Un’ondata di calore da record
Quando arriveranno i prossimi temporali? All’ondata di calore abbiamo già dedicato diversi articoli, ma non possiamo fare altrimenti, perché l’evento atmosferico prospettato dai modelli matematici ha una rilevanza addirittura di livello storico, soprattutto per le regioni del Nord Italia. È quindi impossibile non parlarne diffusamente, dal momento che non si tratta di una situazione che capita tutti i giorni o in ogni estate, anche se ultimamente, in questi anni, ci siamo abituati a ondate di caldo sempre più frequenti.
Questa volta, però, sembra profilarsi un’ondata di calore particolarmente aggressiva, che rischia perfino di far cadere i record storici di temperatura in diverse città. Siamo andati a esaminare anche le previsioni località per località elaborate dai modelli matematici, compresi quelli più sofisticati, e proprio qui cominciano ad affiorare alcune preoccupazioni.
Piuttosto, con temperature estremamente elevate come quelle previste, i temporali potranno assumere intensità simile a quelli tropicali, ma purtroppo, l’Italia essendo posta a latitudini temperate, vedrà la nube del temporale più fredda di quella dei tropici, e quindi con un rischio concreto di avere grandinate anche devastanti su scala locale.
Milano e il dubbio sul record di temperatura
Il modello matematico ICON, quello tedesco, indica ad esempio per Milano una temperatura fino a 39°C nell’ultimo giorno di previsione: un valore che costituirebbe, con ogni probabilità, un primato. Su Milano, infatti, esiste una certa diatriba riguardo alle temperature massime estreme, e siamo andati a caccia, si potrebbe dire, dei valori registrati.
Su Wikipedia, per Milano, risulta una temperatura massima estrema di 39,8°C registrata nel 2003; questo dato, però, non è stato convalidato dal sito di ARPA Lombardia, che indica invece un record cittadino di 38,3°C. Attenzione, però: le stazioni meteorologiche di ARPA situate nell’area milanese, all’interno, si potrebbe dire, delle mura del territorio comunale, in questi anni hanno misurato più volte temperature di 39°C. Evidentemente il sito non è aggiornato, oppure quei valori non vengono considerati per qualche motivo che ci sfugge; in ogni caso, non abbiamo idea da dove salti fuori quel 39,8°C.
C’è poi il valore rilevato a Milano Linate, che è stato invece dichiarato non valido. Insomma, per una città che vanta una tradizione di circa 300 anni di misurazioni della temperatura, permangono seri dubbi. Una curiosità: nel 1902 si toccò una temperatura di 38,3°C, identica a quella raggiunta nell’agosto del 2003.
Le temperature dei prossimi giorni
Ebbene, le proiezioni dei modelli matematici valide fino a cinque giorni ci dicono che Milano potrebbe toccare i 39°C. Parliamo di strumenti dall’ottima risoluzione e, in linea di massima, piuttosto affidabili; tuttavia stiamo un po’ giocando a una sorta di terno al lotto, perché azzeccare al grado una temperatura non è affatto semplice, tanto più al quinto giorno di previsione.
Aspettiamo quindi, con gradualità, di vedere che cosa accadrà. Attenzione, però: sempre per giovedì 30, i modelli ad alta risoluzione ci propongono un bel 38°C, valori comunque molto elevati. Per oggi, lunedì 27, dovremmo probabilmente raggiungere i 35°C, anche se non tutti i modelli concordano, dato che alcune previsioni indicano pure 33°C.
Ma qui, in realtà, l’intento era parlare dei temporali. Ebbene sì, perché anche se si formerà questa campana di alta pressione, non mancheranno infiltrazioni di aria umida provenienti dall’Oceano Atlantico; a ciò si aggiunge il fatto che il Mar Mediterraneo, con il suo elevato tasso di umidità, funge da portatore di instabilità atmosferica, essendo ormai divenuto un mare bollente, caldissimo, con temperature che toccano anche i 30°C e, in qualche punto, perfino i 31°C.
Quando torneranno i temporali
Siamo quindi andati a capire quando potrebbero verificarsi i temporali, avendo cura di utilizzare soltanto modelli ad alta risoluzione e partendo dal 28 luglio 2026. Ebbene, per quel giorno non è previsto alcun temporale in Italia, stando alla proiezione del modello matematico tedesco.
Mercoledì 29 qualche temporale alpino, soprattutto tra la Lombardia nord-orientale e il Trentino Alto Adige, in particolare sull’Alto Adige: si tratta dei classici temporali di calore tipici delle montagne. Giovedì 30 la situazione resta pressoché invariata, con qualche sporadico temporale qua e là in qualche zona montuosa sparsa per l’Italia. Sempre giovedì 30 giunge aria rovente, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali, ma un po’ su tutta l’Italia le temperature saranno in aumento.
Venerdì 31 le temperature aumentano ulteriormente; stranamente, però, comparirà una lievissima instabilità atmosferica sull’arco alpino, dove potrebbero verificarsi sporadici acquazzoni o temporali. Farà comunque caldissimo. Venerdì 31, del resto, rappresenta il giorno limite delle previsioni ad alta risoluzione che utilizziamo.
Affidandoci allora a previsioni con risoluzione inferiore, proviamo a spingerci oltre: sabato qualche zona montuosa, soprattutto al nord, potrebbe registrare qualche temporale sporadico, ma davvero isolato. È questo ciò che ci dicono i modelli. Domenica 2 agosto qualche temporale alpino, forse anche sull’Appennino settentrionale, e di nuovo qualche fenomeno al Sud Italia, magari pure in Sicilia, nelle zone interne, così come in Corsica. Lunedì 3 agosto la situazione appare analoga: insomma, si andrà creando una condizione ideale per questi temporali pomeridiani di calore, dovuti a un eccesso di energia disponibile, che potrebbe favorire una certa attività temporalesca, per quanto eccezionalmente sporadica.
Tra l’altro non abbiamo citato la Pianura Padana, ma non è da escludere che qualche temporale possa verificarsi anche qui nei giorni successivi. Non che si prospettino grossi cambiamenti.
Le proiezioni a lungo termine e il modello americano
Il primo cambiamento più marcato lo intravediamo forse verso sabato 8 agosto, almeno in teoria, con il modello matematico europeo, l’ECMWF, che propone qualche temporale in più sulle regioni del Nord Italia. Passando però in rassegna i giorni, arriviamo addirittura al 10-11 agosto senza scorgere grandi novità.
Anche il modello matematico americano, il GFS, non si mostra molto favorevole, pur tendendo, come sapete, a eccedere parecchio con i fenomeni: venerdì, ad esempio, colloca precipitazioni sotto forma di temporali, anche forti, sul Piemonte settentrionale. La previsione dei temporali, però, resta un affare davvero complesso. Un’altra escalation temporalesca scatta sabato 1 agosto sulle regioni alpine, soprattutto quelle orientali, dove lo stesso modello americano ipotizza fenomeni di forte intensità. Come è noto, il modello americano tende a enfatizzare l’intensità di fenomeni che poi, talvolta, si realizzano davvero. Nel corso dei giorni, dunque, esso colloca instabilità atmosferica soprattutto sulle regioni alpine, in alcune circostanze anche con una certa rilevanza.
Curiosamente, e a puro titolo di curiosità, lunedì 10 agosto il modello, a sorpresa, colloca una bassa pressione sul Nord Italia, con addirittura nevicate sull’arco alpino, in area Alto Adige e Trentino. Parliamo di sicuro delle cime montane; cerchiamo però di capirne il motivo, perché entrerà aria più fresca in un contesto in cui, tuttavia, tutta l’Italia si troverà sotto un flusso rovente. Il modello americano, insomma, vede una sorta di vera e propria fluttuazione dell’ondata di calore, che consente anche l’ingresso di aria più fresca: ecco perché viene indicata questa precipitazione nervosa addirittura sull’arco alpino verso l’11 agosto, quasi si trattasse di una possibile rottura del caldo estremo africano.
È chiaro che l’aria calda africana potrebbe poi tornare, e dunque non possiamo definirla una rottura della stagione estiva: quest’ultima è tutt’altra cosa e avveniva soprattutto quando era associata all’Anticiclone delle Azzorre, che favoriva flussi di aria oceanica ben lontani dai valori termici di cui discutiamo ormai da giorni. Valori che i modelli matematici continuano sempre più a confermare e che, quindi, potrebbero anche concretizzarsi. Questa ondata di calore è di grande rilevanza e, ovviamente, merita articoli dedicati, vista la portata di un evento atmosferico tanto imponente.
Credit