Il fondo di onde gravitazionali attraversa costantemente la nostra galassia, la Via Lattea, e il suo studio offre una finestra sugli eventi cosmici che si sono verificati nel corso di miliardi di anni, permettendo di comprendere l’evoluzione delle galassie e dell’universo stesso. Per rilevare queste onde, gli scienziati sfruttano gli oggetti cosmici fenomenali come i pulsar, stelle di neutroni che emettono radiazioni elettromagnetiche estremamente regolari. Variazioni nella pulsazione di questi pulsar indicano il passaggio di un’onda gravitazionale.
Il MeerKAT Pulsar Timing Array rappresenta l’ultimo sforzo internazionale per mappare il fondo di onde gravitazionali e ha prodotto risultati più precisi rispetto ad altri studi precedenti in soltanto un terzo del tempo. Questi risultati hanno rivelato un possibile sbilanciamento direzionale legato ai buchi neri supermassicci, suggerendo un universo molto più dinamico e attivo di quanto previsto.
La ricerca ha portato alla scoperta di un punto caldo, che potrebbe indicare una fonte distinta di onde gravitazionali, come una coppia di buchi neri con una massa miliardi di volte superiore a quella del nostro Sole. Questo punto caldo potrebbe indicare una fonte preferenziale che influisce sulla nostra galassia, contrariamente all’idea precedente di un fondo uniforme di onde gravitazionali.