(TEMPOITALIA.IT) Questi giorni viviamo una fase di acuto meteo estremo, nel Mediterraneo si è formata una bassa pressione particolarmente profonda, tanto che sta assumendo caratteristiche non solo di eccezionalità, ma raggiunge valori record per quanto concerne la pressione atmosferica. Vi abbiamo parlato di evento record sulla Sardegna.
I cicloni mediterranei invernali costituiscono un rischio non solo per le avverse condizioni meteo, ma anche perché in presenza di aria fredda nell’Europa orientale, potrebbero accelerare l’innesco di irruzioni di aria gelida verso il Mar Mediterraneo.
Per intenderci: le aree di bassa pressione risucchiano verso il centro della depressione masse d’aria, se nella parte orientale generano un richiamo di aria mite, nella parte di nord-est i cicloni attraggono masse d’aria fredda che poi scivolano nel settore occidentale.
Quindi, se le masse d’aria fredda provenienti dalla Russia sia adageranno con maggior imponenza verso i Balcani, sarebbero rapidamente attratte verso una delle basse pressione che investiranno nelle prossime settimane l’Italia, e nel nostro Paese si avrebbero condizioni non solo di tempo verso, ma anche di freddo con interesse nevicate.
I modelli matematici di previsione inquadrano la possibilità di nuovi cicloni mediterranei, ma a fronte a una situazione atmosferica che è praticamente inedita, rileviamo proiezioni che vengono continuamente modificate, mentre in linee generali le previsioni hanno migliori performance, offrendoci informazioni utili per delineare quello che potrebbe essere il meteo a lungo termine.
Insomma, la novità che stiamo osservando questi giorni e che modelli matematici prospettano le ideali condizioni sia per acute ondate di maltempo, che per ondate di freddo.
Un altro effetto dovuto al transito di aree di bassa pressione così profonde è la possibilità di avere venti di notevole portata, con burrasche e raffiche di tempesta, se non di uragano. Oggi nel Golfo del Leone le raffiche di vento hanno raggiunto i 200 km orari, mentre in Sardegna si sono avuti danni e persino la collisione di 2 traghetti ad Olbia.
È necessario sfatare comunque un timore quando si parla di cicloni: nel Mar Mediterraneo non sono previsti gli uragani di intensità e caratteristiche che si verificano nelle regioni tropicali durante semestre caldo. Ciò che stiamo descrivendo sono aree cicloniche delle aree del clima temperato, ma con la variante di essere più forti della media, e questo non è proprio trascurabile.
Gli scienziati ben presto cercheranno le cause di queste novità, e siamo certi che saranno attribuite al riscaldamento globale. Ma forse in questa novità potrebbe esservi anche l’interferenza di quelle che sono chiamate fluttuazioni climatiche.
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Aggiornamenti e monitoraggio evoluzione meteo, 24 ore su 24, a cura dello Staff (TEMPOITALIA.IT)










