La saccatura dei prossimi giorni porterà solo un assaggio di pioggia. Le anomalie elaborate da Copernicus indicano però una svolta nella seconda metà di ottobre, con l’anticiclone diviso in due.
Se da un lato sta per arrivare un po’ di pioggia sull’Italia, dall’altro non si può parlare di vere e proprie condizioni meteo autunnali. Quella in arrivo nei prossimi giorni altro non è che una veloce saccatura, che porterà sicuramente la tanto sospirata acqua, ma non farà cambiare granché la situazione generale. Ci sono però alcune novità interessanti che vale la pena analizzare, e in questo articolo ve le spiegherò con attenzione.
Scenari curiosi
Sono particolarmente interessanti le mappe del modello meteo ECMWF relative alle anomalie delle precipitazioni a scala europea, elaborate nell’ambito di Copernicus. Si tratta di un programma dell’Unione Europea dedicato all’osservazione e al monitoraggio della Terra, gestito dalla Commissione Europea in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e numerosi altri partner scientifici e istituzionali. Insomma, non esattamente gli ultimi arrivati! Ecco perché questo ente è molto autorevole e quello che espone va analizzato per bene.
Una piccola divagazione
Copernicus raccoglie ed elabora un’enorme quantità di informazioni provenienti da una vasta rete di satelliti, tra cui la famiglia dei Sentinel (quelli che passano sopra le nostre teste), e da numerosi sensori presenti sulla superficie terrestre, nell’atmosfera e negli oceani. Questa mole di dati viene ulteriormente mixata con le osservazioni satellitari e trasformata in prodotti e servizi utili per analizzare l’evoluzione del clima e delle condizioni meteo su vasta scala nei periodi a venire. Oltretutto, la cosa bella e veramente molto importante è che i dati sono disponibili gratuitamente e rappresentano una risorsa essenziale per ricercatori, enti pubblici e istituzioni, ma anche per i comuni appassionati di meteorologia.
Che cosa emerge
Qualcosa di molto interessante, soprattutto nella seconda metà del mese di ottobre. Le tendenze indicano infatti una pluviometria superiore alla norma, in particolare a seguito dell’indebolimento e dell’allontanamento dell’area anticiclonica che ha interessato il Mediterraneo. Cerchiamo di entrare un po’ più nel dettaglio. Lo scenario atmosferico che va per la maggiore risulta caratterizzato da una progressiva modifica della configurazione barica sull’Europa. L’anticiclone potrebbe dividersi in due parti, una sorta di bilobazione: l’alta pressione molto calda ritornerebbe in Africa, mentre un altro ramo andrebbe più a nord.
In maniera curiosa, proprio sull’Italia si instaurerebbe la cosiddetta lacuna barica, cioè un’area caratterizzata da pressioni più basse e da condizioni atmosferiche più favorevoli alla risalita di umidità e, conseguentemente, a una maggiore possibilità di precipitazioni, anche diffuse.
Ma sarà davvero così?
Se tutto venisse confermato, l’area depressionaria cerchiata nella mappa che vi abbiamo appena mostrato potrebbe infatti favorire il transito e l’interazione di perturbazioni e correnti umide. Il tutto per via dell’isolamento di importanti minimi di bassa pressione, magari non particolarmente profondi o duraturi, ma che, grazie ai mari molto caldi, potrebbero far evaporare tanta acqua e, come logica conseguenza, farla precipitare sulla terraferma.
Le mappe suggeriscono quindi una fase meteo nettamente più dinamica rispetto a quella caratterizzata dalla presenza dell’alta pressione, anche se, giova ricordarlo, stiamo sempre parlando di scenari a 15 giorni. La scienza ha fatto enormi passi in avanti, ma ricordiamo che si tratta comunque di strumenti per addetti ai lavori, quindi non vanno presi alla lettera o come certezza assoluta. Inoltre non sapremo mai se un determinato giorno di fine ottobre pioverà o meno: per quello ci sono le previsioni meteo a pochi giorni. Ciò che emerge è che, con una buona dose di probabilità, potrebbero aumentare le occasioni di pioggia diffusa, ma solo sul finire del mese. Ecco perché occorre pazientare ancora un pochino, cercando di capire se queste tendenze saranno effettivamente rispettate.
Credit
Copernicus Climate Change Service – How to read C3S seasonal forecasts
ECMWF – C3S Seasonal Forecasts