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      Home » Grandine e temporali dal 6 Agosto. La Rottura dell’Estate
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      Grandine e temporali dal 6 Agosto. La Rottura dell’Estate

      Fra giovedì e lunedì una serie di infiltrazioni fresche in quota accende rovesci, grandinate e possibili supercelle sulle regioni settentrionali, mentre sul resto d'Italia l'afa resiste senza cedimenti.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 5 Agosto 2026 13:15
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      7 Min Read
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      Contents
        • Il quadro attuale: afa opprimente e primi cedimenti in alta quota
        • Le dinamiche: infiltrazioni fresche, contrasti termici e rischio supercelle
      • Le ondate di temporali fino a lunedì 10 agosto
        • Le aree più esposte e quelle che resteranno a secco
        • Le prospettive: il modello ECMWF rilancia un dopo Ferragosto più fresco

       

      Il quadro attuale: afa opprimente e primi cedimenti in alta quota

      Stanno per tornare i forti temporali su molte regioni e su molte città, ma conviene chiarire subito un punto: quella in arrivo non è una vera perturbazione organizzata, capace di portare piogge diffuse e soprattutto una rinfrescata autentica. Arriveranno piuttosto acquazzoni, grandinate, tuoni e sbalzi termici che accompagneranno il prosieguo della settimana, lasciando però intatta l’impalcatura calda che domina la Penisola.

      L’Anticiclone Africano, infatti, non indietreggia più di tanto. Le temperature restano altissime su tutto il centro-sud e sulle Isole maggiori, tanto da superare agevolmente i 36-37°C in numerosi centri abitati, in particolare quelli dell’entroterra, mentre l’umidità si fa fastidiosa e a tratti insopportabile lungo i litorali e nelle grandi aree urbane. Chi si trova a Firenze (previsioni) o a Roma (previsioni) continuerà a fare i conti con valori ben oltre la soglia del disagio, e non è un caso che in questi giorni il tema della temperatura percepita torni a essere decisivo per capire quanto realmente pesi la canicola.

       

      Le dinamiche: infiltrazioni fresche, contrasti termici e rischio supercelle

      Il caldo, in verità, è presente anche al nord, nonostante una generale attenuazione dell’alta pressione proprio sul settentrione fra il 6 e il 10 agosto. L’anticiclone perde colpi in alta quota e questo consente l’ingresso di infiltrazioni fresche dall’Atlantico, responsabili di un calo delle temperature nell’ordine dei 3-4°C: un ribasso modesto sulla carta, ma sufficiente a generare fortissima instabilità.

      L’aria più fresca, infatti, entra in contatto con quella estremamente più calda e umida presente sulla Val Padana, innescando moti turbolenti che sfociano in temporali insidiosi e in potenziali supercelle. È il meccanismo classico delle rotture estive: più energia si accumula nei bassi strati, più violenta risulta la reazione quando arriva l’innesco. Le prime celle si sviluppano nel corso di questo giovedì 6 agosto, soprattutto su Alpi, Prealpi e settore orientale della pianura, dove non mancheranno grandinate con chicchi di grosse dimensioni.

       

      Le ondate di temporali fino a lunedì 10 agosto

      Di temporali ne arriveranno molti altri nella notte fra giovedì e venerdì su buona parte della Val padana, sempre precisando che si tratta di fenomeni isolati, seppur potenzialmente estremi. Tante località potranno ricevere la visita di forti acquazzoni e di chicchi di grandine, mentre altrettante resteranno all’asciutto e, tutt’al più, vedranno una lieve flessione dei valori termici in un contesto comunque molto umido. Solo dove pioverà in maniera consistente la temperatura scenderà di diversi gradi, regalando un pizzico di refrigerio momentaneo: è esattamente il motivo per cui, spesso, l’avviso di temporale sembra saltare la tua città.

      Ancora maltempo a sfondo temporalesco sulle regioni settentrionali nella serata di venerdì e poi di nuovo nella notte fra venerdì e sabato. Ma non finisce qui, perché altri temporali sono attesi fra la sera di domenica e l’inizio della prossima settimana, ovvero lunedì 10 agosto. Si tratta dunque di varie ondate che attraverseranno il settentrione in sequenza, con una progressione che diversi aggiornamenti collocano proprio a ridosso del 7 agosto.

       

      Le aree più esposte e quelle che resteranno a secco

      Le regioni maggiormente coinvolte appaiono, al momento, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Significa che città come Torino (previsioni), Milano (previsioni), Trento (previsioni), Venezia (previsioni), Trieste (previsioni) e Bologna (previsioni) si troveranno nel corridoio più attivo, con il rischio concreto di nubifragi rapidi e localizzati, capaci di mettere in crisi la rete di smaltimento delle acque: un problema ormai ricorrente, come raccontano le cronache sulle piogge estreme che allagano i centri urbani.

      Qualche temporale di passaggio interesserà anche la Valle d’Aosta, con Aosta (previsioni) ai margini dell’instabilità, la Liguria di Genova (previsioni) e l’Appennino settentrionale. Sul resto d’Italia, invece, continuerà a dominare il caldo, con precipitazioni davvero troppo risicate e relegate quasi esclusivamente alle zone montuose. Chi ha in programma escursioni farebbe bene a ricordare che in montagna il bel tempo del mattino non garantisce nulla, come spiegato a proposito dei temporali alpini d’agosto.

       

      Le prospettive: il modello ECMWF rilancia un dopo Ferragosto più fresco

      Dopo un paio di giorni di tentennamento, durante i quali si apprezzava comunque un cambiamento di configurazione a scala europea, il modello ECMWF rilancia la possibilità di un dopo Ferragosto decisamente più fresco e piovoso in Italia. Considerando l’orizzonte temporale ancora lontano, resta necessario un approccio cauto: le indicazioni si basano su uno dei modelli più affidabili in circolazione, ma potrebbero subire variazioni anche importanti, e serviranno ulteriori analisi per confermarle o smentirle.

      Sarebbe davvero un bel colpo per la nostra Penisola. Lo scenario prospettato parla di piogge superiori alla media praticamente ovunque, con inevitabili ripercussioni sul quadro termico, atteso in deciso ribasso. Guardando ancora più avanti, le anomalie di precipitazione stimate per l’Europa nell’intervallo compreso fra il 24 e il 30 agosto confermano la stessa impostazione.

      La chiave sta nel capire se si tratterà di una meteora, seguita dalla solita rimonta anticiclonica, oppure di un cambiamento di pattern vero e proprio, capace di portare agosto a chiudersi in modo molto diverso da come era iniziato. La probabilità di riuscita di questa configurazione si attesta oggi fra il 45 e il 50%: ancora piuttosto bassa, ma in aumento. Un’evoluzione che si intreccia con i primi segnali di cambiamento già individuati per il 9 agosto e che va letta anche alla luce di quanto sta accadendo al Mediterraneo, un bacino che accumula calore con una rapidità impressionante e che alimenta l’energia disponibile per i fenomeni più violenti.

       

      Credit

      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • Copernicus Climate Change Service – Seasonal forecasts
      • NOAA – Global Forecast System (GFS)
      • European Severe Storms Laboratory
      • NOAA National Severe Storms Laboratory – Hail Basics
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