Moltissimi film di Hollywood hanno ambientato film a Los Angeles colpita da un disastroso terremoto: il Big One che potrebbe avere una Magnitudo di almeno 8 gradi della scala Richter.
Ebbene, anche in Italia sono presenti pericolose faglie, una di queste è la faglia Ibleo-Maltese che attraversa gli Iblei in provincia di Ragusa e si porta nel catanese.
La faglia Ibleo-Maltese ha un potenziale di terremoto con Magnitudo 8 (dedotto da documento di INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), ovvero devastante, disruttivo, dove quasi tutte le opere umane sarebbero abbattute.
Un simile terremoto causerebbe anche uno tsunami.
LA STORIA
Tra il 9 e 11 Gennaio del 1693 in zona si ebbero due potentissime scosse di terremoto che furono talmente intense da devastare l’intera Sicilia sud-orientale. Furono rasi al suolo molti centri abitati e i danni si estero sino a Palermo, a Catania, alla Calabria meridionale e persino a Malta.
La scossa maggiore fu avvertita sino in Tunisia.
Fonti storiche testimoniano che entrambe le scosse sismiche furono accompagnate da tsunami che investirono la costa della Sicilia orientale.
Uno dei più recenti sismi della zona è stato quello del 13 Dicembre del 1990 (magnitudo 5.6) che provocò 17 morti ed oltre 15.000 senza tetto.
CITAZIONI SCIENTIFICHE:
INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia scriveva: “una nuova microplacca: la sicula-iblea tra Europa e Africa”.
Bell’articolo del Corriere della Sera, con numerose citazioni scientifiche e riferimenti storici.
Perché parliamo di terremoti? I siti meteo si occupano di scienza della Terra, e intendiamo tornare a parlare di terremoti in un momento in cui le scosse nel Centro Italia sono meno violente, e ci auguriamo che l’evento si plachi.
Ma dobbiamo sottolineare sempre che in Italia, vasti territori sono a rischio terremoti, e probabilmente ci si dimentica di ciò perché questo è causa di ansia. Ma serve la prevenzione.
Come disse un sacerdote ad un’omelia in memoria dei morti del terremoto in Italia centrale, chi uccide sono le opere dell’uomo, e non i terremoti.
Va senz’altro detto che le dimore sono necessarie per vivere, così come le fabbriche, le stalle, e ogni opera per produrre. Ma serve la prevenzione, questo deve diventare un chiodo fisso per tutti noi.