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Torna l’ora solare

Un’ora di sonno in più nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, quando alle 3 le lancette torneranno alle 2, ma anche qualche giorno un po’ strano per chi viaggia o lavora con l’estero, perché il cambio dell’ora non avviene dappertutto nello stesso momento e buona parte del mondo l’orologio non lo tocca proprio.

Telefoni, computer e smartwatch si aggiornano da soli, quindi a casa, che si sia a Milano o a Roma, l’unica cosa che si nota davvero è il buio che arriva prima la sera, mentre per voli, coincidenze e videochiamate con l’altra parte del pianeta conviene fare dei controlli dell’ora locale.

 

Ora solare 2026, perché si cambia ancora

Le regole sono quelle europee in vigore dal 2001, che fissano il ritorno all’ora solare nell’ultima domenica di ottobre, e la proposta della Commissione europea del 2018 per abolire il doppio cambio, votata dal Parlamento europeo nel 2019, è ancora ferma in attesa, per cui anche quest’anno si sposta le lancette come sempre.

 

In Europa quasi nessuna differenza

Dentro l’Unione europea i Paesi cambiano tutti insieme, così con Francia, Germania, Spagna e Austria l’ora resta identica, mentre Londra, Lisbona e Dublino rimangono un’ora indietro e Atene un’ora avanti, esattamente come prima del cambio in ora legale.

 

Stati Uniti, una settimana con New York più vicina

Qui c’è la novità che interessa di più, perché gli Stati Uniti tornano all’ora solare solo domenica 1° novembre e quindi per sette giorni New York sarà a 5 ore di distanza invece che 6, tanto che quando in Italia sono le 15 lì saranno le 10. Lo stesso succede con Chicago, che passa da 7 a 6 ore, e con Los Angeles, che scende da 9 a 8, poi dal 1° novembre tutto torna come d’abitudine, tenendo presente che le Hawaii e quasi tutta l’Arizona l’ora non la cambiano mai.

 

Dall’Egitto al Giappone, il giro del mondo delle lancette

Il caso più curioso è l’Egitto, che ha l’ora legale ma la toglie venerdì 30 ottobre, per cui chi va a Sharm el-Sheikh, Hurghada o al Cairo tra il 25 e il 30 si troverà con 2 ore di differenza invece di una, e poi di nuovo con una sola.

Molte mete invece l’ora non la toccano e semplicemente si allontanano di un’ora: Tokyo passa da 7 a 8 ore avanti, Istanbul da una a due, Dubai e Abu Dhabi da 2 a 3, Pechino e Shanghai da 6 a 7, mentre a Delhi e Mumbai la differenza sale da 3 ore e mezza a 4 ore e mezza, e lo stesso discorso vale per Mosca, che va da una a due ore avanti, per Bangkok, da 5 a 6, e per le Maldive, da 3 a 4.

Dall’altra parte dell’oceano succede il contrario, perché Buenos Aires e San Paolo si avvicinano passando da 5 a 4 ore indietro, e Città del Messico scende da 8 a 7, anche se nelle zone del Messico al confine con gli Stati Uniti l’ora cambia il 1° novembre come oltre frontiera.

In Australia, dove adesso è primavera, l’ora legale è partita il 4 ottobre, così Sydney e Melbourne dal 25 saranno 10 ore avanti invece di 9, ma non tutto il Paese la usa come a Brisbane o Perth.

 

Un consiglio per chi parte

Sui biglietti aerei gli orari sono sempre quelli locali di partenza e di arrivo, quindi un volo che lascia Roma alle 10 e atterra a New York alle 14 non dura quattro ore, e il cambio dell’ora non allunga né accorcia il viaggio, sposta solo il modo in cui lo leggiamo sull’orologio. Per chi ha prenotato da mesi vale la pena ricontrollare coincidenze e transfer, specie in questa settimana.

 

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