Le comete sono costituite principalmente da ghiaccio, con una porzione minore di roccia e polvere. Quando si avvicinano al Sole, il ghiaccio si sublima, generando la caratteristica coda e modificando l’orbita grazie alla spinta del gas e della polvere espulsi, secondo la terza legge di Newton. Gli asteroidi, composti essenzialmente da roccia, non presentano questi fenomeni a meno che non si avvicinino notevolmente al Sole, ad eccezione di alcune accelerazioni causate dall’effetto Yarkovsky.
La scoperta di oggetti con un’accelerazione non gravitazionale, ma privi di coda, ha portato alla definizione di comete oscure. Questi corpi sono generalmente di dimensioni ridotte (spesso inferiori ai 100 metri di diametro), hanno orbite quasi circolari all’interno della cintura principale degli asteroidi e ruotano rapidamente. Inizialmente, si ipotizzava che questa rapida rotazione fosse responsabile dell’accelerazione osservata.
Il Dr. Darryl Seligman dell’Università del Michigan ha ampliato il numero di comete oscure conosciute da sette a quattordici, esaminando le loro caratteristiche. Lo studio della riflettività e delle orbite ha permesso di identificare due tipi distinti di comete oscure all’interno del nostro Sistema Solare.
Un gruppo di comete oscure più grandi, con dimensioni superiori ai 100 metri, presenta distanze orbitali simili a quelle degli asteroidi della cintura principale, ma con orbite più estese e una durata inferiore ai 20 anni, simili a quelle delle comete della famiglia di Giove. Non è ancora chiaro se queste comete oscure esterne abbiano una storia paragonabile a quella delle comete gioviane, le cui orbite sono state modificate da incontri ravvicinati con Giove.
Questo gruppo include quattro oggetti con accelerazione non gravitazionale identificati dal team di Seligman, oltre al 2003 RM, la prima cometa oscura scoperta, caratterizzata da dimensioni e orbita considerate anomale all’epoca della scoperta.
I ricercatori ipotizzano che alcune comete oscure potrebbero aver mostrato una debole attività cometaria non rilevata a causa di osservazioni insufficienti. Tuttavia, ritengono improbabile che questa spiegazione possa eliminare l’intera categoria e suggeriscono ulteriori studi e osservazioni approfondite.
La scoperta di queste nuove categorie di oggetti è di particolare interesse per la scienza, in quanto potrebbe offrire informazioni preziose sulla storia del nostro Sistema Solare e sul trasporto di materiali fondamentali per la vita sulla Terra. Seligman evidenzia il potenziale delle comete oscure nel fornire acqua e altri elementi essenziali per lo sviluppo della vita.