Quando penso alle acque calde del Mar Mediterraneo, non posso fare a meno di riflettere su quanto questo nostro mare sia diventato una vera e propria pentola a pressione climatica. Ne abbiamo già discusso in passato, ma vale la pena tornarci sopra perché la situazione sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Queste temperature superficiali così elevate possono dare seguito a fenomeni meteorologici di particolare intensità, traducendosi nello sviluppo di aree temporalesche di eccezionale violenza.
È proprio questo meccanismo che potrebbe spiegare l’incremento di piovosità previsto dai modelli matematici per il mese di Agosto. Il Centro Meteo Europeo, infatti, prospetta un aumento significativo delle precipitazioni sulla Penisola Italiana, con particolare riferimento alle aree costiere tirreniche, alla Sardegna e alla Sicilia. La spiegazione più plausibile di questo scenario risiede proprio nei cosiddetti temporali marittimi, fenomeni che nascono dall’interazione tra le masse d’aria e le acque surriscaldate del nostro mare.
Considerando che durante Luglio si prevedono nuove ondate di calore, la temperatura delle acque superficiali potrebbe superare la soglia dei 30°C su amplissime aree marine. A quel punto, basterebbe davvero poco per scatenare il caos meteorologico. È sufficiente che una piccola goccia d’aria fresca proveniente dall’Oceano Atlantico – evento che ad Agosto diventa molto probabile – sconfini verso sud per scatenare il finimondo atmosferico più totale.
Quello che mi preoccupa particolarmente sono i temporali esplosivi violentissimi che possono generarsi in queste condizioni. Fenomeni estremamente rischiosi, soprattutto per chi ad Agosto decide di avventurarsi con la propria imbarcazione per delle traversate marine. Dobbiamo ricordarci che Agosto rappresenta il mese clou delle vacanze italiane, quando moltissimi nostri connazionali si dirigono verso il mare e molti utilizzano la barca per le loro escursioni.
Non sto parlando degli yacht ben attrezzati con radar e sistemi di sicurezza avanzati, ma delle piccole imbarcazioni che spesso si mettono a circumnavigare le isole senza una preparazione adeguata per affrontare condizioni meteorologiche estreme. È proprio questo tipo di situazione che fu causa di una situazione devastante in Corsica qualche anno fa, quando si abbatté un temporale di violenza inaudita chiamato derecho.
Quel fenomeno rappresentò un vero e proprio incubo climatico che coinvolse non solo la Corsica, dove le raffiche di vento superarono i 220 km/h, ma si estese successivamente al Golfo Ligure e al Tirreno Settentrionale, investendo le coste della Toscana. Le località balneari della Liguria Centro-Orientale e quelle toscane furono seriamente danneggiate dal maltempo, con scene di devastazione che ancora oggi restano impresse nella memoria di chi le ha vissute.
I temporali proseguirono la loro marcia distruttiva verso il Nord Italia, raggiungendo addirittura l’Austria. Fu un’ondata di maltempo veramente imponente, innescata da un temporale nato inizialmente sulle Isole Baleari. Ecco perché si parla tanto del riscaldamento del Mar Mediterraneo: perché questo bacino è ormai in grado di produrre fenomeni meteorologici di portata continentale.
Ma quell’anno non ci fu solo il derecho a seminare distruzione. Un’altra area di instabilità si abbatté sulla Sardegna, generando grandinate che a memoria d’uomo non si erano mai viste prima. Un vero e proprio treno della grandine iniziò ad abbattersi sulla costa nord-occidentale dell’isola, per finire verso quella orientale, colpendo in modo devastante a macchia di leopardo molte località con chicchi di grandine addirittura grossi fino a 10 centimetri di diametro.
I danni furono numerosi e impressionanti: non solo in agricoltura, dove intere coltivazioni furono rase al suolo, ma addirittura ai tetti delle abitazioni e alle automobili parcheggiate all’aperto. Questi fenomeni atmosferici estremi sono la diretta conseguenza del riscaldamento esagerato delle acque superficiali del nostro Mare Nostrum, e possono verificarsi come naturale conseguenza di questo grave surriscaldamento che stiamo osservando negli ultimi anni.