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In questi giorni, giustamente, ci si sta lasciando idealmente alle spalle il mese di gennaio e si comincia ad affrontare la spinosa tendenza meteo climatica di febbraio.

Diciamolo pure, gennaio è stato un mese invernale. In alcune regioni lo è stato certamente di più, in altre di meno. Ma a prescindere degli effetti cosiddetti “ortocellistici” non possiamo non valutare l’andamento mensile come fortemente invernale. Ricordate? Si partì con gelo e neve al Centro Sud, abbiamo proseguito su un cammino moderatamente freddo per i costanti apporti settentrionali.

Tale cammino sta per terminare e riteniamo sia il preludio alla ridistribuzione delle Alte e delle Basse Pressioni. Attenzione soprattutto a questo binomio: Atlantico-Scandinavia. Qualcuno potrebbe domandarsi che c’entra, vi rispondiamo subito. L’Atlantico perché tra Alta delle Azzorre e attività ciclonica ci dirà se potrà o meno svilupparsi un blocco della circolazione oceanica. Scandinavia perché lassù potrebbe e dovrebbe svilupparsi un’altra figura di Alta Pressione.

Quest’ultima, lo sappiamo bene, è spesso la causa principale dello scivolamento delle masse d’aria gelida russa in Europa. Europa centrale o orientale lo vedremo, ma potrebbe succedere. Quando? Probabilmente verso la conclusione della prima settimana di febbraio. A quel punto avremo delle risposte, capiremo se il gelo riuscirà o meno a colpire l’Europa e poi l’Italia.

Possiamo concludere affermando che dare per spacciato l’inverno, a questo punto della stagione, è davvero un qualcosa difficilmente comprensibile!

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