Seguici su Google

Caldo africano, ma dopo Ferragosto una la crepa nell’Alta Pressione

Il quadro di partenza: una morsa che non allenta

Si riparte da dove eravamo rimasti, cioè da un’Italia interamente avvolta dall’alta pressione nordafricana. L’analisi incrociata dei due principali modelli matematici, GFS ed ECMWF, indica che per almeno sette giorni la canicola non solo non mollerà la presa, ma tenderà semmai a rafforzarsi. Il caldo resta intenso da nord a sud, e a rendere davvero difficile la convivenza non sono soltanto i valori massimi, già di per sé fastidiosi: pesa soprattutto un tasso di umidità opprimente, che appiattisce le giornate una sull’altra.

Questa viene definita la quarta ondata di calore subtropicale della stagione, ma secondo voi, da maggio si è mai interrotta? Questa quarta onda di calore è iniziata addirittura nell’ultima settimana di luglio, e si sta rivelando la più tenace: sta durando ben oltre quanto avevano ipotizzato i modelli matematici. Però, torno a sottolinearlo, da maggio in poi non si è mai verificato uno sprofondamento di aria oceanica verso sud capace di spezzare la calura, e questo dettaglio spiega meglio di qualsiasi statistica il senso di estate infinita che accompagna il 2026.

 

Già martedì 11 agosto è attesa una prima sfuriata temporalesca, con fenomeni convettivi pomeridiani in accensione lungo i rilievi. Sono temporali di calore, figli dell’energia accumulata nei bassi strati, non di un cambio di circolazione: si sviluppano soprattutto tra il centro-nord della Spagna, la Francia centro-orientale, il sud della Germania e i settori alpini italiani, mentre sul resto del Centro-Sud restano confinati all’Appennino e appaiono più localizzati. Chi si trova in viaggio farebbe bene a conoscere i segnali che anticipano il temporale e le precauzioni contro la grandine improvvisa. Ma di notte, tali temporali, si infileranno in Val Padana, e qui a mio avviso il rischio maggiore sarà costituito dalle grandinate e le raffiche di vento.

 

Nel frattempo, occhi puntati all’umidità e non solo al termometro

Per capire quanto una massa d’aria sia realmente insopportabile si guarda al punto di rugiada. Fino a 20°C l’aria è afosa ma ancora sopportabile; tra 21°C e 24°C diventa molto pesante; oltre i 25°C il rischio concreto è il colpo di calore, perché il vapore acqueo presente è talmente abbondante da impedire al corpo di disperdere calore attraverso la sudorazione. La conseguenza è che la temperatura percepita risulta ben più alta di quella registrata dai termometri.

È esattamente ciò che sta accadendo sull’Italia, con un Mediterraneo caldissimo che funziona da serbatoio di umidità e alimenta senza sosta il disagio. Non a caso l’umidità di queste settimane viene descritta come equatoriale, quasi amazzonica, un aggettivo che rende bene l’idea di quanto la situazione sia anomala per le nostre latitudini.

 

Dal 12 al 15 Agosto: il picco della calura

Il momento più critico dovrebbe arrivare proprio tra mercoledì 12 e sabato 15 agosto, quando l’anticiclone africano raggiungerà la massima intensità. La struttura si allungherà in modo abnorme verso nord, sconfinando fino alla Finlandia e verso il Golfo di Botnia: una configurazione barica davvero paradossale, con l’apice previsto proprio nel giorno di Ferragosto.

A pagare il conto più salato saranno il Centro-Sud e le due isole maggiori, Sicilia e Sardegna, con valori termici eccezionali per la metà dell’ultimo mese pienamente estivo: si parla di punte fino a 42°C, come già segnalato nell’analisi sul nuovo picco della calura africana. Fa caldo ovunque, comunque: chi cerca il dato locale può consultare le previsioni per Roma, Napoli, Palermo e Cagliari. Però, uno sguardo lo darei anche al Nord Italia, dove prima dell’avvento dei temporali, specie notturni in Val Padana, ma sparsi, di giorno farà caldissimo, con valori molto vicini ai 40°C.

Curiosamente, in questa fase l’anomalia più marcata rispetto alla norma non riguarderà l’Italia ma il nord della Spagna, l’intera Francia, la Germania, i Paesi Bassi e le aree meridionali del Regno Unito.

 

La svolta del 17 Agosto secondo il modello europeo. Però, non aspettatevi l’Autunno

Qui la faccenda si fa interessante, perché il modello matematico europeo ECMWF continua a proporre, emissione dopo emissione, un attacco piuttosto strutturato all’alta pressione da parte di correnti instabili nordoceaniche. L’affondo prenderebbe piede da lunedì 17 agosto verso le regioni settentrionali, per poi propagarsi a tutto il Mediterraneo centrale nei tre-quattro giorni successivi. Un affondo molto anomalo, perché vedrebbe il transito di una massa d’aria instabile, forse una perturbazione, su una laguna termica tropicale. Si, perché la calura mediamente sarà elevata, sopra la media.

Lo scenario prevede una stretta saccatura nordatlantica in discesa lungo i meridiani centrali europei, con annesso un vortice instabile in quota che raggiungerebbe il bacino centrale proprio sull’Italia tra il 17-18 e il 20-21 agosto. Si tratta di una tendenza a circa una settimana di distanza, dunque con affidabilità medio-bassa, ma il quadro ensemble dello stesso modello considera l’evoluzione piuttosto verosimile: eventuali conferme nei prossimi due o tre giorni farebbero salire in modo considerevole la probabilità che si realizzi.

Nel dettaglio, lunedì 17 vedrebbe il Nord alle prese con fenomeni diffusi, più intensi sulla Lombardia, sul Levante della Liguria e sul nord-ovest della Toscana, localmente sui settori alpini centro-orientali. Rovesci e temporali interesserebbero buona parte dei territori anche di pianura, forse un po’ meno le aree centro-orientali dell’Emilia-Romagna. Piogge diffuse anche sul centro-nord della Toscana e sull’Appennino centrale; nubi in aumento ma fenomeni più scarsi altrove, con qualche temporale lungo la dorsale centro-meridionale e su Umbria e Lazio.

Martedì 18 agosto, il nucleo instabile agirebbe in pieno sull’Italia, portando maltempo ancora più esteso e insistente sulle regioni settentrionali, in particolare quelle centro-orientali, sulla Liguria di Ponente e sull’alta Toscana, con rovesci e temporali diffusi e forti. I fenomeni si estenderebbero a tutto il Centro e, nelle ore pomeridiane, anche a Campania, Lucania e Puglia centro-settentrionale. Nubi in aumento pure sulle Isole Maggiori e sul resto del Sud, ma con precipitazioni più occasionali e concentrate in prossimità dei rilievi.

Attenzione, perché tra lunedì e martedì potrebbero verificarsi fenomeni violenti: da un lato l’enorme energia termica presente nei bassi strati, eredità del caldo pregresso, dall’altro una struttura depressionaria particolarmente marcata, dalla connotazione quasi autunnale. È il meccanismo che genera i crolli termici improvvisi, con raffiche capaci di fare danni seri. Il rischio è anche quello di osservare violente grandinate, e grandine con chicchi enormi, oltre le raffiche di vento oltre i 100 km orari del temporale.

 

Il 19 e il 20 agosto l’instabilità atmosferica scivolerà verso sud-est

Nei giorni successivi l’area depressionaria evolverebbe gradualmente verso est-sud-est. A essere maggiormente coinvolte sarebbero via via le regioni centro-meridionali e quelle adriatiche, localmente ancora le aree alpine; verso il 20 i fenomeni tenderebbero ad attenuarsi su diversi settori, restando però insistenti sul medio Adriatico e sull’arco alpino.

Complessivamente si tratterebbe di tre o quattro giorni decisamente instabili, con un buon apporto pluviometrico sulla gran parte delle regioni. Guardando alle anomalie, che sono cosa diversa dall’intensità dei singoli episodi, piogge sopra le medie del periodo sarebbero attese su tutte le aree tirreniche centrali, dalla Liguria alla Toscana fino al Lazio e alla Campania occidentale, sulle Marche, localmente sull’Emilia-Romagna, tra Lombardia e Trentino e poi sulle pianure e coste nordorientali. Altrove piogge nella norma.

In un contesto simile, l’aspetto termico subirebbe un apprezzabile ridimensionamento: soprattutto dal 18 agosto in poi i valori calerebbero un po’ su tutte le regioni.

 

L’escalation temporalesca e il rischio di fenomeni estremi

C’è però un dettaglio che merita più attenzione della semplice rinfrescata. Intorno al 17 agosto si profilerebbe una vera escalation temporalesca sul Nord Italia, di quelle toste, non viste in tutta la stagione. L’esplosione di rovesci raggiungerebbe poi le regioni centrali, probabilmente la Sardegna e la Campania, e infine, intorno al 20 agosto, persino la Sicilia.

Il punto è che questo peggioramento non equivale automaticamente a un abbattimento della temperatura tropicale. Ciò che si intravede è l’ingresso di aria oceanica dentro un contesto di caldo tropicale, e questo significa fenomeni potenzialmente violenti: precipitazioni torrenziali, temporali aggressivi, grandinate, colpi di vento.

Una sorta di burrasca post Ferragosto che, di per sé, stavolta on interrompe la grande calura, anche se ci sarà un ridimensionamento. Un calo dei valori termici ci sarà, certo, ma legato soprattutto alla copertura nuvolosa e alla pioggia, perché l’assenza del sole abbassa inevitabilmente le temperature.

Con aria instabile in ingresso su masse d’aria tropicali e su mari con temperature superiori ai 30°C si possono innescare temporali marittimi di violenza insolita per il Mediterraneo. Il precedente che viene in mente è il Derecho che colpì la Corsica, con punti di rugiada altissimi, di livello tropicale. Va usato il condizionale, ovviamente: non esiste alcuna certezza che i fenomeni saranno violentissimi, né che l’instabilità si presenti davvero. Questa è una linea di tendenza, seppure con affidabilità nettamente superiore rispetto alle previsioni stagionali.

 

Il modello americano vede un’altra evoluzione

Il centro meteo statunitense racconta una storia diversa, e la divergenza è tutt’altro che secondaria. Puntando al periodo critico dal 17 in avanti, il GFS individua sì un incremento dell’instabilità atmosferica sull’Italia, ma non vede transitare una vera perturbazione sulla Penisola: prevede piuttosto temporali isolati, ancorché molto violenti, immersi in una bolla d’aria calda che continua a insistere sul nostro Paese.

Verso la fine del mese quella bolla sembra spingersi un po’ più a sud in Europa, salvo poi mostrare risalite caldissime sull’Europa orientale, addirittura verso la Russia e la Finlandia, e un’ulteriore rimonta anticiclonica fin verso le Isole Britanniche. La lettura complessiva è quella di una prevalenza di condizioni tropicali sul continente, con le correnti oceaniche che tentano di farsi strada riuscendoci solo maldestramente. Anche il modello americano vede riduzioni della temperatura, ma sono abbassamenti che avvengono dentro un caldo comunque imponente, destinato a proseguire almeno fino al 25 agosto. La contrapposizione fra i due centri di calcolo è, in questo momento, il vero nodo della previsione.

 

Dal 23 agosto in poi: nuova pulsazione o cambio di circolazione?

Il modello europeo, dopo la parentesi instabile, individua un calo termico privo di anomalie negative e ipotizza che già dal 23-24 agosto possa affermarsi una nuova egemonia dell’Anticiclone Africano, dunque di un caldo nuovamente importante. Un elemento va però registrato: l’alta pressione inizia a mostrare cedimenti sulla Francia, e non è poco, perché significa che il Nord Italia potrebbe essere più vicino alla via d’uscita rispetto al resto della Penisola.

Alcuni centri di calcolo internazionali, da giorni, insistono su un’ipotesi diversa e più radicale per l’ultima settimana di agosto: un cambio di circolazione a scala continentale, con l’anticiclone africano in indebolimento e aria più fresca in filtrazione dai quadranti orientali. Sono ipotesi a lunga gittata, tutte da confermare strada facendo, però la convergenza di più modelli merita di essere seguita.

 

Cosa serve davvero per chiudere questa estate

Il punto, alla fine, è uno solo: non basta una perturbazione, serve un ricambio d’aria. Serve un’attenuazione vera delle masse tropicali sull’Italia e un ingresso convinto di aria oceanica, l’unica in grado di mitigare sensibilmente la calura sul nostro Paese. Senza quel passaggio si rischia di arrivare alla fine delle vacanze con il gran caldo ancora addosso: si tornerà a lavorare con temperature magari meno estreme di questi giorni, ma con un’afa persino maggiore, perché l’umidità resterà altissima e il Mediterraneo continuerà ad alimentarla.

In sintesi, farà caldo anche quando arriveranno i temporali. Una sorta di svolta esisterebbe, è scritta nelle carte dei modelli matematici per il 17-20 agosto, ma va confermata: i prossimi aggiornamenti diranno se quella crepa nell’estate è destinata ad allargarsi o a richiudersi in fretta, magari sotto la spinta di una circolazione globale che sta già cambiando con il ritorno di El Niño. ma lo ricordo, El Niño non ha nessuna influenza diretta sul nostro tempo atmosferico.

 

Credit

Seguici su Google