
Marzo si chiude male
(TEMPOITALIA.IT) Marzo va in archivio nel segno dell’instabilità. Da metà mese ha prevalso una circolazione di tipo meridiano, con diverse incursioni di aria fredda da nord, nevicate anche abbondanti fino a bassa quota sull’Appennino e temperature di qualche grado sotto la media al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori. Al Nord, invece, i valori termici si sono mantenuti più o meno nella norma, complice il favonio che ha tenuto lontana la percezione del freddo.
L’ultima azione perturbata di questo ciclo si sta esprimendo proprio in questi giorni, ancora con maltempo significativo sul medio-basso Adriatico, sui settori appenninici e al Sud, con altre nevicate abbondanti a partire dall’alta collina e dalla bassa montagna sull’Appennino centrale. Non esattamente il preludio di Aprile che molti speravano.
Il mese di Aprile secondo il Centro Meteo Europeo
Le ultimissime elaborazioni del modello europeo delineano per Aprile 2026 uno scenario meteo altalenante. Non un mese interamente primaverile, non un prolungamento invernale, bensì una successione di fasi a carattere alterno, con momenti di maggiore stabilità intercalati da ritorni di instabilità atlantica e forse ancora con qualche puntata artica, ma meno fredda. Il condizionale, in questo contesto, è più che mai d’obbligo.
Il quadro di massima vedrebbe una crescente alta pressione subtropicale capace di portare periodi di bel tempo, ma senza grossa persistenza. Fasi stabili a tempo, insomma, destinate a cedere prima o poi sotto la spinta di nuovi disturbi.
Pasqua e Pasquetta: il periodo più tranquillo
La prima occasione di stabilità degna di nota riguarderebbe proprio i giorni delle festività pasquali, tra Pasqua, Pasquetta e il 7 Aprile. Le mappe indicano condizioni via via più miti e soleggiate, con temperature in risalita ovunque e valori che nelle zone interne del Nord Italia potranno raggiungere i 23-24°C. Farà ancora un po’ più fresco al Sud, ma anche qui le temperature saranno in decisa ripresa dopo il freddo di questi giorni. Un miglioramento atteso e, per una volta, condiviso tra i modelli.
Dall’8 Aprile in poi: flusso atlantico e piogge in aumento al Nord
La tregua durerebbe poco. Già a partire dall’8 Aprile e fino a circa metà mese, l’alta pressione perderebbe progressivamente colpi sotto la spinta di un moderato flusso instabile atlantico. Le piogge tornerebbero a farsi più intense al Nord, specie su Alpi, Prealpi e Alto Tirreno, moderate sulle aree tirreniche centrali e sulle Isole Maggiori. Sul medio-basso Adriatico e al Sud le precipitazioni sarebbero meno significative, comunque presenti in forma irregolare.
In una valutazione complessiva della prima decade, i quantitativi risulterebbero tutto sommato nella media sui settori settentrionali e tirrenici, senza particolari eccessi, leggermente sotto media sul versante adriatico meridionale.
La seconda metà di Aprile: anticiclone parziale e Nord-Sud ancora diviso
Per la seconda parte del mese le proiezioni ECMWF indicano una possibile maggiore presenza di un’alta pressione subtropicale moderata sul Centro-Ovest Europa, che interesserebbe a fasi alterne anche il Centro-Nord Italia. Ne deriverebbero condizioni generalmente meno instabili su queste aree, pur con qualche disturbo occasionale, e un andamento termico più o meno nella norma.
Lo stesso anticiclone, però, si mostrerebbe troppo corto per proteggere efficacemente il medio-basso Adriatico e le regioni meridionali, progressivamente più esposte a infiltrazioni di aria fresca da nord-est. Ne conseguirebbe un bilancio mensile complessivo con piogge sotto la media su gran parte del Nord e sui settori tirrenici centrali, in media o leggermente sopra invece su Adriatico meridionale e Sicilia.
Sul piano termico, il saldo di Aprile si collocherebbe complessivamente nella norma, con qualche lieve deficit sulle aree appenniniche centro-meridionali, dove i valori risulterebbero leggermente più freschi rispetto alle medie del periodo. Un Aprile né caldo né freddo, insomma. Tipicamente capriccioso, come da tradizione.
Forse per una volta la Primavera farà fino in fondo il suo dovere, senza caldo troppo anticipato né freddo troppo tardivo. Del resto, riguardo questo secondo aspetto, come si suol dire, abbiamo già dato.






