ricorda l’ottobre 2023, tra i più caldi mai osservati in Europa, sa che non si tratta più di un’eccezione isolata.
Quando arriverà la svolta
A seguire avremo altri tentativi da parte delle correnti atlantiche, da seguire attentamente nell’arco della prima decade di ottobre, quando l’alta pressione potrebbe cedere anche sul Mediterraneo e sull’Italia.
Tuttavua, da una parte avremo la Francia meridionale alle prese con il rischio di alluvioni, dall’altra buona parte del nostro territorio che continua ad aspettare l’acqua. Il confine tra eccesso e mancanza si gioca su poche centinaia di chilometri. Basterà un leggero spostamento verso est dell’asse dell’anticiclone perché anche l’Italia entri nel mirino delle piogge.
Credit
- NOAA EMC – Global Forecast System (GFS)
- Meteociel – Cartes du modèle numérique GFS pour l’Europe
- Météo-France – Qu’est-ce qu’un épisode méditerranéen ?
- Copernicus Emergency Management Service – Drought Observatories
- ECMWF – Forecast charts