Comincia quasi sempre allo stesso modo a cambiare il tempo, d’improvviso. Se è giorno, si osserva una luce strana, in fondo, sotto la nube un verde plumbeo che nessun filtro fotografico riesce a rendere come lo si vede nella realtà. Qualche attimo dopo, ecco che se siete in auto, udite il primo colpo secco sul tetto dell’abitacolo. In pochi istanti il rumore diventa un rullo di tamburi che copre la radio che era accesa, le voci, tutto. Chi ha vissuto una grandinata intensa mentre guidava sa esattamente di cosa parliamo. Sembra un cataclisma. Fa paura, ma ci possiamo proteggere e soprattutto difendere. Niente allarmismo, innanzitutto, sangue freddo.
Precisiamo subito una cosa, perché è doveroso: quelle che seguono sono nostre osservazioni e suggerimenti, non sono indicazioni ufficiali di Protezione Civile o Enti Preposti, sono il frutto di esperienza e penso, un briciolo di buon senso.
Durante la grandinata si resta dentro l’auto
Il primo consiglio è anche il più difficile da seguire: non andate nel terrore. Una grandinata, se siete all’interno del veicolo, non vi uccide. Al massimo lascia il segno sulla carrozzeria – ammaccature a decine, a volte un vetro compromesso – ma la lamiera si ripara, e le assicurazioni esistono apposta.
Che fare, allora, mentre il diluvio di ghiaccio martella? Rallentate e fermatevi, accendete le quattro frecce, cercate una posizione che non generi incidenti stradali, non scendente dall’auto per posizionare cartelli. In autostrada questo significa evitare manovre brusche e ricordare che dietro di voi, quasi certamente, altri automobilisti stanno facendo la stessa identica cosa per lo stesso motivo. Non siete soli in quella bolla di fracasso.
E soprattutto, lo ripeto, non scendete mai dall’auto. Uscire dall’autoveicolo durante una grandinata violenta è un errore realmente pericoloso di tutta la faccenda, sia perché potreste essere colpiti dai chicchi di ghiaccio, ma anche investiti da altre auto.
Se il parabrezza cede
Capita, raramente, ma capita. I chicchi più grossi possono incrinare o sfondare un vetro, e il parabrezza è il punto debole. Se viaggiate sui sedili posteriori e sentite il cristallo cedere, arrangiatevi con quello che avete a portata di mano: una giacca, un plaid, la borsa, qualsiasi indumento presente in auto. Coprite il viso, chiudete gli occhi. Sembra banale detto così, ma sono i due gesti che fanno la differenza tra uno spavento e una ferita.
Chi viaggia su due ruote
Discorso diverso, e molto più delicato. In moto non c’è la scocca sopra di voi a protezione come nell’auto. La grandine cade a velocità elevatissima, ci sommate la velocità del mezzo, e il risultato sul corpo è una scarica di colpi tutt’altro che innocua. Qui la parola d’ordine è anticipare: se il bollettino parla di temporali con grandine e siete in sella, cercate un rifugio prima, non durante. Un sottopasso, una stazione di servizio, un capannone. Questo prima della grandinata e del temporale estivo che può essere grandinigeno. Non è allarmismo, ma buon senso.
A casa, l’auto se è per strada, la lasciate dove sta
Questa merita una riga tutta sua, perché l’istinto gioca contro. Grandina forte, l’auto è parcheggiata in strada, e la tentazione di correre a metterla al riparo diventa quasi irresistibile. Non fatelo. L’auto si ripara, la testa no. Nel mondo esistono casi documentati di persone ferite gravemente da chicchi di grosse dimensioni, e purtroppo anche di vittime. Un pronto soccorso vale più di una carrozzeria intatta? La risposta è ovvia.
Gli oggetti nel giardino, le sedie, i vasi, la tenda del gazebo: quelli si mettono al sicuro prima, quando il cielo si sta caricando e il temporale dà il suo preavviso. È lì che si interviene. Dopo è troppo tardi e diventa solo rischio inutile.
Campi, tetti, pannelli solari
In agricoltura la faccenda è amara. Senza reti antigrandine non c’è granché da fare, e anche con le reti abbiamo riscontrato casi in cui i chicchi più grossi le hanno letteralmente forate. Restano comunque una precauzione di ottima qualità, tra le poche che offrano una difesa concreta.
Sul fronte edilizio il quadro non cambia: tapparelle sfondate, intonaco crivellato, facciate dei palazzi rovinate, coperture danneggiate, impianti fotovoltaici compromessi. Contro un chicco da diversi centimetri non esiste rimedio dell’ultimo minuto. L’unica tutela reale è una polizza assicurativa stipulata per tempo. Non vendiamo assicurazioni, sia chiaro, e nemmeno ci interessa – però leggete bene le clausole, si quelle in piccolo, magari datele in pasto ad una IA per riassumere le decine di pagine – perché parecchi contratti risarciscono solo a determinate condizioni e molte chiedono la prova che è grandinato.
Il radar prima dei social
La prevenzione, alla fine, si gioca quasi tutta sullo smartphone. Quando le previsioni segnalano rischio di temporali e grandine, quel telefono deve smettere di essere un contenitore di social e diventa uno strumento utile: aprite un’app con radar meteorologico di qualità – ce ne sono diverse valide – e guardate dove sta andando la cella. Siete sulla sua traiettoria? Vi sfiora? Si sta già attenuando?
Perché un temporale può indebolirsi, deviare, esaurirsi in venti minuti. Non è affatto detto che la grandinata vi colpisca. Parliamo di probabilità, sempre. E non tutti i temporali causano grandine, e lo ricordo, grandina nello stesso temporale a macchia di leopardo.
Nessuno può garantirvi nulla
Qui tocchiamo un nervo scoperto. Capita di leggere titoli tipo “a Milano arriverà un forte temporale“, con quella sicurezza da bollettino di guerra. Follia pura. Solo le autorità preposte possono diramare allerte ufficiali – le trovate sul portale della Protezione Civile – e nemmeno loro dispongono della certezza assoluta, perché la convezione atmosferica che innesca i temporali non è prevedibile nel luogo dove si formerà la nube. Si può parlare solo di probabilità, perché l’atmosfera evidentemente ha delle caratteristiche ideali, ma questo non significa che scoppi il temporale.
Negli Stati Uniti d’America esistono studi avanzatissimi sulla previsione della grandine, modelli matematici sviluppati esclusivamente per questo scopo. Eppure anche là, con tutta quella potenza di calcolo, il risultato finale resta una percentuale. Una probabilità. Mai una certezza. Si parla di previsioni, e la parola dice tutto.
Insomma, muovetevi in anticipo, ma senza farvi divorare dall’ansia. Il ghiaccio scende, fa un fracasso infernale, e dopo dieci minuti torna il sole. So bene, che la grandine, specie dove è di casa, è un disastro, specie se cade molto grossa e danneggia i tetti delle abitazioni.
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