Quante volte nei nostri articoli abbiamo trattato di precipitazioni diffuse? No, non abbiamo un pallino particolare: vogliamo solo che l’autunno faccia il suo corso. Siamo sicuri che molti di voi amino questo clima così tiepido e spesso soleggiato, indubbiamente molto più gradevole delle condizioni meteoclimatiche estreme dell’estate 2026. Ciò non toglie che, seppur in misura ridotta, sia comunque un’anomalia, perché siamo ormai a fine settembre e non c’è stato ancora nemmeno un fronte organizzato che abbia coinvolto l’intera Penisola, solo qualche temporale (anche forte), ma sparso o localizzato.
Osserviamo i due modelli principali
GFS non vede un affondo deciso di una saccatura atlantica verso il Mediterraneo tra il 5 e il 7 ottobre, ma solo qualche pioggia qua e là; ECMWF prospetta una penetrazione graduale e incerta di correnti fresche provenienti dal centro Europa. Nel primo caso si avrebbero precipitazioni molto deboli e irregolari su tutto lo Stivale, mentre nel secondo le piogge prediligerebbero il Nord-Est e le regioni adriatiche. Come vedete, non è un cambiamento da poco, perché in base a come evolverà un’eventuale saccatura le precipitazioni possono coinvolgere buona parte dell’Italia oppure soltanto una metà.
Bisogna mantenere una certa cautela
Si tratta della solita raccomandazione. La distanza temporale è ancora abbastanza ampia e, di conseguenza, non è una previsione meteo, ma una tendenza che può andare incontro a modifiche, anche sostanziali, nelle prossime emissioni.
C’è una domanda che spesso ci viene posta dai nostri lettori: perché, quando si tratta di anticicloni, l’arrivo della massa d’aria calda è quasi certo, mentre quando parliamo di perturbazioni le piogge vengono spesso rimandate o addirittura cancellate? Nel caso di un anticiclone, il cuore bollente arriva dritto dall’Africa e non ha problemi a coinvolgere l’intero Stivale, mentre le perturbazioni devono fare molta più strada e, soprattutto, scontrarsi con la complessa orografia italiana.
Un esempio lampante: le correnti da sud-ovest sono foriere di precipitazioni su praticamente tutte le regioni tirreniche e sull’intero Nord, fatta eccezione per piccole zone del Piemonte e della Toscana, che rimangono in ombra. L’inclinazione di una corrente fa sì che queste aree possano essere coinvolte o meno: ecco perché è impossibile fare una tendenza meteo a 15 giorni pensando di cogliere alla perfezione la distribuzione delle piogge.
L’importante è il segnale
E il segnale, comunque, comincia a esserci, anche se è doveroso notare che l’insieme delle simulazioni considera ancora piuttosto robusta la struttura anticiclonica. È questo il motivo per cui le precipitazioni vengono sovente rinviate di qualche giorno: il promontorio africano continua a essere molto forte e scardinarlo definitivamente è un’impresa assai ardua. La rottura arriverà, ne siamo ovviamente certi, ma con un certo ritardo rispetto a quando i modelli avevano cominciato a fiutare il cambiamento, ovvero ormai da diversi giorni.
Anche l’europeo ECMWF mantiene una linea prudente. Tra i vari scenari non si vede un affondo particolarmente incisivo prima del 7 ottobre, e il modello continua a suggerire un’evoluzione graduale: infiltrazioni di aria più fresca dal centro Europa e un progressivo indebolimento della circolazione anticiclonica. Così facendo, però, le piogge non coinvolgerebbero in maniera diffusa le regioni di nord-ovest e la Sardegna, che rimarrebbero ai margini.
Vogliamo concludere con una considerazione importante: continuiamo a scrutare le precipitazioni sul lungo periodo perché siamo in un contesto caratterizzato da siccità diffusa e da un Mediterraneo ancora particolarmente caldo. La questione ha quindi due facce: da un lato abbiamo assolutamente bisogno di fasi perturbate, dall’altro, con temperature superficiali marine così elevate, il rischio di fenomeni meteo violenti, se non estremi, non è affatto da escludere.
Credit
- ECMWF – Medium-range forecasts
- ECMWF – Quantifying forecast uncertainty
- Copernicus Marine Service – Persistent ocean warmth and expanding marine heatwaves mark the first half of 2026
- ESA – Mediterranean Sea breaks June surface heat record
- Mercator Ocean International – Ocean temperature bulletin, July 2026