
Che cos’è il NOAA e cosa fa ogni giorno
Il NOAA, sigla di National Oceanic and Atmospheric Administration, è l’agenzia scientifica del governo degli Stati Uniti che si occupa di aria, mari e clima, ed è nata nel 1970 anche se le sue radici affondano in servizi che esistevano già nell’Ottocento. Ha sede a Washington, dipende dal Dipartimento del Commercio e viene finanziata con le tasse dei cittadini americani, attraverso un bilancio approvato ogni anno dal Congresso che negli ultimi tempi girava intorno ai 6 miliardi di dollari.
In parole semplici il NOAA fa le previsioni del tempo, lancia gli allarmi per uragani e tornado, gestisce satelliti che osservano la Terra dall’alto, misura la temperatura degli oceani e custodisce archivi climatici lunghi decenni, che sono poi la base per capire come sta cambiando il clima. I servizi nascono per gli americani, per chi pesca, naviga o lavora sul territorio, però i dati sono aperti e finiscono ogni giorno nei computer dei centri meteo di mezzo mondo, Italia compresa, basti pensare al modello matematico GFS o ai bollettini su El Niño che leggiamo regolarmente, oppure alle proiezioni stagionali del CFSv2. Al Mondo non esiste un’altra struttura con la stessa ampiezza, che va dal fondo degli oceani fino al Sole.
I tagli che preoccupano la comunità scientifica
Senza entrare nel dibattito politico va detto che anche il NOAA, come altri enti federali, ha subito una forte riduzione delle risorse. Nel 2025 centinaia di dipendenti sono stati licenziati nel giro di poche settimane e il piano per il 2026 prevedeva di scendere da oltre 12.000 a circa 10.000 persone, mentre le proposte di bilancio parlavano di tagli attorno al 25%, concentrati soprattutto sulla ricerca. A pesare è stata anche la rapidità con cui tutto è successo, che ha lasciato scoperti settori delicati senza dare il tempo di riorganizzarsi.
Copernicus, la risposta europea
In Europa l’alternativa più concreta si chiama Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, gestito dalla Commissione Europea insieme all’Agenzia Spaziale Europea, a EUMETSAT e all’ECMWF, che con i satelliti Sentinel e le misure a terra fornisce gratis dati su atmosfera, mari, suolo, clima ed emergenze.
La sua storia però è recente, i servizi sono diventati davvero operativi solo nell’ultimo decennio, e alle spalle non c’è una federazione di 50 Stati con un bilancio unico, ma un insieme di Paesi che in campo meteorologico si allea spesso con Stati fuori dall’Unione, tanto che dell’ECMWF fanno parte anche Regno Unito, Norvegia, Svizzera e Turchia. Una forza notevole, ma che non ha ancora la stessa potenza nella ricerca e il know how che gli americani hanno accumulato in oltre cinquant’anni.
Un bene comune che andava sostenuto
Il NOAA resta insostituibile, e visto quanto anche noi europei usiamo i suoi dati ogni giorno forse avremmo dovuto contribuire con qualche sovvenzione, perché il tempo non conosce confini e le informazioni che arrivano da oltreoceano servono pure a prevedere le piogge sul Nord Italia o il caldo al Sud.
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