
L’evoluzione meteo vede il transito di un sistema perturbato sull’Italia, e non si tratta di un passaggio lineare. Il fronte risulta piuttosto complesso nella sua estensione, a tratti anche frastagliato, con quella geometria spezzata che sulle carte sinottiche tradisce un’atmosfera tutt’altro che ordinata. All’interno di questa struttura si formerà un minimo di bassa pressione sul Golfo Ligure, che poi si porterà verso il Mar Tirreno.
Il punto di nascita del vortice non sorprende chi segue da anni la meteorologia mediterranea, perché il Golfo Ligure è tra le aree più ciclogenetiche dell’intero bacino. Quando le correnti atlantiche impattano contro la barriera delle Alpi, sul lato opposto della catena la pressione cala e si sviluppa un vortice, un meccanismo noto come ciclogenesi sottovento. Proprio per studiarlo, nel 1982, fu organizzata la campagna internazionale di misure ALPEX, ancora oggi un riferimento per chi si occupa di queste depressioni.
Il ruolo delle montagne al Nord
L’evoluzione, come detto, resta complessa. Le regioni settentrionali saranno influenzate senz’altro dall’orografia, cioè dai rilievi, che a seconda dell’esposizione favorirà o ridurrà gli effetti delle precipitazioni. Il meccanismo è semplice da descrivere e molto meno da prevedere nel dettaglio: l’aria umida costretta a risalire un versante si raffredda, condensa e scarica pioggia – è il sollevamento orografico -, mentre sul lato opposto, scendendo, si secca e si riscalda. Ecco perché, a distanza di pochi chilometri, una valle può ricevere accumuli abbondanti e quella accanto restare quasi all’asciutto.
Sul resto d’Italia le aree più esposte sono quelle occidentali, rivolte alle correnti da ovest, che vedranno i maggiori rovesci di pioggia e temporali. In questa configurazione le coste tirreniche fanno da primo bersaglio, perché ricevono l’aria umida direttamente dal mare. A dare energia ai fenomeni contribuisce anche il Mar Tirreno, ancora caldo dopo l’Estate, che cede vapore e calore agli strati bassi dell’atmosfera: è uno dei motivi per cui Ottobre è tra i mesi più a rischio alluvioni nel nostro Paese.
Sabato il miglioramento, Domenica una nuova fase instabile
Questo sistema perturbato tenderà a perdere importanza nel corso della giornata di Sabato, quando ci saranno probabili miglioramenti secondo le ultime elaborazioni dei modelli matematici. Un po’ di instabilità atmosferica resisterà comunque al Sud Italia, dove il minimo in allontanamento continuerà a richiamare aria umida.
Domenica vedremo invece una ripresa dell’instabilità atmosferica per l’ingresso di aria instabile, che si farà sentire soprattutto a ridosso dell’arco alpino e sul Centro Italia, secondo quanto emerge dagli ultimi dati disponibili. Va aggiunto che nella nottata tra Domenica e Lunedì i fenomeni potrebbero colpire anche la Sardegna.
Temperature in calo, ma senza vero freddo
Sul fronte delle temperature, l’aria fresca proveniente dall’Oceano Atlantico tenderà a interessare l’Italia, e si avrà quindi un diffuso abbassamento della temperatura. Si potrebbe definire il calo termico maggiore di tutto il periodo, e porterà valori più consoni alla stagione, anche se generalmente si manterranno sopra la norma. Non è attesa un’irruzione di aria veramente fredda, ma semplicemente oceanica.
La differenza la si avverte sulla pelle. L’aria di origine atlantica arriva carica di umidità dopo aver attraversato migliaia di chilometri di mare, che ne smussa gli estremi: rinfresca, rende le mattine più frizzanti e ripulisce il cielo dopo i rovesci, ma non ha nulla a che vedere con le masse d’aria del pieno Inverno, suvvia, siamo solo ad ottobre.
Giovedì 8 Ottobre: temporali al Nord, sulle coste laziali e tra Campania e Molise
Giovedì 8 Ottobre cielo coperto e temporali anche intensi al Nord Italia, fenomeni forti sulle coste del Lazio e tra Campania e Molise, venti meridionali sostenuti sull’Appennino e mari agitati attorno alla Sardegna, con instabilità che persisterà fino all’inizio della prossima settimana.
La giornata di Giovedì sarà dominata dal maltempo su gran parte della Penisola. Le piogge più forti sono attese al Nord, sul Lazio costiero e tra Campania e Molise, mentre il vento meridionale soffierà con raffiche sui rilievi appenninici. Secondo i modelli matematici, l’instabilità continuerà anche nei giorni successivi, spostandosi progressivamente verso le regioni meridionali, in linea con la fase più intensa attesa tra l’8 e il 10 Ottobre che avevamo previsto.
Nord: cielo coperto e fenomeni localmente intensi
Al Nord Italia il cielo sarà coperto su tutto il settore, con rovesci e temporali. Localmente i fenomeni potranno assumere carattere intenso, e l’orografia, come accennato, farà la differenza tra una zona e l’altra.
Centro e Sardegna: attenzione alle coste laziali
Al Centro Italia e in Sardegna il cielo si presenterà molto nuvoloso. I primi rovesci e temporali interesseranno la Sardegna e la Toscana, per poi estendersi già dalla mattinata all’intero settore. L’attenzione maggiore va rivolta alle coste laziali, dove i fenomeni potranno risultare particolarmente intensi: in situazioni simili, con celle temporalesche che si rigenerano sul mare e scaricano sulla fascia costiera, possono bastare poche ore per accumuli importanti.
Sud e Sicilia: il nodo tra Campania e Molise
Al Sud Italia e in Sicilia il cielo sarà irregolarmente nuvoloso. Gli addensamenti più consistenti si concentreranno tra Campania e Molise, con rovesci e temporali che localmente potranno essere intensi. Tra Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia orientale sono previste piogge accompagnate da isolati rovesci.
Venerdì 9 Ottobre: instabilità diffusa
Il tempo resterà instabile su gran parte del Paese, con rovesci e temporali. I fenomeni saranno particolarmente intensi sulla Campania, sul basso Lazio e tra Veneto ed Emilia.
Sabato 10 Ottobre: i fenomeni scendono verso Sud
L’instabilità insisterà sul Centro-Sud Italia, con i fenomeni più intensi concentrati sulle estreme regioni meridionali.
Domenica 11 e Lunedì 12 Ottobre: residui di instabilità
Resterà una residua instabilità sul medio-basso Adriatico, sulla Calabria e sulla Sicilia ionica. Nella giornata di Lunedì i fenomeni tenderanno ad attenuarsi ulteriormente.
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