
I nostri lettori sanno bene che, nelle prossime ore, arriverà una fase di acceso maltempo che coinvolgerà una buona fetta di regioni italiane. In questo articolo non andiamo a trattare dove e quanto pioverà, ma allunghiamo lo sguardo al dopo. Questo perché il maltempo atteso tra il 7 e l’8 Ottobre potrebbe rappresentare soltanto una breve parentesi instabile prima di un nuovo e deciso ritorno dell’anticiclone. Lo hanno sancito i due principali modelli meteo che analizziamo quotidianamente, GFS ed ECMWF, anche se, giova ricordare, hanno visioni leggermente diverse dal 15 Ottobre in poi.

Le due visioni
Secondo il modello europeo ECMWF, l’alta pressione potrebbe tornare rapidamente protagonista e mantenere una posizione di assoluto controllo del tempo sul nostro Paese: in altre parole, tutto tornerebbe come prima. GFS, invece, ipotizza uno scenario leggermente più dinamico, con una possibile erosione dell’anticiclone da ovest intorno alla metà del mese, anche se si tratterebbe di perturbazioni molto più blande e di matrice orientale, quindi con aria più secca e precipitazioni ben meno diffuse rispetto a quelle che dovrebbero interessarci nei prossimi giorni. Ciò non toglie che entrambi i modelli, dopo questo passaggio instabile, vedano la porta atlantica chiudersi per l’ennesima volta. È quindi un autunno decisamente fiacco, con pattern meteo più simili alla tarda estate e valori pressoché sempre sopra la media.


Un ulteriore approfondimento
Se da un lato non esiste ancora una visione univoca sull’evoluzione del mese, dall’altro è inequivocabile che questa stagione autunnale non riesce proprio a partire. Dopo la breve fase perturbata delle prossime ore, che ricordiamo essere assolutamente fondamentale per il recupero idrico di alcune aree italiane, il quadro atmosferico tornerebbe piatto e monotono, con sole in deciso rinforzo e al più qualche velatura per almeno 4 o 5 giorni. Il motivo è sempre lo stesso: l’alta pressione continuerà ad avere una marcia in più rispetto alle perturbazioni atlantiche e ai vortici freddi, veri e propri latitanti in questo periodo. E stiamo parlando di una stagione in cui dovrebbero essere gli anticicloni a chiedere il permesso alle piogge, non il contrario.
Tramontata l’idea di un mese piovoso?
Non del tutto, ma attenzione: le ultime uscite non sono delle migliori. Come vi mostriamo qui sotto, un Ottobre molto piovoso non è più lo scenario prevalente, anzi è diventato decisamente meno affidabile. L’impressione è che l’atmosfera continui a mostrare una certa difficoltà nel cambiare il pattern ormai instaurato da metà Maggio. C’è stato un periodo in cui i modelli avanzavano l’ipotesi di gocce fredde e di maltempo diffuso tra il 15 e il 20 del mese ma, come spesso accade in questi casi, tali configurazioni vengono sempre spostate più in là nel tempo.
Va da sé che, guardando al periodo compreso tra il 12 e il 19 Ottobre, ECMWF propone un anticiclone nuovamente protagonista: magari un po’ defilato, potrebbe permettere qualche passaggio nuvoloso e alcune piogge nelle aree orientali, ma di vere perturbazioni organizzate non c’è veramente traccia.
GFS presenta una lettura leggermente diversa: l’alta pressione rimarrebbe presente, ma mostrerebbe qualche segnale di vulnerabilità, consentendo ad alcuni impulsi instabili provenienti da ovest di attraversare il Centro Europa, magari con la coda del fronte a interessare pure il nord Italia.

Un autunno che fatica più del solito
Concludiamo dicendo che quest’anno la stagione autunnale fatica tantissimo a partire, molto più che in altri anni. È vero che ultimamente l’autunno è diventato un po’ meno perturbato: se escludiamo l’eccezionale 2024, è difficile trovare tre mesi di pioggia diffusa nelle ultime annate. Ma quest’anno si sta andando davvero oltre, con condizioni meteo praticamente estive interrotte brevemente da qualche pioggia e da un po’ di fresco: non chiamiamolo autunno, per favore!
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
