- Forti temporali attesi martedì 11 e mercoledì 12
- L’umidità moltiplica la forza dell’ondata di calore
- Martedì 11 agosto: temporali dal Piemonte a tutta la dorsale appenninica
- Temporali in Val Padana
- Mercoledì 12: la notte dei forti temporali in Val Padana e di nuovo al pomeriggio, diffusamente
- Giovedì 13 e venerdì 14: instabilità in replica. Tanti temporali in un contesto da “Foresta Amazzonica”
- Grandine e raffiche di vento: i rischi da non sottovalutare
Forti temporali attesi martedì 11 e mercoledì 12
Forti temporali sono attesi nelle giornate di martedì 11 e mercoledì 12 agosto. Da ovest, infatti, nonostante l’aumento della pressione atmosferica in quota, giungerà aria piuttosto instabile, associata proprio a questo incremento della temperatura. Cresceranno innanzitutto i valori termici e il tasso di umidità e, di conseguenza, anche la sensazione termica.
L’umidità moltiplica la forza dell’ondata di calore
Sostanzialmente l’aumento della temperatura, unito all’incremento dell’umidità, fa da moltiplicatore d’intensità dell’ondata di calore. Spesso non ci si pensa, ma questa è la realtà dei fatti: in Italia, dato che siamo estremamente esposti al Mar Mediterraneo, peraltro caldissimo, abbiamo una situazione ideale per un rafforzamento dell’ondata di calore proprio a causa dell’eccesso di umidità. Umidità che, tra l’altro, non facilita la salita esagerata dei termometri, i quali nonostante tutto raggiungono molto spesso e diffusamente i 40°C circa. Si tratta di quel mix che, come abbiamo già raccontato, alimenta i temporali dal sapore tropicale.
Martedì 11 agosto: temporali dal Piemonte a tutta la dorsale appenninica
Nella giornata di martedì 11 giungerà da ovest quest’area umida, soprattutto in quota. L’aria umida, più pesante e più fresca, sprofonderà verso il basso spingendo verso l’alto quella preesistente: accadrà soprattutto nelle ore pomeridiane e faciliterà la formazione di temporali. Fenomeni che inizieranno nel primissimo pomeriggio sul Piemonte, ma rapidamente si svilupperanno celle temporalesche su tutto l’arco alpino, sull’Appennino, sui monti interni della Corsica e, per quanto riguarda la dorsale appenninica, dal settore tosco-emiliano e ligure sino alla Calabria.
Temporali in Val Padana
Rapidamente questi temporali evolveranno e diventeranno anche localmente di forte intensità, mentre alcuni si porteranno pure su talune aree della Pianura Padana. Questo lo dicono già i modelli matematici; al suolo, peraltro, è prevista una riduzione della pressione atmosferica, non in quota, dove avremo invece un incremento della temperatura e della pressione stessa. I temporali tenderanno poi a perdere forza durante la serata e la notte.
Va detto che, anche se i modelli matematici molto spesso non lo indicano, si potrebbero formare celle temporalesche in Pianura Padana: alcuni modelli ad alta risoluzione lo prospettano già, soprattutto sul settore centro-occidentale. Poi, magari, si potrebbero verificare anche sulle pianure orientali – parliamo di Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia – con fenomeni che dalla zona dei laghi scivolerebbero verso le aree pianeggianti, a macchia di leopardo. Rovesci che potrebbero assumere occasionalmente forte intensità e, soprattutto, produrre notevolissime scariche elettriche, anche perché abbiamo temperature elevate e marcati contrasti termici. È una situazione meteorologica quasi tropicale e quindi i temporali possono acquisire proprio un vigore tropicale.
Mercoledì 12: la notte dei forti temporali in Val Padana e di nuovo al pomeriggio, diffusamente
Nella nottata tra martedì e mercoledì l’attività temporalesca si intensificherà in tutta la Pianura Padana, dove sono previsti moltissimi fenomeni, destinati poi a estinguersi in tarda mattinata. Di pomeriggio, nella giornata di mercoledì 12, i temporali si riproporranno sulle zone montane e su tutte le aree interne, comprese quelle di Sardegna e Sicilia. E non solo sui monti: sull’Appennino, faccio un esempio, i rovesci potrebbero interessare l’entroterra toscano, quello del Lazio o della Campania. Una situazione di instabilità atmosferica marcata, con temporali anche nel tardo pomeriggio in Pianura Padana, qui a macchia di leopardo, perché i fenomeni padani sono solitamente più frequenti nelle ore notturne.
C’è però la tendenza a un incremento della pressione atmosferica non solo in quota, ma anche al suolo: questo creerà una situazione meteorologica più stabile e quindi più favorevole a un miglioramento del tempo, oltre che a questo caldo asfissiante. Una dinamica che ricorda quanto osservato con la rimonta anticiclonica di inizio mese.
Giovedì 13 e venerdì 14: instabilità in replica. Tanti temporali in un contesto da “Foresta Amazzonica”
Una nota anche per giovedì 13: si avrà qualche situazione temporalesca soprattutto sui rilievi e sostanzialmente si andrà a replicare quello che abbiamo visto nei giorni precedenti, probabilmente in modo meno diffuso rispetto a martedì 11 e mercoledì 12. Situazione analoga anche venerdì 14, con molti temporali sulle zone interne, anche di Sardegna e Sicilia, caldo intenso e afa opprimente.
I fenomeni saranno soprattutto a macchia di leopardo e sarà poco prevedibile la località interessata. Dove ci saranno temporali arriverà un refrigerio molto piacevole, che però durerà poco: dopo il rovescio di pioggia, che trascina verso il basso aria molto fresca – anche 10°C in meno, se non addirittura 15 nei nubifragi più intensi – succede che quel sollievo venga gradualmente aggredito, si potrebbe dire, dall’aria circostante calda. Questo anello di aria relativamente fresca e umida, viene eroso e il caldo tornerà anche dove si sono verificati i temporali. Se però arriveranno nuove celle, ecco che il refrigerio si replicherà: un’ondata di calore molto, molto diversa rispetto a quella che abbiamo avuto in precedenza, perché ci saranno molti temporali rinfrescanti. E questa, devo dire, è una buona notizia.
Grandine e raffiche di vento: i rischi da non sottovalutare
Non ho fatto cenno, piuttosto, a un fenomeno atmosferico decisamente meno gradevole: la grandine. C’è il rischio di grandinate anche con chicchi di grosse dimensioni, pur non essendoci quelle condizioni ideali per avere eventi devastanti e diffusi. I temporali, però, creano raffiche di vento: questo purtroppo è un fenomeno molto frequente e tali raffiche possono superare anche i 100 km/h, giungendo improvvisamente. Sono proprio queste a fare i danni maggiori, perché molto spesso ci trovano impreparati, e la stessa vegetazione, da una calma di vento, viene letteralmente segata da questo ventaccio improvviso, violentissimo, furioso, come accade nel cuore del cumulonembo.
Il tutto è associato a rovesci di pioggia che diventano una pioggia polverosa, si potrebbe dire, capace di ridurre sensibilmente la visibilità. Ci possono anche essere quelle grandinate di cui vi ho detto prima: si verificano sovente prima o durante queste raffiche violentissime. In alcune circostanze il vento accelera addirittura la velocità con cui cadono i chicchi, procurando maggiori danni, alle cose e in ambito agricolo.
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