
La primavera silenziosa del Nord Italia
(TEMPOITALIA.IT) L’Italia si è sostanzialmente capovolta dal punto di vista idrico: nelle regioni centrali e meridionali, in Sardegna e in Sicilia, si registra un surplus di precipitazioni, mentre al Nord il deficit pluviometrico inizia a farsi sentire con conseguenze concrete sull’agricoltura e sui corsi d’acqua. Molti fiumi sono al di sotto della portata media del periodo, alcuni ai minimi, proprio nel momento in cui i campi ne avrebbero più bisogno. Le falde della Pianura Padana reggono ancora, ma anch’esse dipendono dalle precipitazioni e dallo scioglimento della neve, e quest’inverno la neve sulle Alpi, a eccezione del settore più occidentale, è caduta in quantità insufficiente. Con lo zero termico salito anche oltre i 3.000 metri in modo troppo precoce, quel poco manto nevoso si sta sciogliendo rapidamente, lasciando i ghiacciai esposti ai primi grandi eventi di caldo.
Inizia la stagione dei temporali
Non è neppure iniziata davvero la stagione dei temporali: si è avuta una breve sfuriata qualche settimana fa sulla Lombardia, ma nulla di più. I modelli matematici indicano per le prossime due settimane una sfuriata di temporali concentrata soprattutto nei primi giorni della settimana entrante. Attenzione però: si tratta di temporali, non di perturbazioni atmosferiche ben organizzate. I fenomeni isolati potranno essere localmente intensi, con possibilità di grandinate, ma alla fine non saranno le piogge autunnali. Assomiglieranno piuttosto ai fenomeni estivi: sporadici, isolati, utili all’agricoltura solo localmente. A eccezione del Nord-Ovest, che vedrà precipitazioni ben più abbondanti e organizzate nei prossimi giorni.
La natura del temporale: un fenomeno da non sottovalutare
Vale la pena soffermarsi su un aspetto spesso sottovalutato. I temporali sono fenomeni a carattere locale: la durata media è di circa 20 minuti, ma possono persistere molto più a lungo quando si autorigenerano, scaricando pioggia sullo stesso luogo per ore. Sono però, per natura, poco prevedibili su scala puntuale. Capita spesso che un temporale annunciato poi si sposti di qualche decina di chilometri, lasciando addirittura un miglioramento del tempo dove era atteso. I modelli matematici attuali non dispongono ancora della precisione necessaria per localizzarne con esattezza la posizione.
Supercelle e grandi celle temporalesche
Una dinamica completamente diversa è quella delle grandi celle temporalesche e delle supercelle. Questi temporali hanno una struttura del tutto particolare: ruotano attorno a sé stessi generando un nucleo locale di bassa pressione, quello che i meteorologi chiamano mesociclone. Richiamano aria umida, si autoalimentano e diventano vere e proprie macchine della tempesta, capaci di causare grandinate violente, nubifragi, alluvioni lampo e raffiche di vento molto forti. In alcune circostanze possono persino generare tornado. Con il Mar Mediterraneo sempre più caldo rispetto alla media stagionale, l’energia disponibile per questi sistemi è maggiore di quanto non fosse in passato.
Le stagioni di mezzo si estremizzano
Secondo uno studio recente della NOAA, la stagione estiva si sta prolungando a scapito di Primavera e autunno, eppure sono proprio queste stagioni intermedie a produrre i contrasti termici più violenti. Accade così che in pochi giorni si passi dal caldo estremo al freddo, o da lunghi periodi di sole a periodi di prolungato maltempo, con danni all’agricoltura e forte disagio per le persone. Il maggio 2019 resta un caso emblematico: gelate sulle vallate alpine, in Francia e in Germania a stagione primaverile inoltrata, seguite a fine mese da un esordio del caldo assurdo, che si intensificò in modo furibondo nel Giugno successivo con una lunga ondata di calore. Tutto in poche settimane. E quest’anno non siamo ancora fuori pericolo per improvvise irruzioni di freddo.
Maggio e le speranze per il Nord
Le proiezioni a lungo termine di ECMWF e della NOAA indicano per Maggio precipitazioni abbondanti al Nord Italia, con temperature sopra la media ma anche piogge significative. Le tendenze si estendono a Giugno, con indicazioni positive anche per il Centro del Paese. Sono speranze fondate su dati, non certezze: i modelli a lungo termine devono essere confermati dall’evoluzione reale della circolazione atmosferica. Se le precipitazioni attese si materializzeranno e soprattutto se lo faranno non con episodi violenti e locali ma con piogge ben distribuite sul territorio, la situazione idrica del Settentrione potrà rientrare nella norma prima dell’estate. In caso contrario, il rischio di una siccità seria al Nord si farebbe concreto, con ricadute sull’agricoltura intensiva della Pianura Padana e sulle forniture idriche di un’area tra le più densamente abitate d’Europa.
Il Cambiamento Climatico non è un’ipotesi: è la realtà che stiamo vivendo, e richiede risposte concrete in termini di prevenzione e infrastrutture, non solo speranze che la pioggia arrivi al momento giusto.






