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      Home » Il salvataggio dal caldo infernale è in questa foto
      Meteo NewsZoom

      Il salvataggio dal caldo infernale è in questa foto

      Caldo fino a 42°C in Italia, siccità in mezza Europa. L'erba ingiallita di Hyde Park, i 41°C della Pianura Padana, il refrigerio che fa sorridere e un'unica speranza appesa ai cicloni oceanici: ecco che cosa ci aspetta dopo Ferragosto.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 10 Agosto 2026 19:18
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      14 Min Read
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      Contents
      • Siccità in mezza Europa e caldo estremo sull’Italia
        • Dove si trova la nostra salvezza
        • Il refrigerio che fa sorridere
        • Dopo Ferragosto una perturbazione estiva
        • Il Mar Mediterraneo che inizia a preoccupare
        • La tempesta elettrica delle Azzorre
        • Refrigerio, quando ci sarà

       

      Siccità in mezza Europa e caldo estremo sull’Italia

      La nostra salvezza dal caldo estremo e da una situazione di siccità che interessa molte aree dell’Europa: pensate che non è affatto un fatto soltanto italiano. A Londra Hyde Park mostra l’erba totalmente ingiallita, segno di una siccità notevole. La siccità affligge la Francia, l’Olanda, il Belgio, la Germania ed è inutile dire che investe anche l’Italia, perché questo ormai lo sappiamo, è stato ampiamente detto e ne parlano le cronache, come avevamo già raccontato affrontando il rischio siccità al Nord Italia.

       

      La nostra salvezza, dunque, dove si trova? Innanzitutto in questo fotogramma satellitare, volendo la si intravede. Non si intravede invece nel Meteosat, se non con un po’ di immaginazione, ciò che è il grande disturbo, cioè tutto quello che sta causando il deficit estremo di piovosità, tanto profondo da procurare una situazione siccitosa e per giunta anche di gran caldo. In questi giorni, ad esempio, non solo in Italia sono previste temperature molto elevate. Pensate che modelli matematici estremamente sofisticati prospettano picchi di 41°C in Pianura Padana e 42°C nelle zone interne dell’Italia centrale, come pure in Sardegna, dove tra le altre cose i 40°C sono stati già superati nella giornata di oggi, 10 agosto.

       

      E allora, con tutto questo caldo, dove sta la nostra salvezza? Ah, dimenticavo: caldo in arrivo anche in Francia, dove sono di nuovo previsti 40°C nel settore occidentale. A Parigi la colonnina di mercurio potrebbe salire fino a 37 e 38°C, a Londra sono attesi 35°C, quasi 40°C su Madrid e 42-43°C nella Spagna meridionale. Si nota un’uniformità del caldo, se ci fate caso, perché volendo i 35°C di Londra valgono molto più dei quasi 40°C di Madrid: sono cioè molto più anomali, così come sono estremamente anomali quelli di Parigi, ben più anomali di quelli di Roma, dove la temperatura si porterà vicina o prossima ai 40°C.

      Così anche a Milano il termometro si porterà su quei valori, 38°C, forse anche 40°C su alcune stazioni meteorologiche, soprattutto quelle più assolate. Già nella giornata di oggi si sono raggiunti in Lombardia valori di 39°C, ma ormai non fa più notizia, se ci fate caso, un rilevamento di temperatura così elevato: una cosa che in passato sarebbe stata accolta in modo veramente molto diverso. Pensate che negli anni Settanta si parlava di ondata di caldo quando le temperature toccavano nel Nord Italia i 30°C. È passata un’epoca, effettivamente: sono trascorsi cinquant’anni, cinquant’anni che hanno visto un riscaldamento sensibile delle stagioni estive. E ora, come promesso, la nostra salvezza. Chi volesse un riscontro sulla propria città può consultare le previsioni per Roma.

       

      Dove si trova la nostra salvezza

      La nostra salvezza si trova a ovest delle Isole Britanniche: osservate lì un grandissimo, vastissimo ammasso nuvoloso, che è un ciclone oceanico. A est delle Isole Britanniche, in Scandinavia, ce n’è un altro e infatti da quelle parti si registrano anche temperature sotto la norma. Ebbene, il flusso oceanico transita appena a nord delle Isole Britanniche, interessa però parte dell’Irlanda e la Scozia, poi la Scandinavia, per scendere verso sud-est nella Russia europea. Non a caso, in Russia europea si registrano temperature molto spesso sotto la media: l’altro giorno c’è stata un’ondata di caldo che ha interessato Mosca, se ne è parlato parecchio sui giornali moscoviti, ma c’erano appena 30°C. Pensate, tuttavia, che Mosca può avere picchi massimi ben più elevati.

      Torniamo in Italia: la nostra salvezza sostanzialmente non c’è, perché quel grande ammasso nuvoloso a ovest delle Isole Britanniche non giungerà da noi, non ci scalfirà nemmeno. Anzi, forse sarà uno dei tanti sistemi nuvolosi che faciliteranno il compito di questo cattivo Anticiclone Africano, il quale si espande su tutto il Mar Mediterraneo e ci procura ondate di calore. Pulsazioni dell’ondata di calore che danno oscillazioni della temperatura di 2, 3, 4°C rispetto al refrigerio. Un refrigerio che mi fa sorridere, dato che la temperatura rimane elevatissima, comunque superiore alla media, sopra i 30°C, ma che dico, sopra i 35°C.

       

      Il refrigerio che fa sorridere

      Queste sono le temperature del refrigerio che si registrano spesso sul Nord Italia o sul Centro Italia, mentre sul Sud Italia diciamo che soprattutto lungo le coste si scende sotto la soglia dei 35°C; nelle zone interne no, nelle zone interne la colonnina di mercurio va frequentemente sopra i 35°C. Posso anche dirvi che a farmi sorridere ancor di più è la calura della Sardegna, dove il refrigerio ha avuto picchi massimi di 38°C in alcune aree dell’entroterra: più o meno le stesse cose in Sicilia. Pensate che refrigerio. Mi fa veramente impressione questa situazione, non trovo aggettivi per definire quello che succede, come emerge anche dall’analisi sul caldo fino a 40°C con temporali e grandine.

       

      Dopo Ferragosto una perturbazione estiva

      Nel frattempo le previsioni dei più sofisticati modelli matematici dicono che verso il 17, il 18, forse verso il 19, avremo il transito di una saccatura in quota, o meglio di una situazione di marcata instabilità atmosferica, o ancor meglio di una perturbazione estiva. Un fronte, un fronte di instabilità atmosferica potremmo definirlo: qualcosa di più organizzato di quegli ammassi nuvolosi che si formano soprattutto nelle ore diurne, un fronte che potrebbe resistere anche al raffreddamento notturno. Ora mi viene da sorridere, perché di fresco notturno non ce n’è proprio: anzi, le temperature rimangono sopra i 20°C e ci troviamo in piena situazione tropicale anche per quanto riguarda le minime. Di notte sappiamo bene che i valori calano e quindi si riducono pure quelli che si chiamano moti convettivi, cioè le masse d’aria che dal basso verso l’alto vanno poi a creare le nubi. Tuttavia il gran calore e la situazione di instabilità atmosferica favoriranno i temporali.

       

      Al transito di questa situazione di instabilità post ferragostana non ci sarà un guasto tale da rovinare le vacanze. Certo, un temporale che dura un’ora, due ore, può infastidire, ma mica tanto: fa parte del gioco. Si potrebbe dire che il clima italiano non è quello del deserto del Sahara, prima o poi dovrebbe piovere, e soprattutto dopo Ferragosto, anche nel Sud Italia, Sardegna e Sicilia comprese, un temporale o un acquazzone sono del tutto normali. Ribadisco, non è il Sahara, l’Italia: quindi nessuno avrà le vacanze rovinate, perché un fenomeno del genere è assolutamente normale. E talmente non saranno rovinate che le temperature rimarranno per tutto il periodo sopra la media, perché comunque le isoterme previste sono elevate e in quota si scende di poco. Questo vuol dire che le masse d’aria presenti in Italia saranno ancora di natura tropicale. Difficilmente si andrà sotto la media, se non nel prolungarsi di alcune fasi temporalesche, magari soprattutto sulle regioni settentrionali e forse su qualche area dell’Italia centrale, come indicano le ultime novità sul refrigerio.

       

      Il Mar Mediterraneo che inizia a preoccupare

      Ciò che comincia a preoccuparmi è il Mar Mediterraneo. Sì, perché con questi impulsi provenienti da nord potrebbe reagire male, molto, molto male. E sapete, il famoso derecho che vi ho già citato numerose volte, e che anche i miei colleghi hanno ricordato, è quello che si abbatté sulla Corsica con vento che superò i 220 km/h, per poi trascinarsi verso nord-nord-est investendo Liguria, Emilia e Toscana, quindi il nord-est italiano, fino a giungere in Austria. Quell’evento atmosferico fu causato dal contrasto termico di masse d’aria che arrivarono verso le Baleari: quella massa temporalesca si intensificò sul mare tra le Baleari e la Corsica, divenne un ammasso enorme, una grande supercella, un mesociclone che poi andò a generare quel maltempo di forte intensità. A quel punto, infatti, non parliamo di un unico temporale, ma di un ammasso, di una famiglia di temporali che provocano fenomeni violenti: ci furono grandinate, trombe d’aria e purtroppo anche svariate vittime. Ne abbiamo parlato diffusamente raccontando i mostri marini esplosivi, i derecho.

       

      Ebbene, al momento non si può prevedere qualcosa del genere: all’epoca non ci riuscì neanche Météo-France, che è un servizio meteorologico di estrema affidabilità e non riuscì a coprire con un’allerta meteo la Corsica; ci furono infatti delle polemiche a seguito di quell’evento così devastante. Questi fenomeni, purtroppo, sono difficilmente prevedibili, soprattutto sul Mediterraneo occidentale: tra le Baleari e la Sardegna se ne formano diversi all’inizio dell’autunno, quando il mare è molto caldo e le infiltrazioni oceaniche generano una fortissima instabilità atmosferica. Le Baleari ne sono vittima e talvolta si verificano vere alluvioni; ne è stata colpita in passato anche la Sardegna, con nubifragi particolarmente vigorosi e tempeste di vento associate proprio a questi ammassi nuvolosi. Non si tratta di vere e proprie basse pressioni o perturbazioni, ma di aree mesocicloniche: si chiamano così, prendetelo per buono, accettate questo termine tecnico. Sostanzialmente non è altro che un grosso ammasso nuvoloso con una famiglia di temporali e con tempeste elettriche, un tema che tocchiamo spesso parlando del rischio Medicane nel Mediterraneo.

       

      La tempesta elettrica delle Azzorre

      Una curiosità, piuttosto: qualche giorno fa ho visto un video delle Isole Azzorre e il riscaldamento dell’Oceano Atlantico sta dando i suoi frutti. A memoria d’uomo, pare non si sia mai vista alle Azzorre una tempesta elettrica come quella che si è abbattuta qualche giorno fa, con una quantità di lampi che praticamente, in piena notte, hanno illuminato a giorno una parte delle isole. I fulmini erano talmente frequenti che non c’era interruzione: sembrava che ci fossero dei fuochi d’artificio. Qualcosa del genere lo vediamo anche in Italia, ma quelli erano veramente notevoli, e devo dire che nelle isole dell’Oceano Atlantico, come le Canarie, Madeira e ancor meno le Azzorre, non sono affatto normali. Questo è l’effetto del contrasto termico fra masse d’aria e acque marine molto calde, un aspetto già evidenziato nell’analisi sulla prima vera rottura dell’estate 2026.

       

      Refrigerio, quando ci sarà

      Qui dobbiamo mettere non solo un grosso punto interrogativo, ma proprio fissarci una domanda. Al momento non ci sarà un vero e proprio refrigerio: ci sarà verso il 17-20 una riduzione delle temperature, una nuova pulsazione, questa volta verso il basso, e poi forse una nuova fase calda. Che cosa significa fase calda? Un incremento ulteriore della temperatura, e sostanzialmente questo sembrerebbe possibile. Quindi quell’ammasso bianco che vedete lì, con la perturbazione a sud dell’Islanda, non ci interesserà, non ci darà noia. Se ne formeranno altre e ci auguriamo che prima o poi riescano ad abbattere quel muro che ci investe, quel muro dell’alta pressione, questa campana anticiclonica; che facciano da cavallo di Troia, scusate il riferimento storico, così da intrufolarsi e creare un varco vero e proprio, spezzando quest’alta pressione. Se questa cellula enorme fosse attaccata in maniera più massiccia, sicuramente tornerebbe verso sud e ci libererebbe da questa calura estrema, donandoci una condizione climatica molto, molto più favorevole e più affine ai nostri climi.

       

      Credit

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
      • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
      • Copernicus European Drought Observatory (EDO)
      • Met Office
      • Météo-France
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