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Ecco la fase di Alta Pressione

Quando arriva l’alta pressione sull’Italia

Cerchiamo di analizzare che cosa comporterà per l’Italia il periodo di alta pressione e, innanzitutto, di capire quando inizierà. Nel corso di questo fine settimana la pressione atmosferica tende a variare lievemente, perché risente dei disturbi derivanti dalle fortissime basse pressioni che si stanno sviluppando sul Nord Europa, vere e proprie tempeste. Inizieremo la settimana con un residuo di instabilità atmosferica, poi arriverà l’ingresso dell’alta pressione, che già lunedì 26 ottobre porterà i suoi valori sulla Penisola, determinando rasserenamenti sempre più rapidi.

 

Instabilità sulle regioni adriatiche

Attenzione però alle regioni adriatiche: come abbiamo già detto nel bollettino di stamattina, ci saranno delle correnti nord-orientali e qui l’instabilità atmosferica potrebbe proseguire anche in un campo di alta pressione. Contribuirà anche una marginale area di bassa pressione sul Mar Egeo e, soprattutto, si potrebbe già realizzare un lieve flusso d’aria da nord-nord-est verso sud-ovest, capace di alimentare locali fenomeni instabili.

 

Metà settimana: aria umida e piovaschi in Toscana

L’anticiclone raggiungerà ottimi valori a metà settimana, però dell’aria umida si avvicinerà all’Europa centrale e dall’arco alpino potrebbe sfuggire qualcosa verso sud, con qualche piovasco in Toscana e degli annuvolamenti: non ci sarà quindi sole prevalente ovunque. Al Sud Italia, verso mercoledì 28 ottobre, terminerà la fase di aria instabile legata al vento di nord-nord-est, che si placherà. Mercoledì avremo dunque ancora alta pressione, ma già con un primo cedimento e i massimi spostati sulla Francia.

Fase di Alta Pressione secondo GFS
Fase di Alta Pressione secondo il modello matematico GFS.

Da giovedì 29 l’anticiclone si indebolisce

Giovedì 29 ottobre il campo anticiclonico sembra essere disturbato sul lato nord-orientale, soprattutto in Germania, dove sono previste delle precipitazioni. Da est verso ovest avanzerà invece un’alta pressione sulla Russia, di cui dobbiamo tenere conto: ormai stiamo arrivando a novembre e queste strutture anticicloniche possono causare improvvise ondate di freddo.

Venerdì 30 ottobre l’alta pressione sembra sfaldarsi e il massimo si porta verso il Mare del Nord. Lo indica il Centro Meteo Europeo (ECMWF), secondo cui l’instabilità atmosferica dovrebbe interessare l’Italia in maniera molto sparsa. Non c’è un peggioramento in vista, ma una certa variabilità nei giorni successivi.

 

Sabato 31 ottobre bassa pressione sul Tirreno meridionale

Verso sabato 31 ottobre il meteo tende a cambiare e il campo di alta pressione crolla sulla Penisola. Si potrebbe formare un minimo di bassa pressione sul Tirreno meridionale, capace di aspirare aria fresca e via via più fredda dai Balcani. L’anticiclone sulla Russia, di cui abbiamo già parlato, porterà infatti aria fredda che andrà a incanalarsi in questa depressione, in rapido approfondimento proprio sul Tirreno meridionale, a ridosso della Sicilia. Qui ci sarà parecchia instabilità atmosferica e le precipitazioni, da confermare, sono attese sul versante occidentale, con nevicate sui rilievi a quote decisamente sotto i 1500 metri, anche se al momento non è possibile stabilire la quota esatta.

Sulle regioni adriatiche il vento di nord-nord-est provocherà spesso delle precipitazioni intermittenti. Al Sud l’instabilità sarà marcata, con possibilità di temporali, e soprattutto con il vento di nord-est, verso sabato, avremo una diminuzione diffusa della temperatura. I valori saranno molto al ribasso sull’arco alpino, perché un nucleo di aria fredda verso l’Europa centrale si addosserà alle Alpi.

 

Aria fredda in Europa: la tendenza del Centro Meteo Europeo

Facciamo ora un passo in avanti e parliamo dell’aria fredda, già anticipata dai miei colleghi. Secondo il Centro Meteo Europeo, le temperature inferiori a 0°C a 1500 metri, stando alle proiezioni a due settimane, non dovrebbero toccare l’Italia. C’è però molta aria fredda in Europa, soprattutto nell’Europa orientale e centrale, con temperature sensibilmente al ribasso. Sono le classiche situazioni in cui la formazione di basse pressioni, oggi non prevedibili con certezza, può richiamare quest’aria fredda verso la Penisola, e trovandoci ormai in novembre, addirittura nella prima decade, le temperature possono scendere parecchio.

 

Cosa vede il modello matematico americano

Le proiezioni del modello matematico americano (GFS) delineano una situazione più atlantica nel lungo termine, con aria fredda di origine artico-marittima diretta verso le Isole Britanniche e l’Europa centrale, fino a spingersi verso le Azzorre, con temperature davvero al ribasso. È una configurazione già vista nelle scorse stagioni, che in alcune circostanze, soprattutto in Atlantico, ha anticipato l’arrivo dell’inverno con nevicate sui rilievi. Dal punto di vista termico si osserva insomma un avvio galoppante della stagione autunnale.

 

Piogge scarse e un regime pluviometrico che cambia

Sul fronte delle precipitazioni, il Centro Meteo Americano le vede transitare diffusamente sull’Europa, soprattutto settentrionale, sulla Francia e poi verso la Penisola Iberica. Un peggioramento vero e proprio sull’Italia appare abbastanza distante e sarebbe comunque associato a una bassa pressione iberica: entro una decina di giorni non si palesano piogge significative.

È la stessa linea di tendenza del Centro Meteo Europeo, che però nel lungo termine colloca la bassa pressione sul Sud Italia, dove potrebbero verificarsi precipitazioni ancora una volta poco organizzate. Serve invece un flusso oceanico con perturbazioni regolari, capaci di portare la pioggia tipica dell’autunno. Siamo già a novembre e da dicembre iniziano mediamente a calare le precipitazioni sul Nord Italia, anche se in passato abbiamo visto mesi di dicembre con piogge abbondantissime al Nord. Ormai assistiamo a un vero e proprio sconquasso delle stagioni e del regime pluviometrico: ciò che succedeva trent’anni fa oggi non si ripete nello stesso modo, e anche le medie climatiche sulla piovosità ne vengono influenzate.

 

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