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Giugno 2026, le proiezioni ECMWF avvertono un inizio Estate convulso

Andrea Meloni di Andrea Meloni
25 Mag 2026 - 18:55
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
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Inizio Estate convulso a Giugno 2026: lo prevede ECMWF

Giugno 2026, le proiezioni ECMWF: tre fasi tra caldo al Sud, temporali al Nord e anticiclone fino alle Svalbard

Un disturbo ricorrente di masse d’aria polari sembra riproporsi dalla Groenlandia verso la Scandinavia e poi verso la Russia, in particolar modo proprio sul territorio russo, con profondissime anomalie termiche come quelle che stiamo osservando in queste ore. Tali anomalie spingono addirittura verso l’Africa: parliamo di Egitto, Libia, dell’Algeria più occidentale e di un settore ancora un po’ più meridionale, oltre che del Mar Nero. Questa configurazione interesserà parzialmente anche i Balcani, e ciò contribuirà a mitigare il caldo che sta opprimendo le regioni meridionali del nostro continente. Una tendenza, peraltro, che vediamo proporsi con una certa frequenza anche nel corso del mese di giugno, osservando le proiezioni del centro meteo europeo, ovvero del modello matematico ECMWF.

Attuale onda calda soprattutto in Europa occidentale. Un trend che cerca di ripetersi in giugnno.

Aria calda verso la penisola iberica e l’Italia

Sull’Europa occidentale, invece, prende forma qualcosa di completamente diverso. Dal Marocco verso nord, masse d’aria molto calde si dirigono verso la penisola iberica, si surriscaldano sulle terre emerse iberiche, raggiungono la Francia e poi il centro-sud delle Isole Britanniche. Parzialmente ne risente anche l’Italia, soprattutto il settore centrale e occidentale del Nord, in modo via via meno intenso procedendo verso sud e verso est, con temperature comunque sopra la media. Questa tendenza si profila anche per il mese di giugno, come anticipato, ma con alcune variabili importanti.

Non avremo un anticiclone africano o subtropicale – chiamatelo come volete, alla fine si tratta comunque di un’anomalia estrema – sempre fisso nella medesima posizione, bensì, secondo le proiezioni che si spingono sino al 7 luglio, tenderà a traslare verso est. Tale slittamento contribuirà ad alimentare ondate di calore che si porteranno sulle regioni meridionali, in particolare su Sardegna e Sicilia, lasciando però spazio, sulle regioni del Nord Italia, a condizioni termiche nella media.

 

Prima decade di giugno: temperature in media al Nord Italia

La prima decade di giugno appare prossima a registrare temperature più vicine alla media nelle regioni settentrionali italiane. Ciò si deve all’influenza di masse d’aria provenienti da nord che andrebbero a interessare questa porzione di territorio. Il caldo si limiterebbe alle regioni mediterranee per svariati giorni della prima decade del mese, in linea con quanto già osservato in questa partenza turbolenta di stagione.

ECMWF precipitazioni giugno 2025. Direi intense al Nord Italia e anche più a sud.

Seconda decade: anticiclone fino alle Svalbard

Nella seconda decade di giugno dilagherebbe nuovamente un anticiclone imponente, che si spingerebbe addirittura fino alle Svalbard: una massa d’aria caldissima che, dal deserto del Sahara, risale verso nord. Parliamo sempre di situazioni di blocco atmosferico e di condizioni meteorologiche estreme. Più a est, invece, verso la Russia, scenderebbe aria fresca dalla regione artica, con temperature nuovamente al ribasso e tempo spesso inclemente: il Mar Glaciale Artico tende a liberarsi in ampie aree, la banchisa polare si restringe e di conseguenza giungerebbero perturbazioni da nord con temporali e forse qualche nevicata, anche se questo è davvero difficile da affermare con certezza.

Dall’altra parte dell’Atlantico, attenzione perché Canarie, Madeira e Marocco vedrebbero temporanee condizioni di aria più fresca rispetto alla media nelle correnti settentrionali, dal momento che le correnti oceaniche tenderebbero a raggiungere quelle aree con maggior insistenza con il passare dei giorni. Sembra poi intensificarsi il flusso d’aria fredda verso la Russia.

 

Terza decade: temporali e fenomeni convettivi sul Nord Italia

Nella terza decade del mese si ridurrebbe la pressione verso l’Europa, limitandosi soprattutto all’Europa mediterranea e a quella occidentale: dunque penisola iberica, Francia e Isole Britanniche. L’Italia comincerebbe a liberarsi soprattutto sulle regioni settentrionali, dove potrebbero presentarsi fasi con temperature simili alla media o di poco superiori, accompagnate da fenomeni temporaleschi.

I temporali, in effetti, sembrano essere abbastanza ricorrenti nel mese di giugno sulle regioni settentrionali, dove si avrebbero precipitazioni di grande portata. Tuttavia, alla fine, questi quantitativi sembrano collocarsi sopra la media solo occasionalmente, mentre sulla fascia alpina – in particolare quella a nord delle Alpi – sembrerebbe profilarsi, secondo il modello matematico, addirittura un leggero sotto media. Un tempo piuttosto chiuso, dunque, secondo le proiezioni di giugno, su Francia, penisola iberica, Isole Britanniche e parte della Scandinavia; molto umido e piovoso, invece, su tutta la Russia europea, dove giungerebbero più volte perturbazioni di una certa entità. Tra le altre cose, a sorpresa, precipitazioni sopra la media anche in pieno deserto algerino.

 

Una proiezione di lungo termine, da confermare

Questo è quanto sembra profilarsi secondo il centro meteo europeo. Ovviamente parliamo di proiezioni a lunghissimo termine, dunque sono da considerare con il giusto beneficio di inventario: si tratta di previsioni da confermare, non di previsioni puntuali. Non andiamo a stabilire che domani ci saranno 35°C a Milano o a Roma: stiamo descrivendo linee generali del tempo, ovvero come potrebbe configurarsi la corrente atmosferica generale in Europa.

In conclusione, il mese di giugno sembra essere promettente per le regioni settentrionali dal punto di vista della ripresa delle piogge, mentre proporrebbe caldo estivo al Centro-Sud Italia con fasi anche temporalesche, perché ci sono previsioni che indicano piogge in alcune aree perfino sopra la media nelle zone interne. Si tratterebbe di temporali convettivi: masse d’aria che, con il riscaldamento del sole, si sollevano verso l’alto e che, complice anche l’orografia che amplifica la ventilazione dal basso verso l’alto – sono i cosiddetti moti convettivi, per essere precisi – condensano in vapore acqueo, formano nubi e generano quelle nuvole imponenti chiamate cumulonembi, ovvero le nubi del temporale. Una situazione molto più frequente sul Nord Italia e decisamente meno nel resto del Paese, che a giugno continuerà comunque a vedere – e su questo non c’è nulla di anomalo – episodi temporaleschi nelle zone interne anche al Centro-Sud e in Sardegna: un fenomeno del tutto normale per questa fase dell’anno, verificatosi anche negli anni passati, come spiegato in questa lettura del trend per l’estate alle porte.

 

In tutto questo contesto si notano comunque anomalie piuttosto pesanti. Come accennavo, Svizzera e Austria vedrebbero precipitazioni sotto la media; in realtà un po’ tutta l’Europa registrerebbe valori sotto media, fatta eccezione per i Balcani, la penisola anatolica, varie aree del Mar Nero e tutta la Russia europea. Avevo accennato anche alla possibile situazione piovosa sul deserto algerino. Ma anche qui parliamo di una visione d’insieme: non stiamo prevedendo che temperatura ci sarà domani a Milano, Torino o Roma. Stiamo visualizzando esclusivamente una linea di tendenza climatica, analizzando in modo scrupoloso il solo ed esclusivo modello matematico europeo, che con questo passo previsionale ci offre a livello sperimentale tali indicazioni. Prendiamole così come sono, senza fare programmi serrati per il futuro, ovviamente nemmeno per le vacanze.

 

Crediti e approfondimenti

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Copernicus Climate Change Service
  • NOAA Climate Prediction Center
  • Met Office – Long-range forecasts
  • World Meteorological Organization
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Andrea Meloni

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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