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Stima delle aree maggiormente interessate da piogge e temporali.

Negli ultimi giorni e ancora in queste ore al Sud, si è compiuto, o si sta compiendo, l’annunciato avvicendamento di circolazione sul Mediterraneo centrale e sull’Italia: da condizioni bariche anticicloniche e dichiaratamente estive di inizio settimana, con prevalenza di aria anormalmente calda nordafricana, si è passati via via a una circolazione nord-atlantica decisamente più mite, a iniziare dal Nord, poi al Centro e, proprio in queste ore, anche al Sud. Si tratta di un avvicendamento significativo, poiché, nella sostanza, lo squarcio nord-atlantico in atto sancisce la disfatta definitiva della lunga e torrida estate 2026. L’anticiclone subtropicale, sotto la spinta sempre più incalzante di correnti sub-polari oceaniche in azione meridiana, è stato costretto ad allentare la presa in corrispondenza del Mediterraneo centrale e dell’Italia, defilando i propri massimi più a ovest, verso Spagna, Baleari e, ancor più, sull’oceano orientale, e lasciando i meridiani centrali europei, corrispondenti anche ai nostri, più esposti ai flussi umidi e instabili, pure più freschi, nord-oceanici. Dunque, fine del caldo torrido su tutta l’Italia e ingresso ufficiale, e di fatto, di condizioni più autunnali, compatibili termicamente con l’inizio della nuova stagione.

 

Il fine settimana: torna la stabilità, ultimi fastidi al Sud

La fase più instabile derivante dal cambio di circolazione si è già concretizzata proprio negli ultimi giorni, con i fenomeni ricorrenti e spesso forti, anche violenti, occorsi in particolare al Centro Nord. Per questo fine settimana in corso, su gran parte del Paese è tornata e tornerà la stabilità, perlomeno al Nord e sul medio e alto Tirreno; sul medio e basso Adriatico e al Sud ci saranno fastidi ancora per oggi, localmente più insistenti e anche con temporali forti, tra Lucania e Calabria, ma da domani migliora, mentre sulla Sicilia un po’ di piogge oggi, maggiori sui settori di Nord-Est e ancora diffuse domani su quelli centro-orientali. Calerà ulteriormente la temperatura sul medio e basso Adriatico e al Sud, con termiche decisamente più fresche e anche un po’ sotto media; valori in aumento sul medio e alto Tirreno e al Nord, dove, entro domani sera, potranno tornare leggermente sopra media, anche se non in maniera eclatante.

 

Lunedì 14 e martedì 15, due giorni di respiro anticiclonico

A seguire, l’evoluzione per la prossima settimana prospetta un iniziale aumento della pressione da ovest un po’ su tutto il Paese, con tempo mediamente buono e stabile da nord a sud per lunedì 14 e martedì 15 prossimi, al più con residui addensamenti e ultimi rovesci tra Centro Sud, est della Sicilia e rilievi calabresi meridionali, e con qualche annuvolamento pomeridiano sui settori alpini centro-orientali, anche qui con locali rovesci. Arriverà, però, un nuovo cambio di passo verso metà settimana. Il flebile cuneo anticiclonico precedente perderà sostanza per l’incidenza progressiva di un nuovo cavo instabile nord-atlantico che, dal Regno Unito e dal Mare del Nord, affonderà via via verso la Francia meridionale, il Golfo del Leone e il Mediterraneo nord-occidentale.

 

Da mercoledì 16 settembre tornano rovesci e temporali al Nord

Già da mercoledì 16 settembre, prime anse cicloniche investiranno parte delle regioni settentrionali, apportando rovesci e locali temporali più diffusi su Alpi e Prealpi centro-orientali e sull’alto Piemonte, ma fenomeni irregolari anche al Nord-Ovest in genere, sulla Liguria, un po’ su tutta la Lombardia e anche sulle medie e alte pianure centro-orientali e fino alla Toscana nord-occidentale; meglio sulla Romagna. Una circolazione moderatamente ciclonica sul Mar Libico comporterà rovesci e locali temporali anche sull’est della Sicilia e sulla Calabria ionica, mentre il tempo si manterrà ancora buono sul resto del Paese, con temporaneo aumento termico e valori un po’ sopra norma, specie sul resto del Sud e al Centro.

 

Giovedì 17 e venerdì 18, instabilità diffusa da nord a sud

Per giovedì 17, l’instabilità sarà diffusa su tutto il Nord e guadagnerà anche ampia parte del Centro, con rovesci e locali temporali ricorrenti, meno frequenti tra sud delle Marche, Abruzzo e Molise. Nubi in aumento anche al Sud, con qualche rovescio sulla Campania occidentale e ancora precipitazioni localizzate tra Sicilia e Calabria. In via generale, da giovedì 17 più nubi e più piogge sulla penisola e condizioni di maggiore instabilità complessiva, da nord a sud, anche per venerdì 18. Correnti oceaniche umide con nuvolosità diffusa ancora per sabato 19 settembre, sebbene con fenomeni via via meno frequenti o più localizzati tra Alpi e Prealpi centrali, Levante ligure e Toscana nord-occidentale, sulle Marche e poi sul medio e basso Tirreno, tra sud del Lazio, ovest della Campania, Calabria e nord-est della Sicilia. Meglio in via generale domenica 20, o ancora qualche fenomeno residuo tra est della Sicilia e Calabria, altri isolati sull’Appennino centro-meridionale, sulle Alpi e tra Levante ligure e Toscana nord-occidentale.

 

Cosa dicono i modelli matematici

Nelle mappe che abbiamo elaborato nel Centro Meteo di Tempo Italia sono evidenziate le aree più esposte alle piogge da oggi, sabato 12 settembre, a lunedì 21 settembre. Si tratta di accumuli complessivi su nove giorni, quindi distribuiti su più episodi e non concentrati in un singolo passaggio perturbato. Abbiamo messo a confronto quattro modelli matematici: il modello matematico europeo ECMWF IFS HRES, la sua versione basata sull’intelligenza artificiale ECMWF AIFS, il modello matematico americano GFS e il modello matematico svizzero Swiss-MRF.

Il quadro che emerge è coerente nella distribuzione geografica, meno nei quantitativi. Tutti e quattro i modelli matematici collocano il massimo di precipitazione sul settore alpino e prealpino centro-orientale e sul Nord-Est: tra alto Veneto, est del Trevigiano, centro-nord del Veneziano e Friuli Venezia Giulia si prospettano i fenomeni più ricorrenti e più intensi, con accumuli stimati tra 40 e 60 millimetri e punte locali superiori, in particolare lungo la fascia di confine e sul versante orientale. GFS ed ECMWF IFS HRES spingono i valori più elevati, con nuclei oltre 60-80 millimetri a ridosso dell’arco alpino orientale; ECMWF AIFS si mantiene più cauto, tra 20 e 40 millimetri sulle stesse aree. Ricordo che i millimetri indicato sono stime da considerare non tanto come quantità di pioggia, bensì dove saranno più probabili i fenomeni.

Apporti significativi, seppure inferiori, anche sul resto delle regioni settentrionali, esattamente sulle medie e alte pianure centro-orientali e sull’Emilia, quantitativi analoghi sull’alto Piemonte, sull’Appennino nord-occidentale, sul Levante ligure e sulla Toscana nord-occidentale, dove il modello matematico Swiss-MRF, il più piovoso dell’intero confronto, propone localmente 30-50 millimetri. Sul resto del Centro e sulle aree tirreniche in genere le precipitazioni saranno presenti ma in forma più irregolare, con accumuli mediamente compresi tra 5 e 15 millimetri e picchi di 20-25 millimetri sui rilievi appenninici.

Il secondo nucleo di precipitazione riguarda l’estremo Sud: est della Sicilia e Calabria interna meridionale e ionica, dove ECMWF IFS HRES indica 20-40 millimetri e Swiss-MRF sale a 40-100 millimetri sui settori più esposti. Va segnalato che GFS colloca i massimi assoluti poco al largo, sullo Ionio meridionale, con valori oltre 100-150 millimetri sul mare aperto: un’indicazione da seguire nei prossimi aggiornamenti, perché uno spostamento di poche decine di chilometri verso ovest cambierebbe sensibilmente il bilancio pluviometrico della Sicilia orientale.

Le aree meno coinvolte restano il medio e basso Adriatico e la Sardegna, con fenomeni più fiacchi o comunque meno frequenti, pur presenti a fasi alterne: qui gli accumuli complessivi dei nove giorni si fermano in genere tra 1 e 5 millimetri, localmente 5-10 millimetri sui rilievi, con ECMWF AIFS che scende sotto il millimetro sulle coste occidentali sarde. La dispersione tra i modelli matematici, contenuta fino a giovedì 17 e crescente nel finale del periodo, suggerisce di considerare questi valori come ordini di grandezza e non come cifre definitive.

 

L’andamento termico della prossima settimana

Infine, un cenno all’andamento termico. I valori saranno già in leggero aumento da subito al Centro Nord, inizialmente meno al Sud, ma poi in crescita anche qui, tendenti a porsi un po’ ovunque sopra media nel corso della settimana, sebbene non di molto: le temperature massime potranno portarsi mediamente in pianura tra 25°C e 29°C, con punte verso 30-31°C, localmente, specie al Centro Sud e sulle Isole Maggiori.

 

Credit

  • Elaborazione e analisi delle mappe: Centro Meteo di Tempo Italia
  • Modello matematico ECMWF IFS HRES, corsa delle 00z del 12 settembre 2026
  • Modello matematico ECMWF AIFS, corsa delle 06z del 12 settembre 2026
  • Modello matematico GFS (NOAA/NCEP), corsa delle 06z del 12 settembre 2026
  • Modello matematico Swiss-MRF, corsa delle 00z del 12 settembre 2026

 

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