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I nostri lettori sanno bene che, soprattutto dal 7 Ottobre in poi, è previsto un deciso cambiamento meteo… I principali centri di calcolo (GFS ed ECMWF) iniziano infatti a delineare scenari finalmente un po’ più dinamici, con un primo attacco delle correnti perturbate al famigerato anticiclone africano. Questa è una mossa che, secondo i più, potrebbe finalmente dare inizio all’autunno vero e proprio. Ma sarà davvero così?

Facciamo un’analisi

C’è un aspetto da attenzionare bene. Quello che sta per arrivare tra il 7 e il 9 Ottobre altro non è che un esempio di “strappo perturbato” o, più tecnicamente, di una saccatura in rapida evoluzione. Per farci capire meglio da chi ci legge, stiamo parlando di passaggi instabili piuttosto veloci, ma potenzialmente sufficienti a interrompere la lunga fase anticiclonica che sta interessando l’Italia. Sappiamo bene, però, che l’autunno non è fatto di perturbazioni lampo, che durano un pomeriggio o solamente una notte. Dovremmo parlare di precipitazioni diffuse, magari anche 36-48 ore di pioggia consecutive. E invece quello che accadrà in questa finestra altro non è che un peggioramento di stampo tardo estivo. Attenzione: non stiamo dicendo che sarà come in estate, ma la dinamica potrebbe ricordare un periodo perturbato di fine Agosto o di metà Settembre, con precipitazioni di moderata intensità che dovrebbero durare al massimo qualche ora.

Veloce passata di piogge e temporali tra il 7 e il 9 Ottobre; un peggioramento non ancora di stampo autunnale

E sul prosieguo?

Vi ricordate quando avevamo citato il fatto che tra il 10 e il 15 Ottobre ci poteva essere un aumento delle precipitazioni a livello italiano? Ecco, le ultime emissioni dei modelli meteo hanno un po’ cambiato le carte in tavola. Si può notare, sia dalle tendenze del modello europeo sia da quelle dell’americano, che l’alta pressione delle Azzorre sarebbe nuovamente in procinto di comandare il tempo a livello europeo.

Sicuramente le precipitazioni in arrivo saranno una vera e propria benedizione, soprattutto dopo il lungo periodo asciutto. Ma è pur vero che, in questo caso, può valere il detto: “tutto cambia affinché nulla cambi”. Quella che sta per arrivare è quindi una perturbazione davvero importante per le riserve d’acqua, ma per nulla risolutiva della crisi idrica presente nel nostro Paese. Stiamo oltretutto parlando di una saccatura che troverà mari decisamente caldi. Questo potrebbe condizionare ed enfatizzare lo sviluppo di fenomeni meteo violenti, come nubifragi e tempeste di vento, soprattutto nelle regioni affacciate sul Mediterraneo.

>Il modello europeo vede una rimonta dell’Alta delle Azzorre, non estrema per la verità, ma mancherebbero ancora le piogge
Il modello americano invece vede l’anticiclone atlantico meno ingombrante, con clima variabile e molte nubi sull’Italia, ma sempre poche o pochissime piogge

Che cosa emerge da questa trattazione

Per il momento, non siamo ancora in grado di dire con ragionevole sicurezza che la stagione autunnale prenderà il sopravvento. Da un lato vorremmo che arrivassero precipitazioni più diffuse, con un profondo minimo di bassa pressione ben posizionato sul Mar Ligure o sul Tirreno, capace di convogliare aria umida e instabile per diversi giorni su molte nostre regioni. Dall’altro, però, il segnale, soprattutto nelle tendenze meteo a lungo termine, è piuttosto chiaro: l’alta pressione tornerà a farci visita, non è detto con tutta la sua forza, ma intanto di grandi perturbazioni non ci sarebbe traccia per giorni. Ecco perché dobbiamo vedere di buon occhio le due giornate di maltempo in arrivo. Non viviamole con noia o con malinconia, perché la stagione autunnale è quella della pioggia e del cielo grigio per eccellenza. E quest’anno ancora non riesce a partire. Il maltempo in arrivo sarà solo un assaggio, perché pare proprio che, dal 10 Ottobre, possa tornare in auge il promontorio anticiclonico atlantico, con clima tipiedo e soprattutto assenza di piogge diffuse. E sappiamo che, quando il segnale diventa forte, è difficile scardinare questa figura meteo.

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

 

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