
(TEMPOITALIA.IT) Il maltempo infinito, che aveva caratterizzato il meteo della prima metà di maggio, sembra un ricordo sbiadito. Non ne potevamo più di pioggia e nuvole, ma ora siamo passati da un estremo all’altro. Da qualche giorno, in modo del tutto brusco, l’atmosfera è radicalmente cambiata, proiettandoci in uno scenario di piena canicola. Un imponente Anticiclone Africano ha letteralmente inghiottito gran parte dell’Europa, piazzando il suo asse rovente sempre più a ridosso dell’Italia. A farne le spese, in modo piuttosto inequivocabile, sono le nostre regioni settentrionali, che più risentono della bolla d’aria rovente.
Siamo in presenza di un Heat Dome, una vera e propria cupola di calore precoce e del tutto fuori scala per questo periodo. Sopra i cieli dell’Europa Occidentale stiamo registrando scarti termici di 15°C oltre la norma. Numeri che sfidano il buon senso, confermando una tendenza ormai tristemente nota, ovvero che i picchi di Riscaldamento Globale producono ondate di calore sempre più cattive, capaci di sbriciolare ogni statistica. La Francia e la Penisola Iberica stanno letteralmente bruciando sotto il caldo eccezionale. Anche nel Regno Unito la colonnina ha agilmente superato i 30°C, facendo cadere record come birilli.
L’impatto sull’Italia e le temperature estreme
Il caldo picchia duro già da giorni nel nostro Paese, ma il peggio deve ancora arrivare. La temperatura continua a salire inesorabilmente e lo farà senza sosta fino a Mercoledì 27 Maggio, regalandoci un anticipo estivo davvero prepotente. Il sole martella spietato, l’aria si comprime, i bassi strati atmosferici si trasformano in un forno a cielo aperto, soprattutto sulle vaste lande della Val Padana. Per fortuna l’umidità non è ancora arrivata alle stelle, un piccolo dettaglio salvifico che ci impedisce di sudare in modo colossale.
La fase clou con le temperature più alte sarà proprio Mercoledì 27 Maggio. Parliamo di valori che schizzeranno agilmente tra i 35°C e i 36°C, con picchi isolati persino superiori. Stiamo viaggiando a 8°C, 10°C sopra la media del periodo. Il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia Romagna, la parte bassa del Veneto e le vallate chiuse delle Alpi diventeranno catini incandescenti. Anche il centro Italia e la Sardegna sentiranno la morsa, seppur con qualche grado in meno.
Val Padana arroventata
La fotografia termica della Penisola è nitidissima, delineando un Settentrione ben più rovente del Sud. Città come Modena, Bologna, Reggio nell’Emilia, Cremona, Milano, Pavia, Parma, Piacenza, Vercelli e Mantova guidano questa poco invidiabile classifica, pronte a sfiorare i 36°C o i 37°C. A ruota, ferme intorno ai 35°C, troveremo Monza, Alessandria, Lodi, Verona, Novara, Ferrara, Forlì, Asti, Torino, Firenze, Grosseto e Verbania.
Tutta questa calura, esaltata dal cemento, tenderà a disperdersi molto lentamente dopo il tramonto. Ecco che si innesca sulle grandi città il famigerato effetto isola di calore, capace di tenere alte le temperature anche a notte fonda, azzerando quasi del tutto il naturale sollievo serale. Nelle metropoli è già ora di fare i conti con le fastidiose notti tropicali, decisamente in anticipo sulla tabella di marcia. Per chi non mastica la materia, parliamo di notti in cui il termometro, non riesce a portarsi mai sotto i 20°C.
Cenni di cambiamento da metà settimana
Niente dura per sempre, per fortuna. Questa bolla di caldo insopportabile dovrebbe sgonfiarsi, almeno in parte, nel corso di metà settimana. Attorno a Giovedì 28 Maggio, qualcosa nell’atmosfera si inceppa. L’Anticiclone Africano perde qualche colpo. Qualche spiffero di aria fresca riesce in qualche modo a bucare lo scudo invisibile e a infilarsi in Italia. Ed è proprio qui che la situazione meteorologica si fa complessa. Mescolare aria appena più fresca in quota con il catino ribollente delle nostre pianure crea sempre una miscela esplosiva.
I primi focolai temporaleschi prenderanno il via già Mercoledì 27 Maggio, partendo dalle Alpi per poi sconfinare sulle pianure adiacenti della Val Padana centro-orientale. Il rischio di Grandine di grossa taglia e Colpi di vento burrascosi è altissimo. Fenomeni di eccezionale violenza, certo, ma molto localizzati. Non stiamo parlando di una vera perturbazione autunnale, l’alta pressione sembra tenere botta, eppure le prime crepe in questo muro di caldo estivo si faranno evidenti.
Solo ad inizio Giugno una potenziale svolta più importante
Per respirare aria veramente nuova bisognerà aspettare un po’. Il lungo ponte del 2 Giugno trascorrerà ancora dominato dall’alta pressione, con temperature estive ben al di sopra della normalità stagionale. Magari ci scapperà il classico acquazzone pomeridiano in montagna, rapido e circoscritto ai rilievi. L’attenzione è puntata verso Mercoledì 3 Giugno. In quella data il cedimento strutturale della cupola anticiclonica appare decisamente più probabile e marcato.
Una possente depressione in discesa dal nord Atlantico, in formazione tra il Regno Unito e la Francia, allungherà i suoi tentacoli freddi fino ad abbracciare l’Italia, spingendo verso di noi almeno un fronte perturbato organizzato. Al nord e sulle regioni centrali il meteo potrebbe subire un tracollo repentino, con un drastico crollo termico e ridimensionamento del caldo estivo che non sarà mordi e fuggi.
Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (TEMPOITALIA.IT)








