
Cari lettori, in molti dei nostri articoli avrete notato che cerchiamo spesso di capire se le precipitazioni, a livello italiano, possano essere diffuse e durature nei prossimi periodi. Questo perché abbiamo un quadro sostanzialmente di crisi idrica di lungo periodo, non a livelli da record, ma comunque presente. E purtroppo il pattern meteo europeo non riesce a venirci incontro. Abbiamo la costante presenza di un anticiclone anomalo, che ostacola il normale ingresso delle perturbazioni atlantiche e lascia spazio soltanto a passaggi instabili piuttosto limitati. In questo contesto, l’Italia è stata interessata solo da qualche infiltrazione umida, che porta rovesci e temporali molto localizzati e irregolari, grazie soprattutto al contributo del forte calore marino e non certo a perturbazioni organizzate.
Un’azione interessante nel weekend
Nel prossimo fine settimana, in maniera molto curiosa, ci sarà la contemporanea azione di due vortici freddi in quota, che potrebbe determinare una nuova accentuazione dell’instabilità. Il primo sistema depressionario è previsto in discesa tra Francia e Spagna (con piogge diffuse al nord-ovest e sulla Sardegna), mentre il secondo dovrebbe muoversi tra Albania e Grecia (portando qualche temporale sul sud-est).
Stiamo parlando di due gocce fredde e quindi non di precipitazioni durature e diffuse nel tempo, ma di rovesci sparsi e magari di qualche pomeriggio di piogge intense, comunque non risolutive, almeno non del tutto, per lo status idrico di lungo periodo. Servirebbero delle saccature più durature e una maggiore continuità di flussi atlantici, ma il perenne anticiclone occidentale non permette l’arrivo di simili correnti.

Dal 20 al 26 ottobre, un vortice freddo da nord-est
Le proiezioni del modello europeo ECMWF per il periodo compreso tra martedì 20 e lunedì 26 delineano uno scenario ancora dominato dall’anticiclone su gran parte dell’Europa. L’alta pressione potrebbe però spostare il suo asse molto più a nord, favorendo l’arrivo di masse d’aria fredda sul Mediterraneo.
Sull’Italia potrebbe così fare il suo ingresso un vortice freddo in arrivo da nord-est, con effetti soprattutto sulle regioni centrali e meridionali. Ricordiamo che si tratta di una massa d’aria molto secca, che riesce a portare piogge solo grazie al fatto che sorvola un Mar Mediterraneo molto caldo. Le zone lontane dal mare, come ad esempio tutta la Valle Padana occidentale, rimarrebbero completamente in ombra pluviometrica: non cadrebbe neanche una goccia o, al più, potrebbe scendere giusto qualche piovasco.
Le precipitazioni potrebbero interessare a più riprese il medio Adriatico, il basso Lazio, la Sardegna orientale e diverse zone del Sud. Non si esclude, inoltre, qualche episodio nevoso sulle cime più elevate dell’Appennino, ma ovviamente stiamo parlando di tendenze meteo a lungo termine, che andranno confermate nei prossimi aggiornamenti.

Fine ottobre, di nuovo anticiclone?
Secondo il modello GFS, l’anticiclone sarebbe destinato a rafforzarsi sul Mediterraneo, favorendo una generale stabilizzazione delle condizioni atmosferiche anche sull’Italia. Si tratta ancora di una tendenza, ma è piuttosto preoccupante perché, così facendo, il flusso perturbato atlantico potrebbe rimanere confinato alle latitudini più settentrionali, limitandosi a lambire l’arco alpino.
Resta, ancora una volta, aperta la questione delle piogge. Le precipitazioni previste, almeno secondo gli scenari attuali, non sembrano sufficienti a garantire un recupero significativo del deficit idrico ancora presente in molte aree. Di conseguenza, l’autunno potrebbe proseguire senza lunghe fasi di pioggia, ma solo con dei break piovosi di qualche ora o, al più, di un paio di giorni, che però non riuscirebbero ad assicurare un recupero completo delle precipitazioni nel lungo periodo. Staremo a vedere e, come sempre, vi invitiamo a seguire i nostri aggiornamenti meteo.

Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
