
L’autunno entra nel vivo e lo si vede dalle carte in quota, dove l’anticiclone di inizio mese lascia spazio a una circolazione più movimentata, con una goccia fredda (un nucleo di aria fresca in quota staccato dal flusso principale) che tra giovedì 8 e sabato 10 Ottobre scende dalla Francia verso il Mar Ligure e poi scivola sul Tirreno centro-meridionale.

Piogge e vento forte tra l’8 e il 12 Ottobre
Giovedì 8 Ottobre sarà la giornata più bagnata per il Nord e per il versante tirrenico, con rovesci e temporali tra Liguria, Toscana, Lazio e fascia prealpina, mentre sulle Alpi occidentali arriva la prima spruzzata di neve alle quote più alte e aria più fresca anche a Genova e Torino. Si alza anche il maestrale, che nel Golfo del Leone può superare i 70 chilometri orari di raffica, con 50-60 chilometri orari sul Canale di Sardegna e bora vivace sul golfo di Trieste. Da venerdì 9 le piogge scendono verso il Sud Italia, tra Campania, Basilicata, Calabria e Puglia e dopo la pausa di sabato 10 un altro impulso, lunedì 12, insiste su Calabria, Sicilia e basso Adriatico, come avevamo già spiegato parlando del maltempo tra l’8 e il 10 Ottobre.
Le temperature calano piano piano, senza scossoni: se mercoledì 7 in Pianura Padana si toccano ancora 22-25°C e in Sardegna si arriva a 28-29°C, entro metà mese i valori rientrano nella media di stagione. Tra il 13 e il 15 Ottobre un anticiclone con pressioni intorno ai 1030 ettopascal sull’Europa centrale riporta tempo asciutto quasi ovunque.

Dopo metà mese il blocco atlantico apre la porta al freddo dall’Est
Dal 16 Ottobre il modello matematico europeo ECMWF costruisce un robusto promontorio di alta pressione sull’Atlantico, con il suo baricentro tra le Isole Britanniche e il largo dell’Irlanda, il cosiddetto blocco, che ferma il normale scorrimento delle perturbazioni da ovest verso est. Sul suo fianco orientale si apre un corridoio per l’aria fredda, che scende dalla Scandinavia verso Germania e Polonia e poi verso i Balcani, con temperature a 1500 metri vicine a 0°C già il 17 Ottobre e tra -2°C e -4°C sull’Europa orientale tra il 19 e il 21.
Una situazione così, va detto, si accompagna di solito a una NAO (l’Oscillazione Nord Atlantica, il “termometro” del contrasto tra Anticiclone delle Azzorre e bassa d’Islanda) in calo verso la fase negativa, lo schema classico delle prime irruzioni fredde d’autunno sui Balcani, come raccontato nell’articolo sull’ipotesi di azione invernale dopo metà mese.
L’Italia, in questo scenario, resta sul bordo occidentale della colata fredda, con venti settentrionali, bora sull’Adriatico, cieli spesso sereni e notti fresche: a Milano le massime scenderebbero intorno ai 19-21°C e le minime verso gli 11-13°C, con valori vicini allo zero nelle vallate alpine, mentre a Cagliari si resterebbe sopra i 25°C.
Due modelli matematici, due strade diverse
Il modello matematico americano GFS, però, dal 19 Ottobre (ovviamente da confermare) vede tutt’altra storia, con una saccatura atlantica che entra dritta sul Nord Italia portando piogge abbondanti tra Nord-Ovest, Nord-Est e Centro, e anche neve sulle Alpi, con Bari e il Sud più tranquilli. Una divergenza così ampia a dieci giorni di distanza non sorprende chi lavora con le previsioni d’insieme, nate proprio per misurare l’incertezza, e dice che il quadro dopo il 18 Ottobre è ancora tutto da definire, come anticipato parlando delle piogge diffuse non prima del 20 Ottobre. La seconda metà del mese, insomma, si gioca sulla posizione di quel blocco atlantico, e bastano poche centinaia di chilometri di spostamento per passare dal freddo secco alle piogge.
Credit e per approfondimenti
- ECMWF – GFS – ICON DWD
